• elpidiopezzella

Settimana 40/2017 - Tempo di vendemmia


«Voglio cantare per il mio diletto un cantico del mio amico circa la sua vigna. Il mio diletto aveva una vigna su una collina molto fertile». Isaia 5:1 Tra gli alberi la vite, con il suo frutto e derivati, è uno dei più presenti nelle pagine bibliche. Nel libro di Isaia un cantico descrive il popolo d’Israele come la vigna del Signore, un parallelismo che oggi potrebbe rappresentare l’insieme di tutti i credenti. Il testo narra dell’amore che Dio ha non solo collettivamente per il Suo popolo, ma per ciascun individuo senza alcuna distinzione. Egli dà a tutti egual valore, a prescindere dalla carica o dal compito svolto. Infatti, Gesù ha versato il Suo sangue indistintamente per tutti. Un racconto dei padri del deserto dice che se un nostro fratello sta toccando il cielo con le mani bisogna afferrarlo per i piedi e riportarlo sulla terra, suggerendo che dobbiamo camminare tutti fianco a fianco. Nel canto sono elencate tre attività rappresentative dell’opera che Egli compie in ognuno: ha posto una siepe, ha tolto le pietre, vi ha poi piantato delle viti di ottima qualità. Nessuno di noi, nemmeno la chiesa sarà la vigna perfetta. Gesù ha proclamato sé stesso la vite, da cui viene ottimo. Il vino che Dio vuole dalla Sua vigna siamo noi, quel raccolto frutto del sacrificio del Figlio. Noi siamo l’uva prodotta dalla morte di Gesù per mezzo di quei tralci che nei secoli sono rimasti a Lui collegati. La vigna e la vite Nel greco del Nuovo Testamento un unico termine – àmpelos/àmpelon – designa sia la vigna sia la vite. La vigna o vigneto indica un terreno dedicato alla coltura della vite. L’immagine biblica della vite/vigna è caratterizzata da una ricchezza simbolica che percorre svariati testi biblici, tra cui quello appena letto del profeta Isaia. Nella Bibbia la vigna/vite si presenta prevalentemente come simbolo del popolo di Israele. Nei frutti prodotti grazie alle solerti cure del vignaiolo, o in assenza di questi frutti a motivo dell’incuria e dell’abbandono, la Bibbia vede il progressivo realizzarsi di Israele o la sua progressiva decadenza fino ad estinguersi sotto il severo giudizio di Dio. Una vigna curata e florida, infatti, è l’immagine di tutto Israele che cammina alla luce della Parola del suo Dio. Mentre una vigna abbandonata e distrutta è invece l’immagine del severo giudizio di Dio che "sradica" dalla terra promessa il popolo a Lui infedele. Sarà Giovanni nel suo Vangelo ad applicare al discepolo di Gesù (e al cristiano) questo duplice valore dell’immagine della vigna/vite (Giovanni 15:1-11). (Tratto dal mio libro “Il vignaiolo e il fico”). Lettura della Bibbia 02 ottobre Isaia 65-66; Giovanni 7-8 03 ottobre Geremia 1-2; Giovanni 9-10 04 ottobre Geremia 3-4; Giovanni 11-12 05 ottobre Geremia 5-6; Giovanni 13-14 06 ottobre Geremia 7-8; Giovanni 15-16 07 ottobre Geremia 9-10; Giovanni 17-18 08 ottobre Geremia 11-12; Giovanni 19-20

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