Quattro papi assieme

26.04.2014

Domenica 27 aprile 2014 papa Francesco e il papa emerito Benedetto XVI si sono ritrovati assieme per la cerimonia di canonizzazione di papa Giovanni XXIII e papa Giovanni Paolo II. In un solo giorno, nello stesso momento ben quattro papi sul sagrato di Roma per far risuonare l'impetuosa voce della chiesa di Roma, avvolgendo il globo intero. Infatti avremo in carne e ossa un argentino (Bergoglio) e un tedesco (Ratzinger) che ossequieranno le reliquie di un italiano (Giuseppe Roncalli) e di un polacco (Karol Wojtyla). Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII, dopo aver superato il processo di canonizzazione in tempi record (cose da papi), salgono agli onori degli altari, e sono proclamati "santi" nello stesso giorno.

 

Due papi proclamati santi lo stesso giorno era già un evento storico, di per sé unico, e reso ancor più che irripetibile dalla presenza di due papi in vita, che per scelta o imposizione, officiano la proclamazione. Quando un anno fa Ratzinger dava le “dimissioni” e per la prima volta si assisteva a un doppio scanno papale, si pensava di aver visto l’impensabile. Qualcuno con molta fede sentenziava che di questi tempi alla chiesa di Roma non bastava un papa, ne occorrevano due. Adesso, ce ne sono altri due, che in quanto santi (morti) potranno soccorrere loro e tutti i cattolici. Quattro papi assieme. Dalle parti del Vaticano cresce il lavoro di squadra.

 

Un tale evento è rimbalzato su tutti i media mondiale, trasmesso in diretta e finanche in streaming 3d. Come non definirlo "uno spettacolo irripetibile"? Eppure quella che al cospetto delle Scritture non ha alcun fondamento ha mobilitato, nonostante il maltempo, oltre un milione di persone solo a Roma, costringendo il ministero degli Interni a dare fondo a tutte le risorse per provvedere la necessaria copertura di vigilanza. Capi di stato e rappresentanti di governo ancora una volta nelle prime file, sottomessi e riverenti al pontefice romano, anzi ai pontefici.

Da evangelico resto spettatore non interessato e annoto la singolarità dell'evento. Poi mi domando perché dei vivi si scelgono dei morti da proclamare santi e poi pregarli, quando da sempre hanno il Vivente ad ascoltarli e risponderli? Io a Pietro preferisco Gesù.

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