• Elpidio Pezzella

Pregare sul monte


Or Pietro e i suoi compagni erano appesantiti dal sonno; ma, quando furono completamente svegli, videro la sua gloria e i due uomini che erano con lui.

Luca 9:32

Gesù condusse Pietro, Giovanni e Giacomo sul monte per pregare con lui, in un atto che non appare essere una novità. Questa volta però accade qualcosa di indecifrabile per la nostra mente. Mentre Gesù pregava apparvero Mosè ed Elia. Mosè identifica la legge; di lui sappiamo che fu sepolto da Dio ma non se ne conosce il posto della sepoltura, non essendo mai stato ritrovato il suo corpo. Elia è il profeta per eccellenza in Israele. La Scrittura dichiara che fu rapito da un carro di fuoco e che, quindi, il suo corpo non ha conosciuto sepoltura. I tre discepoli, oltre ad essere posti dinanzi alla visione di due figure del passato, furono spettatori di un altro evento straordinario, videro il volto di Gesù cambiare e la sua veste diventare candida e folgorante. Con parole umane l’evangelista provò a descrivere qualcosa fuori dalla nostra portata. Il tentativo, però, evidenzia i nostri limiti umani quando ci si relaziona con il soprannaturale. La partecipazione di uomini in carne ed ossa e con tutti i loro limiti carnali farebbe pensare ad un loro totale coinvolgimento, anche se Luca è spietato nel riportarci Luca che i tre furono appesantiti e vinti dal sonno. Solo quando furono completamente svegli riuscirono a vedere la gloria di Dio e la presenza dei due uomini in compagnia di Gesù. La prima verità che ne viene fuori è che al cospetto della legge e dei profeti Gesù è venuto per esserne il compimento. La legge di Mosè e l’annuncio dei profeti ha trovato il suo adempimento nella manifestazione del figlio di Dio.

Gesù è venuto a mostrare l’opera di Dio all’umanità, che fondava l’attesa sulla legge di Mosè e sui testi dei profeti. Gesù non è venuto a negare nessuno dei due, per questo ci sono da una parte Mosè e dall’altra Elia, a sintesi della Scrittura, poiché qualunque parte di essa leggiamo il fine ultimo è Cristo glorificato. L’esperienza concessa ai tre discepoli è quella della scoperta che dietro l’umanità del figlio di Giuseppe, di un falegname, vi è Dio. I tre sul monte scoprirono che Gesù è il Figlio di Dio; l’esperienza di chi vede qualcosa che non poteva essere raccontato a parole, l’esperienza di quelli chiamati ad annunciare non solo la legge ed i profeti, ma anche Cristo Gesù. Vorrei però che ci concentrassimo sul fatto di pregare con Lui. Chi vuole servire il Signore, deve possedere un’attitudine ed una prontezza alla preghiera, che non è il tentativo di fuga dal mondo, né l’evadere i problemi ma la ricerca costante dell’aiuto di Dio. Gesù stesso era solito a fine giornata ritirarsi in preghiera per ricercare l’aiuto del Padre. Tanto più noi. Il farlo testimonia una responsabilità verso la chiamata e una sensibilità verso chi ci è affidato. Quante volte vorremmo poter fare qualcosa per risolvere ma scopriamo di non aver capacità o strumenti. Il volto trasfigurato e quelle vesti splendenti ci ricordano che Dio è con noi, qui, proprio ora. Sforziamoci a non lasciarci assalire dal sonno, ma riposiamo le nostre membra in preghiera.

Devotional 10/2020

Piano di lettura settimanale della Bibbia

02 marzo Numeri 26-28; Marco 8

03 marzo Numeri 29-31; Marco 9:1-29

04 marzo Numeri 32-34; Marco 9:30-50

05 marzo Numeri 35-36; Marco 10:1-31

06 marzo Deuteronomio 1-3; Marco 10:32-52

07 marzo Deuteronomio 4-6; Marco 11:1-18

08 marzo Deuteronomio 7-9; Marco 11:19-33

In memoria di John Wesley

Il fondatore della chiesa metodista si spegneva il 2 marzo 1791. Singolare un suo sogno che ho scelto per ricordarlo. Arrivato alle porte dell’inferno, chiesi: “Ci sono qui dei cattolici romani?” “Sì, molti”, fu la risposta. “Dei presbiteriani?”- “Sì, molti”. “Dei battisti?” – “Sì, molti”. – “Dei metodisti?” – “Si, molti”. Deluso, mi diressi verso le porte del Paradiso, dove chiesi: “Ci sono qui dei metodisti?” – “No”, la risposta secca. “Degli anglicani?” – “No”. – “Dei presbiteriani?” – “No”. – “Dei cattolici romani?” – “No”. Allora domandai sorpreso: “Chi abita in questi luoghi?” – “Qui non conosciamo alcuno dei nomi che ha menzionato. Siamo tutti dei cristiani, salvati per grazia, anime lavate nel sangue di Gesù, una moltitudine composta da tutte le nazioni e da tutte le lingue”.

Foto di Rob Bradshaw, https://freeimages.com

#it #devotional

102 views