• Elpidio Pezzella

Vengo a casa tua


«Zaccheo, scendi giù subito, perché oggi devo fermarmi in casa tua». Ed egli scese in fretta e lo ricevette con gioia.

Luca 19:5b-6

Due personaggi, tra gli altri, nel racconto di Luca hanno l’onore di ricevere Gesù a pranzo a casa loro: Zaccheo e Simone. Il primo era capo dei pubblicani e molto ricco, probabilmente a motivo del lavoro che svolgeva per conto dell’oppressore romano. Due elementi che lo rendevano inviso al popolo, e lo farebbero ritenere al lettore un caso disperato, un perduto senza speranza agli occhi di Dio. Eppure egli desiderava vedere Gesù. Quando sa del suo passaggio lungo la strada che da Gerico sale a Gerusalemme, coglie l’occasione e decide di non perderla. Purtroppo la falla in attesa è tanta, la ressa non gli permette una buona visuale sulla strada perché deve fare i conti con la sua bassa statura. Un uomo potente e facoltoso, ma che è limitato dal suo fisico. Come fare? Non ci sono limiti che possono impedirci di raggiungere il Maestro. Zaccheo si guarda attorno e scorge un sicomoro, un albero abbastanza alto. Senza esitare vi sale sopra, riuscendo ancora una volta ad elevarsi dalla folla. Da lì gode di una visuale unica, e per giunta tra il fogliame è anche al riparo da sguardi ostili. La folla si è riscaldata, il clamore è forte, ecco il Cristo e i suoi che stanno arrivando. Quella sagoma è andata man mano definendosi allo sguardo di Zaccheo, fin quando non arriva proprio sotto di lui. Il suo desiderio era stato soddisfatto.

Ora poteva anche scendere e tornare ai suoi impieghi. Ma accade l’imprevedibile. Gesù alza lo sguardo verso l’albero e lo chiama per nome: «Zaccheo, scendi giù subito, perché oggi devo fermarmi in casa tua». Faccio fatica a immaginare la reazione di quelli intorno all’albero o al seguito del Signore. La fama di Zaccheo è nota anche al Cristo, che ha deciso di fermarsi in casa sua. Ancora una volta il medico è venuto per gli ammalati, e Gesù a cercare ciò che era perduto. Il pubblicano non esita minimamente, anzi è assalito da grande gioia. Colui che era scartato dal suo popolo, viene scelto da Gesù. La salvezza entra in casa sua, e la sua reazione mostra quanto il suo cuore era pronto. Differentemente da Simone, il fariseo, che aveva invitato Gesù a pranzo da lui (Luca 7:36-50). Anche Simone desiderava conoscerlo più da vicino. Lo aveva ascoltato più volte, ma come tutti i farisei stentava a credere. Probabilmente quel pasto doveva fornirgli ulteriori dati per rafforzare le sue convinzioni a riguardo di Gesù. L’episodio della donna che entra in casa e copre di lacrime i piedi del Signore e poi glieli unge con un profumo preziosissimo ruba la scena, ma permette a Simone di esprimere quel che pensava: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e quale genere di persona è la donna che lo tocca, perché è una peccatrice» (v. 39).

Nel momento che si mette in dubbio la Sua persona, ecco che Gesù mette a nudo la condizione del fariseo, che lo aveva invitato a casa, ma che non era per nulla stato ospitale nei suoi confronti: né lavacro dei piedi, né bacio di benvenuto. Sta perdendo l’occasione per ricevere il perdono divino, a differenza della donna che ha compreso chi è colui al quale sta ungendo i piedi. Temo che tante volte invitiamo il Signore a stare con noi, ma poi ci comportiamo come Simone. Stiamo lì ad osservare e criticare il Suo operato, ci perdiamo nel giudicare il comportamento degli altri, mentre noi restiamo impassibili. Lo invitiamo più per gli altri che per noi stessi. Dov’è invece la gioia che prova Zaccheo? La prontezza ad aprire la propria casa, a dare il meglio e ad essere disposti a rimediare anche ad eventuali danni arrecati? Questa settimana il Signore vuole fermarsi a casa tua. Sei pronto e disponibile?

Devotional 3/2019

Piano di lettura settimanale della Bibbia

13 gennaio Genesi 31-32; Matteo 9:18-34

14 gennaio Genesi 33-35; Matteo 10:1-20

15 gennaio Genesi 36-38; Matteo 10:21-42

16 gennaio Genesi 39-40; Matteo 11

17 gennaio Genesi 41-42; Matteo 12:1-23

18 gennaio Genesi 43-45; Matteo 12:24-50

19 gennaio Genesi 46-48; Matteo 13:1-30

Foto di Vágó Szabolcs, https://freeimages.com

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