Settimana 25 - Piacesse a Dio

14.06.2015

«Piacesse a Dio che con poco o con molto, non solamente tu, ma anche tutti quelli che oggi mi ascoltano, diventaste tali, quale sono io, all'infuori di queste catene».

Atti 26:29

 

Narrando le vicende dell’apostolo Paolo, Luca ci testimonia come sia possibile in ogni circostanza trarre il meglio a favore dell’annuncio dell’Evangelo. Prima dinanzi al governatore Felice replicando all’esperto Tertullo, poi con Porcio Festo, fino davanti al re Agrippa, Paolo non esita con “franchezza” ad esporre le ragioni del suo vivere. Non c’è mai parola che faccia riferimento a faccende o interessi personali, se non un grido di innocenza di fronte alle accuse “infondate e false” nei suoi confronti. La vita del non più Saul da Tarso è radicata in Cristo, e l’aver ceduto al Suo appello d’amore, avendo creduto in Lui quale adempimento delle promesse dei padri è la ragione di tanto astio da parte degli accusatori. Le sue parole creano una breccia nel cuore e nella mente del giudeo Agrippa, che non esita a sbilanciarsi dopo averlo ascoltato. Ecco allora l’esclamazione: “Volesse Dio” o “Piacesse a Dio” (secondo la traduzione). Il desiderio dell’apostolo è che tutti possano vivere la conversione e per nessuno di essi desidera la condizione di prigioniero.

 

Il grido dell’innocenza

Hurricane - Il grido dell'innocenza è un film del 1999 basato sulla vita del pugile Rubin Carter, interpretato da Denzel Washington. Rubin 'Hurricane' Carter vive una gioventù difficile, crescendo in un'America razzista nella quale i neri scontano ancora retaggi di discriminazione e violenza. Messo in riformatorio per un reato "non commesso" (aveva ferito un pedofilo che prima aveva cercato di appartarsi con un suo amico e poi di fargli del male), ne esce, fuggendo, dopo 8 anni. Si arruola nell'esercito ma al suo ritorno viene nuovamente incarcerato per la fuga dal riformatorio. Scontata la pena diviene un pugile professionista, arrivando a sfidare il campione del mondo dei pesi medi. Nell'incontro viene sconfitto ai punti dalla decisione dei giudici, presa - così si lascia intendere - per ragioni razziali. Poco dopo viene accusato e condannato, ingiustamente, a tre ergastoli per triplice omicidio. Mentre sconta la condanna a vita, Carter scrive la sua autobiografia, che arriverà poi tra le mani di un ragazzo di Brooklyn. Il ragazzo si rivede in lui e lo contatta via lettera ricevendo risposta e iniziando un carteggio. Prenderà a cuore la storia di Carter al punto da coinvolgere nel caso tre suoi amici canadesi che se ne occuperanno personalmente fino a giungere alla liberazione. Un filo biblico attraversa questo film, il cui messaggio colpisce al cuore, come ogni grido di innocenza.

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Sabato 20 ricorre la giornata Mondiale del Rifugiato. In un clima arroventato da polemiche politiche pro e contro gli immigrati, il credente non può ignorare l’appello biblico ad accogliere e ospitare.

 

 

Lettura della Bibbia

 

15 giugno       Salmi 24-26; Romani 8-9

16 giugno       Salmi 27-29; Romani 10-11

17 giugno       Salmi 30-32; Romani 12-13

18 giugno       Salmi 33-35; Romani 14-15

19 giugno       Salmi 36-38; Romani 16; 1Corinti 1

20 giugno       Salmi 39-41; 1Corinti 2-3

21 giugno       Salmi 42-44; 1Corinti 4-5

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