• Elpidio Pezzella

Le parole


Anche la lingua è un fuoco, è il mondo dell’iniquità.

Posta com’è fra le nostre membra, la lingua contamina tutto il corpo,

infiamma il corso della vita ed è infiammata dalla Geenna.

Giacomo 3:6

Le parole non sono altro che la continuazione dei nostri pensieri che, a loro volta, suscitano altre riflessioni, associazioni di idee ed emozioni, in base alla percezione che se ne ha. Con le parole si può consolare o far soffrire, si può illudere o disilludere, si può incoraggiare o anche prendere a schiaffi. Comprendere di possedere una tale potenzialità e forza comporta il rischio di inorgoglirsi.L’apostolo parla di iniquità per intendere che in essa si può rinchiudere tutta la cattiveria immaginabile. Basti riflettere che Gesù è stato condannato a morte perché accusato ingiustamente di aver bestemmiato il nome di Dio. Egli è finito sulla croce perché una folla ha pronunciato un nome, Barabba. È stato crocifisso perché un uomo se ne “lavò le mani”. Chissà quante volte siamo stati feriti dalle parole? Attributi o aggettivi che non corrispondevano al nostro essere o agire, che ci hanno toccati profondamente. Abbiamo così imparato che non risponde al vero il detto che le parole le porta via il vento. Anzi sono proprio le parole a portare vento e vento di tempesta.

Due coniugi in sessant’anni di matrimoni avevano conosciuto raramente i litigi, condividendo ogni cosa senza segreti, eccetto uno: la moglie aveva una scatola e quando si erano sposati aveva detto al marito che non avrebbe mai dovuto guardarvi dentro. Dopo tanti anni insieme, arrivò il momento che il marito chiese se finalmente poteva sapere cosa conteneva. La moglie acconsentì: vi trovò due centrini e 25mila dollari. Chiese allora cosa significavano, ed ella rispose: “Quando ci siamo sposati, mia madre mi disse che ogni volta che mi sarei arrabbiata con te o ogni volta che avresti detto o fatto qualcosa che non mi piaceva, avrei dovuto fare un piccolo centrino e poi ne avrei dovuto parlare con te”. Il marito si commosse fino alle lacrime considerando che in sessanta anni di matrimonio avesse dato fastidio a sua moglie le volte necessarie per fare solo due centrini. Soddisfatto di sé stesso, prese la moglie per mano e disse: “Questo spiega i centrini, ma invece cosa sono i 25 mila dollari?” La donna sorrise e rispose: “Questi sono i soldi che ho ricavato dalla vendita di tutti i centrini che ho fatto nel corso degli anni”.

Credo che imparare a tenere a freno la lingua sarà sempre proficuo. Eviteremo di fare del male, eviteremo di attirarci un giudizio. Ben ne doveva conoscere le potenzialità l’apostolo Paolo nell’esortare quelli di Efeso: “Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete qualcuna buona, che edifichi secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a chi l'ascolta” (Efesini 4:29). Dio ci aiuti a riconoscere quando abbiamo una parola buona e solo allora a sentirci autorizzati a pronunciarla. Nello stesso tempo dovremmo imparare ad aprire la nostra bocca per esercitare la fede, e quindi per confessare la verità della Parola, a dichiarare la fedeltà di Dio, il Suo amore, la Sua potenza. Smith Wigglesworth era un potente uomo di Dio. Nel suo ministero ha visto compiersi miracoli straordinari. Quando gli fu chiesto come gli era possibile vivere vittoriosamente sulle sue emozioni e i suoi sentimenti, rispose: “Quando al mattino mi alzo, non chiedo a Smith Wigglesworth come si sente; dico io a Smith come deve sentirsi!”.

Devotional 35/2018

Piano di lettura settimanale della Bibbia

27 agosto Salmi 120-122; 1Corinti 9

28 agosto Salmi 123-125; 1Corinti 10:1-18

29 agosto Salmi 126-128; 1Corinti 10:19-33

30 agosto Salmi 129-131; 1Corinti 11:1-16

31 agosto Salmi 132-134; 1Corinti 11:17-34

01 settembre Salmi 135-136; 1Corinti 12

02 settembre Salmi 137-139; 1Corinti 13

Foto di bdopudja, www.freeimages.com

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