Non ci perdiamo d’animo

29.03.2020

Perciò noi non ci perdiamo d’animo; ma, anche se il nostro uomo esteriore va in rovina, pure quello interiore si rinnova di giorno in giorno.

2Corinti 4:16

 

La complessa situazione mondiale generatasi a motivo della pandemia del covid-19 è entrata di fatto nei libri di storia, stravolgendo l’ordinaria quotidianità. Le attività ecclesiali stesse sono totalmente divenute virtuali o quanto meno a distanza. E per ciascuna realtà non manca l’hashtag di riferimento: #celafaremo, #restoacasa, #distantimauniti per citarne qualcuno. Quel che però più preoccupa è il dover affrontare una malattia ancora senza cura certa, con tanti aspetti ancora indefiniti. In un modo o nell’altro, per esperienza propria o di un congiunto, prima o poi la vita ci mette di fronte qualche dura battaglia, ma mai nulla ci aveva costretti a separarci da loro, ridotti a un totale isolamento. Solo l’ammalato, soli i familiari. Un male che divide le famiglie, spezza gli affetti, sfascia le certezze e le sicurezze, ma che non può minare la fede. Come non volgere però un pensiero di gratitudine a chi si sta spendendo al fianco degli ammalati, a chi sta garantendo la sicurezza e i servizi necessari. Il diffondersi della malattia rende instabili le costruzioni più solide e qualcuno comincia a chiedere perché Dio non operi, o perché a volte guarisce ed altre no. Si tratta di un quesito difficile, cui si può rispondere solo con una fede onesta, capace di riconoscere che Lui è Dio al di là dell’esaudimento delle nostre preghiere. Fino a quando ne abbiamo possibilità, preghiamo e crediamo che Dio può, e lo facciamo fino in fondo. Ma quando “nulla” accade restiamo sereni che Lui sa cosa è meglio.

 

Perciò noi non ci perdiamo d’animo”, esortava l’Apostolo. La Scrittura ci eleva e ci dona la possibilità di guardare il tutto da una prospettiva unica. Con tutta l’obiettività possibile, non senza considerare che Dio può usare il fornelletto dell'afflizione a Sua discrezione per affinarci oltre la nostra comprensione, non ho plausibili spiegazioni. Egli è Dio, comunque. Chi sono io a interrogarLo sul Suo agire? La Bibbia dichiara che “la nostra leggera afflizione, che è solo per un momento, produce per noi uno smisurato, eccellente peso eterno di gioia” (2Corinzi 4:17). Dentro i nostri vasi di terra risiede l’eccellente tesoro di Cristo in grado di manifestare la potenza di Dio. Ed è questa consapevolezza che fa esprimere uno dei più bei atti di fede contenuti nella Scrittura: “Noi siamo tribolati in ogni maniera, ma non ridotti all'estremo; perplessi, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; atterrati ma non uccisi” (2Corinzi 4:8-9). Noi crediamo e perciò parliamo, aggiunge Paolo. E in quel “noi” vorrei ci sentissimo tutti inclusi e coinvolti. Invece la verità è che purtroppo facciamo fatica a realizzare che la nostra meta è il Cielo.

 

Dichiariamo che Gesù è andato avanti a prepararci un luogo dove accoglierci, che ha sparso il Suo sangue affinché ricevessimo salvezza e vita eterna, ma poi vogliamo a tutti i costi e in tutti i modi prolungare il nostro terreno peregrinare. Seppur non ci perdiamo d’animo non possiamo negare che “il nostro uomo esteriore va in rovina”. Ecco allora che dobbiamo sincerarci dell’interiore che va rinnovandosi e preparandosi al grande giorno. Se queste parole possono in qualche modo fornire un sollievo nel bel mezzo di circostanze ove avverti tutto il fuoco dell’afflizione, ti consiglio umilmente di non cercare perché o per come, ma di aggrapparti piuttosto alla fedeltà del Signore. Personalmente ho posto quale solido fondamento sotto i miei piedi e quale caldo mantello sulle mie spalle le parole del salmo 34: “Ho cercato il Signore, ed egli m’ha risposto; m’ha liberato da tutto ciò che m’incuteva terrore. Quest’afflitto ha gridato, e il Signore l’ha esaudito; l’ha salvato da tutte le sue disgrazie” (vv. 4 e 6). Non sarà il massimo per alcuni, ma chissà che non dobbiamo imparare da Paolo a riconoscere che talune volte la Grazia ci basta. E quando ci affidiamo ad essa, la misericordia del Signore non tarderà ad alleviare i dolori, a liberarci dalle afflizioni, ad allontanare lo spavento.

 

 

Devotional 14/2020

Piano di lettura settimanale della Bibbia

30 marzo   Giudici 11-12; Luca 6:1-26

31 marzo   Giudici 13-15; Luca 6:27-49

01 aprile    Giudici 16-18; Luca 7:1-30

02 aprile    Giudici 19-21; Luca 7:31-50

03 aprile    Ruth 1-4; Luca 8:1-25

04 aprile    1Samuele 1-3; Luca 8:26-56

05 aprile    1Samuele 4-6; Luca 9:1-17

 

 

Foto di mono bustos, www.freeimages.com

Please reload