Le dieci parole per tutti. I comandamenti di Dio a Mosè

18.08.2014

Nel percorso condiviso attraverso il programma televisivo Studiando la Parola ho avuto la gioia di ripercorrere l’intera biblioteca della Bibbia. Nell’esaminare il secondo libro del Pentateuco, la mia attenzione si è particolarmente focalizzata sul brano più insegnato e catechizzato dell’Esodo, se non di tutto il Pentateuco e dell’Antico Testamento. Sono certo che la maggior parte delle persone, anche coloro che non frequentano regolarmente una chiesa e non hanno mai seguito un catechismo, conoscono i Dieci Comandamenti, ovvero il decalogo, se non nei contenuti specifici quanto meno nella sua esistenza. Nell’ebraismo e in alcuni ambienti cristiani si preferisce a “dieci comandamenti” l’espressione “le dieci parole”, poiché usata da Mosè in brani successivi per riferirsi a questo testo. Ho scelto quindi di proporre le mie riflessioni sul testo come “le dieci parole”, seguendo quello che è l’esempio di eminenti studiosi, e al cui fianco non oso pormi. La scelta di questo tema per aprire la collana non sia reputata in alcun modo casuale. Credo profondamente che nell’ultimo decennio il cristianesimo sia andato lentamente patinandosi di effetti speciali, lambendo in alcuni casi la follia e in altri divenendo palcoscenico per showman della fede. Un ritorno alle radici bibliche è l’unico rimedio possibile per ripristinare la salute spirituale. Ecco, allora, il decalogo, quella parte della bibbia ebraica da sempre una delle pietre miliari del cristianesimo. “Bisogna porsi davanti ai dieci comandamenti e chiedersi, seriamente e lealmente, se, l’uno dopo l’altro, è possibile osservarli”, scriveva oltre un ventennio fa Georges Andrè. Prego affinché chiunque mi conceda l’onere di leggermi, possa ricondurre sé stesso ai piedi del’Horeb. Consapevole che non si tratta di un lavoro per studiosi e/o specialisti della materia, non ho questo ardire, ho scelto di restare su una frequenza percepibile da tutti, ecco quindi il perché nel titolo dell’espressione “per tutti”.

 

Il programma televisivo Studiando la Parola, che ho avuto la gioia di condividere inizialmente con il pastore Remo Cristallo, è nato nel 2010 all’interno del Movimento delle Chiese Evangeliche Nuova Pentecoste con l’intento di avvicinare le persone alla lettura della Bibbia nella sua interezza, senza preferenze e omissioni. Prendendo quindi spunto da una piccola parte della mole di lavori disponibili sul testo biblico, ho elaborato un percorso di incontro-confronto con le Scritture con l’intento di incoraggiare i meno esperti alla lettura della Bibbia e di offrire spunti di riflessione per quelli che la leggono e la conoscono. Spero che lo sforzo di rendere parte delle lezioni in testo scritto possa alimentare la sete di conoscenza di chiunque mi concederà l’onore di leggermi. Prego affinché il tempo che mi dedicherete possa essere ricompensato in edificazione e spunti per la crescita spirituale. 

Un ringraziamento di cuore a quanti hanno collaborato, chi da vicino e chi da lontano, alla realizzazione di questo lavoro. Siete per me un prezioso aiuto e sono grato a Dio per voi. Il Suo occhio vede lontano e la Sua mano saprà ricompensarvi oltre modo.

 

Puoi leggere la prima parte nel file pdf allegato:

Le dieci parole per tutti. I comandamenti di Dio a Mosè

 

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