Settimana 10 - Vita e morte

01.03.2015

«Il mio soffio vitale si spegne, i miei giorni si estinguono, il sepolcro m'aspetta!»

Giobbe 17:1

 

Resta ancora difficile parlare di sofferenza, quando poi tutti siamo costretti a confrontarci con la malattia e la morte. Resta ancora difficile affrontarli, eppure parte del nostro vivere: sofferenza, malattia e morire. I progressi della medicina nella ricerca e nelle cure ci hanno in parte convinti che siamo "immortali", a tutto c’è rimedio. Eppure quando poi ci ritroviamo a fare i conti con la realtà quotidiana le cose vanno diversamente. La fede, a volte, un po' accentuata nel Dio che ci guarisce non ci rende preparati a fare i conti con la sofferenza, spesso erroneamente vista come una "maledizione". Eppure la Scrittura ci mette di fronte non solo al morire, ma presenta anche la sofferenza come un sentiero da percorrere nella certezza che Dio è con noi.

Nel visitare un credente infermo gioisce il cuore nel non ascoltare "lagne" varie. Ove c'è la fede cristiana si affronta la sofferenza con dignità e, quando pensi che la speranza è finita, ti giunge una richiesta: "Vogliamo pregare?" Che bello aggrapparsi a Dio! L'Ecclesiaste insegna che tutto quello per cui ci affatichiamo è un "soffio", vita inclusa, ma pur sempre un dono di Dio. La morte non sarà mai ultima. Gesù è il primo e l'ultimo. La morte può essere penultima. «O morte, dov'è la tua vittoria? O morte, dov'è il tuo dardo?» (1 Corinzi 15:55).

 

Chi abita questi luoghi?

Il 2 marzo 1791 moriva John Wesley, il fondatore della chiesa metodista. Wesley  racconta così un sogno fatto una notte.

Arrivato alle porte dell'inferno, chiesi: "Ci sono qui dei cattolici romani?" - "Sì, molti" gli rispondono. "Dei presbiteriani?" - "Sì, molti". - "Dei battisti?" - "Sì". - "Dei metodisti?" - "Sì, molti".
Deluso di questa risposta, mi diressi verso le porte del Paradiso. Là ripetei la stessa domanda: "Ci sono qui dei metodisti?" - "No" gli rispondono. - "Degli anglicani?" - "No". - "Dei presbiteriani?" - "No". - "Dei cattolici romani?" - "No". "Chi dunque abita questi luoghi?" domandai sorpreso. "Qui non conosciamo alcuno dei nomi che ha menzionato. Siamo tutti dei cristiani, dei cristiani salvati per grazia, delle anime lavate nel sangue di Gesù e una moltitudine composta da tutte le nazioni e da tutte le lingue".

 

Domenica 8 marzo ricorre la Giornata internazionale della donna. Siamo grati a Dio per ogni donna, nonna, mamma o figlia; servente o credente; impegnata o meno nell’opera. Ognuna un fiore prezioso.

 

Lettura della Bibbia

 

02 marzo        Giosuè 3-5; Filippesi 3-4

03 marzo        Giosuè 3-5; Filippesi 3-4

04 marzo        Giosuè 6-8; Colossesi 1-2

05 marzo        Giosuè 9-11; Colossesi 3-4

06 marzo        Giosuè 12-14; 1 Tessalonicesi 1-2

07 marzo        Giosuè 15-17; 1 Tessalonicesi 3-4

08 marzo        Giosuè 18-20; 1 Tessalonicesi 5; 2 Tessalonicesi 1

 

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