Settimana 30 - Argilla nelle Sue mani

18.07.2015

«Ecco, quel che l'argilla è in mano al vasaio, voi lo siete in mano mia, casa d'Israele!»

Geremia 18:6b

 

Nella stanza del vasaio Geremia vide un lavoro fatto di delicatezza e cura dei particolari, ma anche di imprevisti. La missione affidatagli è ora prerogativa divina: sradicare, abbattere e distruggere; ma anche edificare e piantare. Ciascuna delle azione che Dio arroga a sé ha una caratteristica comune: sono le Sue amorevoli e paterne mani a portare a compimento il suo intento, seppur soggetto a modifiche nel corso dell'opera. Questa era anche la consapevolezza del profeta Isaia, che implorava l’intervento divino in tempi di totale dimenticanza e aridità spirituale. “Tuttavia, Signore, tu sei nostro padre; noi siamo l'argilla e tu colui che ci formi; noi siamo tutti opera delle tue mani” (Isaia 64:8). RiconoscerLo nostro padre vuol dire avere piena fiducia nel Suo operato. Qualunque cosa Egli farà sarà sempre ed esclusivamente per il nostro bene. Quel che a noi potrà apparire come un divellere o distruggere nel tempo sarà un piantare o edificare. Noi siamo l’argilla nelle sue mani: fragili ma plasmabili; deboli ma duri una volta seccati. Rallegra profondamente il cuore il sapersi in qualunque momento nelle Sue mani, come l’argilla era in quelle del vasaio.

 

Dare il 100 x 100?

Mi hanno chiesto: “Nel mio servizio ho sempre dato il cento per cento, di recente alcuni avvenimenti mi stanno limitando. Come mi devo comportare?”

Ho risposto: “Cominciamo dal comprendere chi stabilisce quando si sta dando il 100. È una misura relativa e piuttosto ideale per indicare il massimo. La Scrittura ci comanda di amare Dio (e quindi di servirLo) con tutto il nostro cuore, la nostra anima e il maggior potere. Ecco il consiglio: FARE SEMPRE QUELLO CHE PUOI! Quello che puoi non te lo può indicare nessuno. Sei tu a conoscere le tue possibilità e quindi a cercare di dare il massimo. È pur vero che quando pensiamo di dare il massimo, possiamo comunque fare qualcosa in più. Questo deve essere lo stimolo che ci deve accompagnare nel servizio, senza tener conto di opinioni o giudizi umani. Ti incoraggio a fare e continuare a dare il tuo massimo, che può variare di giorno in giorno, di settimana in settimana. Dio conosce il tuo cuore e vede nel segreto”.

 

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Il 25 luglio 1983 spirava Roberto Bracco, il pastore  della Chiesa di Roma via Anacapri, uno tra i più validi ministri dell’evangelo in Italia.

 

Lettura della Bibbia

20 luglio         Salmi 128-129; 2 Timoteo 1-2

21 luglio         Salmi 130-131; 2 Timoteo 3-4

22 luglio         Salmi 132-133; Tito 1-2

23 luglio         Salmi 134-135; Tito 3; Filemone 1

24 luglio         Salmi 136-137; Ebrei 1-2

25 luglio         Salmi 138-139; Ebrei 3-4

26 luglio         Salmi 140-141; Ebrei 5-6

 

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