Il papa e il pastore evangelico: disorientamento totale

25.07.2014

La visita di papa Bergoglio al pastore evangelico Giovanni Traettino, in programma il prossimo 28 luglio a Caserta, ha messo in fibrillazione il mondo evangelico pentecostale, e molti si stanno ponendo domande sul significato di questo gesto, passando a cuor leggero su quanto sta accadendo a Gaza, nel Mediterraneo e nei cieli di tutto il mondo.

 

Dietro questa visita, nata su rapporti di amicizia sul campo argentino tra i due interlocutori, c’è sicuramente molto di più di un caffè al bar o due chiacchiere tra amici. Il pastore Traettino è da oltre due decenni inserito in un cammino ecumenico con il mondo cattolico. Agli italiani, cattolici nel dna, questo gesto sa di coinvolgimento, affratellamento, quasi come il ricongiungimento di due mondi. Solo un papa dall’alto carisma di Francesco poteva arrivare a tal punto, pensano in molti. In queste ore la visita privata però si sta allargando a una visita pastorale, visto gli inviti a stretto giro di telefonate che da Caserta sta raggiungendo gran parte dei maggiori esponenti delle chiese pentecostali, lasciando più di qualcuno perplesso sul da farsi: “esserci o non esserci” è il dilemma.

 

Eppure il papa venuto da lontano dal primo momento aveva dichiarato battaglia alle “sette” evangeliche che hanno conquistato interi paesi del Sud America. Il gesuita Bergoglio è stato chiamato a “rinnovare” il trono pietrino e a fare i conti con una crisi mondiale di numero di fedeli e vocazioni, e quindi di influenza: un’Europa secolarizzata, dove la fede è vissuta in misura molto privata; l’Africa divisa tra l’Islam e un Cristianesimo, per la maggior parte pentecostale, l’unico conosciuto e sperimentato; il fronte orientale di dominio islamico e l’Asia tutta ancora da conquistare (siamo sicuri?). La culla del Vaticano allora prova a far tornare i conti iniziando un bailamme di possibili alleanze, del tipo “Rispettiamoci a vicenda”, “Non facciamo la guerra”, che altro non vogliono dire: “Non evangelizzate i cattolici”. In questa ottica si collocherebbero le visite alle chiese evangeliche storiche di Ratzinger; la presenza di Geoff Tunnicliffe, segretario generale dell’Alleanza Evangelica Mondiale all’intronizzazione papale e la prossima visita a Caserta di Francesco.

 

Sul fronte pentecostale l’agire di Bergoglio ha suscitato le simpatie di molti, vuoi per il suo parlare molto “evangelico”, vuoi per il suo non condannare nessuno e abbracciare tutti, che ha dato l’illusione di un cambiamento, solo di stile ma mai di contenuti. Per molti altri, il papa (chiunque sia e qualunque cosa faccia) resta sinonimo e/o incarnazione dell’anticristo. La posizione dei pentecostali (la quasi totalità degli evangelici in Italia) in generale resta di distanza dal cattolicesimo, seppur senza avversione. Come raggiungerli allora? Solo attraverso la porta dell’ecumenismo, e di qualche pastore più “aperto”. Tutto ciò pare piuttosto un arrancare in salita. Non manca l’imbarazzo dei cattolici stessi, abituati a sentirsi unici detentori della Verità e figli dell’unica Chiesa, quando il papa decide di andare a Caserta dal pastore evangelico. Solo i rumori della base hanno stravolto il programma a favore della diocesi. L’attuale silenzio del fronte cattolico suscita sospetti. Risultato di un generale “state zitti e aspettiamo” di incertezza o si tratta di un immobilismo stile coccodrillo, pronto ad azzannare quando non te lo aspetti?

 

In queste ore il pastore Traettino sta scalando posizioni all’interno dei circoli ecumenici. Questo è per lui il riconoscimento di un cammino e sarà un tornaconto a livello di partecipazione nelle chiese del suo Movimento. Non saranno pochi i cattolici che dalla prossima settimana si sentiranno autorizzati a visitare le Chiese della Riconciliazione. Chissà poi se invece molti credenti evangelici di questa area sentiranno risvegliare in loro il sangue di figli e nipoti di cattolici e vorranno ritornare in qualche parrocchia? Ne riparleremo tra qualche giorno. Al momento, come tanti altri, vivo la difficoltà di dare spiegazioni e pareri su questo evento. Ho esitato molto a dire la mia prima di assistere a cosa accadrà. Personalmente ritengo che se l’incontro restasse nel clima di una visita amichevole resterebbe un fatto personale del pastore Traettino con l’amico Bergoglio. Senza porre alcun limite alla potenza e all’opera di Dio, me ne starei lontano da ogni giudizio. Se, invece, come temo, l’incontro diventasse un coinvolgimento di uomini (e delle chiese da essi rappresentate) da dispiegare al cospetto di “Sua Santità”, il mio disappunto avrebbe ragion d’essere. Infatti, apparirebbe al mondo intero non solo come riconoscimento di una figura, che come evangelico pentecostale (fiero di esserlo!) non ho mai riconosciuto, ma ancor di più un atto di sottomissione a chi, con la scusa di visitarmi, mi pone il suo suggello sulla porta. Preferisco che sugli stipiti di casa mia, della chiesa che frequento e pasturo, ci sia soltanto il sangue dell’Agnello. Nel frattempo non mi resta che pregare e chiedere al Signore di custodire la Sua chiesa e che qualunque cosa lunedì 28 accada non sia di scandalo ad alcuno.

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