• Elpidio Pezzella

Chiesa su Facebook


Nel frastagliato scenario ecclesiale italiano almeno una cosa è comune a tutti: l’essere presenti nella Rete. Nel mondo evangelico sono poche le comunità che non sono ancora entrate nei social network, e specificamente in Facebook (quello più diffuso in Italia). Occorre però imparare a fare i conti con nuove forme espressive e comunicative quali sono quelle comunicative caratterizzate dalla multimedialità, dall’ipertestualità e dall’interazione. Se da un lato ogni realtà ecclesiale è chiamata a confrontarsi con queste nuove dinamiche, dall’altro occorre assumere un minimo di padronanza per avvalersene al meglio per un’efficace azione pastorale e istituzionale. «Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta, e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli» (Matteo 5:14-16).

Non esiste individuo che, direttamente o indirettamente, non sia coinvolto nei media. Questi sono ovunque, e sono ormai parte integrante della nostra vita quotidiana, al punto che siamo noi stessi diventati media, rendendo impossibile parlare di un entrare e uscire. Se per la maggior parte è individualmente impossibile pensare una vita senza smartphone e soprattutto senza un proprio profilo social, lo stesso vale per una comunità. Gli esperti del settore consigliano di assumere concretamente una posizione nei social network, i veri protagonisti del mondo digitale. Essi sono ormai il riflesso di quel che siamo socialmente, non più uno strumento ma un insieme multiforme di persone. La realtà non può più prescindere dal digitale, anzi è mix unico con ciò che è fisico. Proprio perché ciascuno è ormai parte integrante di questa realtà ogni entità ecclesiale (istituzione, associazione, gruppo, movimento che sia) non può pensare di proseguire senza posizionarsi almeno su Facebook.

La comunità che vuole comunicare con i Social deve aprire una Pagina (fan page), ossia uno spazio pubblico aperto a tutti. Non ha senso creare gruppi che precludono tutta una serie di possibilità create ad hoc da Facebook, quali la possibilità di un pubblico illimitato, campagne di inserzioni “promozionali” su misura, una gestione multipla dei vari account sui diversi social e il monitoraggio della propria comunicazione con Facebook Insights. La possibilità di caricare video aumenta le potenzialità. Trasmettere poi in diretta è una manna celeste. Senza costi aggiuntivi e apparecchiature speciali, basta uno smartphone e connessione per portare nel mondo quel che si propone internamente. Opportunità unica per far sentire coinvolti anche chi ha difficoltà ad essere fisicamente presente. La comunicazione social richiede comunque l’osservanza di alcune regole basilari, ma prima occorre creare il contenitore.

Ecco alcuni consigli per la creazione della Pagina, utili anche ad apportare dei correttivi se la pagina esiste già. Una grafica curata. Nell’epoca dei visual social, elemento indispensabile è una grafica che attiri l’attenzione degli utenti. Senza una cura grafica la più bella e imponente comunità ecclesiale rischierà di rimanere invisibile. Il minimo è le immagini del profilo e della copertina della pagina siano di ottima qualità e con dimensioni corrette. Basta tenere conto di queste semplici indicazioni. L’immagine del profilo (quella del riquadro laterale a sinistra) deve essere almeno di 180×180 pixel (questa di norma viene visualizzata in 160×160 sui computer e in 140×140 sugli smartphone). L’immagine di copertina della pagina (l’intestazione), invece, viene visualizzata con una larghezza di 851 pixel e un’altezza di 315 pixel sui computer e con una larghezza di 640 pixel e un’altezza di 360 pixel sugli smartphone. Dovrà avere un’altezza di 399 pixel e un’altezza di 150 pixel. Una presenza dialogante. Attenzione a non fare l’errore di creare una pagina per veicolare una comunicazione top-down, ossia dall’alto verso il basso. Vorrebbe dire parlare con sé stessi. Essere presenti nei Social vuol dire raccontare il proprio messaggio, tenendo conto delle dinamiche digitali per la creazione e la trasmissione delle notizie. Tre verbi possono sintetizzare la mission: dialogare, ascoltare e costruire. La presenza nasce per dialogare con gli utenti, condividendo un messaggio ma essendo pronti e disposti ad ascoltarne le critiche, altrimenti non sarebbero Social. Insieme allora costruire valore, creando una community in grado di migliorare l’immagine della comunità ecclesiale. Monitoraggio. Non si può dare per scontato di essere sempre e comunque efficaci, ecco perché è buona cosa monitorare la propria comunicazione. Facebook Insights consente di conoscere quanti hanno visto e interagito con i contenuti pubblicati e capire così dove migliorare e dove smettere. Requisito necessario per accedere agli analytics è che la pagina conti almeno 100 like. Cliccando su Insights si aprono dodici sezioni e quelle che ci permettono di comprendere meglio il funzionamento della nostra pagina sono le seguenti.

Panoramica. Una sintesi delle performance degli ultimi 7 giorni che includono un’analisi del trend di aumento dei “mi piace”, il numero di utenti che hanno cliccato “mi piace”, inserito un commento, condiviso o cliccato sui contenuti pubblicati. Mi Piace. Contiene i dati relativi alla crescita della tua fan base, con possibilità di comparazione dei diversi intervalli temporali sin dalla fondazione della pagina. Copertura post. Consente di monitorare il numero di persone che hanno visualizzato un contenuto, mentre le visualizzazioni o impression sono invece la risultante del numero di volte in cui viene visualizzato un post della pagina. Visite. Come gli utenti hanno trovato la pagina e quale aree visitano. Post. Fa vedere quando i tuoi fan sono online, e i dettagli delle performance dei post pubblicati. Di sicuro la sezione più importante per capire l’efficacia della comunicazione. Persone. Offre i dati demografici relativi ai tuoi fan e alla loro distribuzione geografica, così da capire com’è composta la community.

Come in tutto quello che siamo chiamati a fare, tanto più in nome e per conto del Vangelo, è necessario bandire ogni forma di improvvisazione. A qualcuno non potrebbe piacere, ma per rendere social la tua realtà ecclesiale devi assumere una strategia comunicativa, senza mai essere banale né superficiale. Occorre gradualmente costruire una comunicazione innanzitutto coerente con il Vangelo e poi con l’immagine della comunità ecclesiale rappresentata. Ricorda che le dinamiche comunicative dei media digitali sono completamente diverse dalla stampa, dalla radio o dalla tv. Il linguaggio dei Social predilige contenuti visuali: le immagini catturano più delle parole; le parole ne amplificano solo il senso. Perciò nello scrivere tieni anche conto della netiquette, ossia del buon comportamento da tenere nei Social. (A questo ho dedicato una breve pubblicazione, Facebook Netiquette). La cura della pagina sia quotidiana, perché ogni giorno c’è sempre qualcosa di importante da comunicare. Falla chiara e coinvolgente, rimanendo nella correttezza verso tutti e senza mai ignorare la parte estetica (la grafica).

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