• elpidiopezzella

Settimana 11/2017 - Io sono...


«Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me». Giovanni 14:6 Il quarto Vangelo presenta la divinità di Gesù, e lo fa utilizzando anche espressioni come “io sono”, chiaramente in contrasto con le pretese delle divinità ellenistiche che nel rivelarsi dicevano appunto “io sono”. Inoltre l’espressione è un chiaro riferimento al nome proprio e impronunciabile di Dio nell’Antico Testamento (JHWH) rivelato a Mosè nella visione del pruno ardente. Quando Gesù dice: “Io sono”, la parola che era presso Dio (Giovanni 1:1) è diventata una persona storica, è venuta ad abitare in mezzo a noi, rivelandoci il volto umano di Dio. Nei discorsi di addio spiegando le ragioni della sua partenza al gruppo dei discepoli il Maestro dichiara: “Io sono la via, la verità e la vita”. Egli è la via in contrasto con il labirinto greco, ove il girare a vuoto non conduce in nessun luogo. Egli è la verità in grado di dare risposte, differentemente dagli enigmi della Sfinge egizia. Infine, Egli è la vita donata e non negata come quella di Abele da parte di Caino. A chi è stanco di girare a vuoto e cerca risposte per dare senso alla sua vita, il vangelo di Giovanni indica di guardare a Gesù, la via, la verità e la vita, in grado di condurre al Padre. Non importa se sei greco, egizio o giudeo la Sua opera di redenzione è universale. La festa del papà Il 17 marzo nell’Impero Romano si celebravano le Baccanali, feste in onore del dio Bacco. Inizialmente celebrate dalle donne, senza la presenza di uomini, duravano tre giorni. Tra loro le Matrone si creavano Sacerdotesse, e la festa non aveva del “vituperevole”. Paculla Minia Campana fatta sacerdotessa introdusse la presenza degli uomini, portò le cerimonie di notte e i giorni a cinque. La mescolanza di donne e uomini e “la comodità della notte” favorirono l’immoralità. A questi costumi la chiesa cercò di porre rimedio con un richiamo ad una festa di rigore e morale dedicata a Giuseppe, padre di Gesù. Ai nostri giorni, l’usanza di dedicare un’intera giornata alla celebrazione dell’amore paterno proviene dagli Stati Uniti. La prima volta della festa sembra essere stata il 5 luglio 1908 a Fairmont in West Virginia, presso la chiesa metodista locale. Altri la collegano alla signora Sonora Smart Dodd, che ispirata dal sermone ascoltato in chiesa in occasione della festa della mamma, decise di organizzare una festa in onore di suo padre, veterano della guerra di secessione americana, in occasione del suo compleanno, il 19 giugno del 1910. Da allora la festa del papà si è diffusa in tutto il mondo, anche se il giorno della sua celebrazione varia: molti paesi hanno mantenuto la terza domenica di giugno, mentre nei paesi di tradizione cattolica viene fatta coincidere con il 19 marzo, giorno di san Giuseppe. Lettura della Bibbia 13 marzo Giosuè 21-23; 2 Tessalonicesi 2-3 14 marzo Giosuè 24; Giudici 1-2; 1 Timoteo 1-2 15 marzo Giudici 3-5; 1 Timoteo 3-4 16 marzo Giudici 6-8; 1 Timoteo 5-6 17 marzo Giudici 9-11; 2 Timoteo 1-2 18 marzo Giudici 12-14; 2 Timoteo 3-4 19 marzo Giudici 15-17; Tito 1-2

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