Settimana 16 - Una chiesa senza peccato

12.04.2015

«Ci sono dunque molte membra, ma c'è un unico corpo; l'occhio non può dire alla mano: “Non ho bisogno di te”; né il capo può dire ai piedi: «”Non ho bisogno di voi”».

1 Corinzi 12:20-21

 

Quando si frequenta assiduamente una comunità si giunge ad avere familiarità con le persone che la compongono, e col tempo vengono meno le trasparenti pareti che delimitano il territorio dell'uno da quello dell'altro. Accade così che si comincia a sentirsi autorizzati ad entrare nelle faccende altrui, violando la riservatezza e invadendo il privato dell’altro in nome del siamo “fratelli” o “sorelle”. Tale atteggiamento induce in alcuni uno stato di repulsione e di rifiuto dell’appartenere ad una comunità, il cui vero scopo dovrebbe essere occasione di crescita e edificazione spirituale. Allo stesso modo non basta dire: "Voglio una chiesa senza peccato", senza poi fare nulla. Occorre insegnare cosa è peccato, predicare la santificazione e sforzarsi a vivere lontani dal peccato, facendo di sé stessi un esempio vivente e dando all’altro possibilità di contare su un valido aiuto. Solo apprezzando la ricchezza dello stare assieme si potranno superare i limiti dell’empatia caratteriale. Provarci è un dovere, rispettare gli altri un obbligo.

 

Non ho pace con Dio

Uno degli arcivescovi anglicani di Sydney, sir Marcus Loane, racconta dell’esperienza in cui, in una data occasione, andò in ospedale a visitare un amico che stava per morire. Il suo amico era uno dei fondatori dell’Unione Evangelica all’Università di Sydney, Howard Guinness. Marcus Loane ha sempre pensato fosse molto importante chiedere ai suoi amici in fin di vita – giusto per essere sicuro che fossero nella giusta relazione con Dio – “Hai pace con Dio”. Howard Guinness, che stava morendo per un cancro che interessava la zona vocale, poteva a malapena parlare e scosse la testa, “No”. Dopo così tanti anni nel ministero cristiano Marcus Loane era preoccupato che suo fratello in Cristo, appena prima di morire, potessi dire: “No, non ho pace con Dio”. Howard Guinness inizio ad ansimare nel tentativo di dire qualcosa. Marcus Loane avvicinò l’orecchio alla bocca di Howard Guinness il quale disse: “Non pace, ma gioia! Gioia traboccante!”. Ecco ciò che aveva nel bel mezzo della morte. Mentre affrontava la morte aveva quella soddisfazione completa. (tratto da David Cook, Sii forte, Soli Deo Gloria, Piacenza, p. 68).

 

Lettura della Bibbia

 

13 aprile         1 Re 22; 2 Re 1-2; Apocalisse 21-22

14 aprile         2 Re 3-5; Matteo 1-2

15 aprile         2 Re 6-8; Matteo 3-4

16 aprile         2 Re 9-11; Matteo 5-6

17 aprile         2 Re 12-14; Matteo 7-8

18 aprile         2 Re 15-17; Matteo 9-10

19 aprile         2 Re 18-20; Matteo 11-12

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