• elpidiopezzella

Settimana 11/2016 - La donna adultera


Gesù dunque, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: «Donna, dove sono quelli che ti accusavano? Nessuno ti ha condannata?».

Giovanni 8:10

Sul far del giorno Gesù si reca al tempio, ove una folla lo raggiunge. Siamo di prima mattina quando gli scribi e i farisei valutano che quella è un’ottima occasione “per metterlo alla prova, per poterlo accusare”. Così, gli conducono una donna sorpresa mentre commetteva adulterio. Secondo la Torah, come ricordano a Gesù: “Se uno commette adulterio con la moglie di un altro, se commette adulterio con la moglie del suo prossimo, l’adultero e l’adultera dovranno essere messi a morte”(Levitico 20:10; Deuteronomio 22:22). Al di là che siamo di mattina presto, verrebbe da chiedersi come avevano fatto a cogliere questa donna in flagranza. Erano tutti testimoni? Di certo sono pronti a tirare le pietre, visto che non c’era alcun dubbio sulla punizione, anche se andava applicata all’uomo che non c’è. Quante volte il testo biblico induce a far ritenere ciò che Dio vuole e cosa occorra fare. Gesù evade la domanda trabocchetto e si mette a scrivere nella polvere. Nessuno sa cosa scriveva. Ma una volta sollecitato a reagire, si alza e invita gli interlocutori a tirare le pietre solo se senza peccato. Nessuno di quegli uomini si ritiene netto, e tutti vanno via, lasciando la donna con Gesù. Davanti al Maestro nessuno può levare accuse, anche quando ci sono le prove. Egli stesso non condanna, ma riabilita.

Nessuna condanna capitale

La legge biblica prevede la lapidazione per le seguenti trasgressioni: culto di altre divinità (Deuteronomio 17:2-7), incitamento all'idolatria (13:7-11), sacrificio di bambini a Moloch (Levitico 20:2-5), profetizzare in nome di un altro dio (Deuteronomio 13:2-6), divinazione spiritistica (Levitico 20:27), bestemmia (Levitico 24:15,16), infrazione del sabato (Numeri 15:32-36), omicidio tramite un bue (Esodo 21:28-32), adulterio (Deuteronomio 22:22,23), insubordinazione ai genitori (Deuteronomio 21:18-21). La lapidazione avveniva fuori dal campo, nell'epoca nomade, o della città più tardi (Levitico 24:14; Numeri 15:35; 1 Re 21:10). I testimoni erano tenuti a scagliare per primi la pietra (Deuteronomio 17:7). Le parole di Gesù e la non emissione di alcuna condanna va contro la pena di morte. Agli accusatori, alle autorità religiose, Gesù chiede una maggiore flessibilità di giudizio. Senza discussione o reazione istintiva, il Maestro temporeggia e poi invita all’azione i suoi interlocutori. Il racconto evangelico sembra dirci che nessun reato può essere oggetto di sentenza capitale e che non si deve mai escludere una possibilità di recupero. Nello stesso tempo occorrerebbe andare alle cause scatenanti la colpa, capire le motivazioni, per poter intervenire non a condannare ma a recuperare.

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L’8 marzo del 1856 (160 anni fa) nasceva a Tschlin (Svizzera) Giovanni Luzzi, pastore protestante e teologo svizzero, noto per la sua traduzione della Bibbia.

Martedì 8 marzo è la Giornata internazionale della donna. Siamo grati a Dio per ogni donna, nonna, mamma o figlia; servente o credente; impegnata o meno nell’opera. Ognuna un fiore prezioso.

Lettura della Bibbia

07 marzo Giosuè 21-23; 2 Tessalonicesi 2-3

08 marzo Giosuè 24; Giudici 1-2; 1 Timoteo 1-2

09 marzo Giudici 3-5; 1 Timoteo 3-4

10 marzo Giudici 6-8; 1 Timoteo 5-6

11 marzo Giudici 9-11; 2 Timoteo 1-2

12 marzo Giudici 12-14; 2 Timoteo 3-4

13 marzo Giudici 15-17; Tito 1-2

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