Una dieta spirituale come percorso per rivolgerci a Dio

13.01.2015

Dopo un ciclo di festività che ha offerto svariate occasioni per godersi la famiglia e gli amici intorno a tavoli imbanditi, risulta difficile trovare il coraggio di salire su una bilancia. Ciascuno ha la consapevolezza di essere andato oltre ogni quotidiano fabbisogno, assumendo calorie oltre il dovuto. Le GDA (Guideline Daily Amount) sono le Quantità Giornaliere Indicative di energia e nutrienti che un adulto in salute deve assumere per il suo benessere fisico. Mettendo da parte, ma senza escluderlo in alcun modo, un doveroso ritorno alla moderazione e all’attività fisica per il proprio benessere, questa meditazione offre delle GDA diverse. 

 

La preghiera è la ricerca dell’incontro con Dio, è un dialogo che permette di instaurare una relazione personale con il nostro Salvatore, portandoci fino alla Sua presenza. In molti c’è l’errata convinzione che per pregare bisogna avere gli occhi chiusi, il capo chino e le mani giunte. Non è così perché la preghiera non è altro che il nostro dialogo con il Creatore, in ogni momento possiamo rivolgerci a Lui per parlarGli, discutere o gridare, coinvolgendo tutto il nostro essere. Tutto dipende dalla situazione di vita che si sta attraversando, ve ne sono alcune, difatti, dalle quali si può essere liberati solo gridando a Lui. Il gridare è sintomo di oppressione, un bisogno di tirare fuori, un muro da tirare giù, un peso da spostare. Con Dio il nostro gridare non avrebbe senso di essere se non vi fosse, poi, risposta e, ben sappiamo che la Sua risposta è il Suo stesso parlare con noi. Il profeta Isaia scriveva: «Venite, quindi, e discutiamo assieme» (Isaia 1:18). Il discutere con Dio è necessario.

 

I salmi sono un esempio di preghiera e di dialogo, poiché il linguaggio usato e le espressioni in esse contenute le rendono molto simili a delle preghiere. La parola di Dio diventa, attraverso i loro versi, la preghiera dell’uomo. Un esempio potrebbe essere il salmo 4, il quale rende palese le nostre diverse propensioni in preghiera. I vari atteggiamenti potrebbero essere riassunti con una sorta di sigla, un acronimo: GDA, dove G sta per gridare, D per dialogare, A per ascoltare. La nostra preghiera deve essere un grido che sale dal nostro intimo; per grido non deve intendersi un urlare bensì un qualcosa che viene dal nostro essere più profondo. La preghiera, però, non va ridotta ad un monologo ma va sempre tenuto presente che è un dialogo ed in quanto tale, presuppone un parlare di entrambi gli interlocutori. Un dialogo dove entrambi espongono le loro ragioni, il “discutiamone assieme” proprosto da Dio, dove siamo anche noi ad ascoltare ciò che Egli ci dice.

 

A quale delle tre categorie apparteniamo ed a quale appartengano quelli che ci circondano? Nel guardarci attorno possiamo notare credenti che sanno solo gridare, altri che parlano continuamente con Dio durante tutto il giorno, ma non fanno altro che quello e ci sono, infine, quelli che non parlano mai, ma ascoltano solamente. Un credente maturo, invece, non deve vergognarsi di passare per tutte e tre le fasi, gridare, dialogare ed ascoltare. Nel salmo 4 Davide inizia proprio col gridare a Dio: «Quando grido, rispondimi, o Dio della mia giustizia» (v. 1) poi si passa al dialogo « Adiratevi e non peccate…» (v. 4), per poi finire con l’ascolto «Tu hai messo più gioia…» (v. 7), «In pace mi coricherò» (v. 8). Quando in un momento di turbamento o difficoltà si grida, discute e si litiga con il Signore accade sempre che o attraverso la Scrittura, o in un altro modo, lo Spirito Santo ci suggerisca e ci ricordi che non dobbiamo temere ne essere turbati poiché Egli non ci lascia orfani, ma sarà con noi in ogni tempo. Solo se si ha un orecchio attento alla Sua parola è possibile ascoltare Dio anche guardandoci attorno, poiché anche la Sua stessa opera parla di Lui e di quello che Egli fa. È necessario che lo Spirito ci renda sensibili a percepire la parola che Dio rivolge alla nostra vita.

 

Fondamentale è curare, quindi, la nostra relazione con Dio. Non possiamo vivere la nostra giornata dedicando a Lui solo solo un avanzo di qualche minuto! Sin dal mattino, invece, ci si può porre in un’attitudine di preghiera senza nemmeno doverci fermare, magari attraverso il canticchiare dei cantici, che ci permetteranno di instaurare un dialogo con Lui. Può accadere che mentre ci si reca a lavoro e si ascoltano notizie alla radio, per alcune di queste, possiamo essere indotti dallo Spirito Santo in quello stesso momento a a pregare ed intercede. Non dobbiamo rimanere passivi agli eventi che ci circondano, ma dobbiamo intercedere dialogando, appunto, con Dio per tutte quelle tragedie che vediamo sfilare dinanzi ai nostri occhi. Il dialogare con il Signore infonde in noi una tale pace che ci induce a dichiarare che ci coricheremo in pace, come per dire che la nostra vita è nelle Sue mani e che non ci interessa ciò che potrebbe accadere poiché Lui, in ogni cosa, avrà cura di noi. Non saranno gli eventi che andranno a modificare la nostra fede, poichè essa è riposta in Colui che è e non in Colui che fa, né in Colui che dice. La forza della nostra fede consiste proprio nel sapere che Gesù è accanto a noi sempre e che non siamo mai soli.

 

Desidero spronarvi alla preghiera, ricordando che non va vissuta come un tempo in cui ci si deve appartare, anche per intere giornate lontani da lavoro persone ed altro. La Bibbia stessa sconfessa una tale convinzione. È possibile pregare sia fermandoci da qualsiasi impegno per dedicare del tempo al Signore, sia alternando, nell’arco di tutto il giorno, anche durante tutti i nostri impegni e le nostre attività, un continuo gridare, dialogare ed ascoltare Dio. Fondamentale, però, è anche saper dialogare con gli altri che ci circondano ed imparare ad ascoltarli. Se ci sforziamo di vivere in questo modo staremo lontani dalla concupiscenza e dalle opere morte della carne. Basta poco per vivere un’opera di santificazione. Cosa occorre fare? Gridare a Dio, dialogare con Lui ed ascoltarLo.

 

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Una meditazione sul tema:

Nei Salmi un percorso per rivolgerci a Dio (Salmo 4)

 

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