Settimana 42 - L'ereditá

11.10.2015

Or qualcuno della folla gli disse: «Maestro, di' a mio fratello che divida con me l'eredità». Ma egli gli disse: «O uomo, chi mi ha costituito giudice e arbitro su di voi?».

Luca 12:13-14

 

Nel bel mezzo di un intenso discorso di incoraggiamento ai discepoli, affinché non avessero da temere nel momento in cui si sarebbero trovati ad affrontare situazioni difficili per la predicazione dell’evangelo, qualcuno dalla folla attira l’attenzione del Maestro e pone un quesito totalmente estraneo all’argomentazione. Sono le faccende private quelle che tormentano la maggior parte delle persone. La gran parte delle aule civili dei nostri tribunali è impegnata per dirimere questioni ereditarie. Il nostro “qualcuno” non ha interesse per le cose del Regno di Dio, ma pretende che Gesù risolva il suo problema. Siamo sempre pronti a ritenere il nostro problema prioritario al cospetto di chiunque. La risposta di Gesù però non lascia alternative: Egli non è posto o mandato per risolvere le questioni di nostra competenza, quelle che per le nostre incapacità si protraggono negli anni, recando non pochi fastidi. Anziché rincorrere sempre qualche interesse personale, sarebbe opportuno farci tesori che né il tempo, né l’avidità umana possono corrodere (Matteo 6:19). Se seguiamo Cristo siamo chiamati a guardare le cose di lassù.

 

Giovanni Diodati

Il 13 ottobre 1649 si spegneva a Ginevra Giovanni Diodati (nato il 3 giugno 1576, aveva 73 anni). La sua fama è dovuta specialmente alla sua traduzione della Bibbia in italiano (1607) e in francese (1644), la prima ad essere letta da molti italiani. La traduzione italiana, cosiddetta Diodatina, è ritenuta un’opera monumentale per il lessico adoperato, per l’intensità ed i termini sopraffini utilizzati, per la fedeltà al testo cui solamente un uomo di levatura superiore e con doni comunicati dallo Spirito Santo, ha potuto compiere pur in una giovane età, a conferma di una schietta consacrazione. La seconda edizione del 1641 viene edita con la revisione dell’autore ancora vivente e con i Salmi tradotti in poesia, che ci comunicano la vena poetica di questo particolare studioso, professore di lingue antiche a vent’anni e successore di Calvino con Theodore de Beze all’università, come rettore magnifico a venticinque. Di questo patrimonio restano per la traduzione del 1607 stampata a Ginevra 12 esemplari, per quella del 1641 stampata a Ginevra editore P. Chovet si contano 23 copie.

 

Lettura della Bibbia

12 ottobre       Geremia 29-30; Atti 16-17

13 ottobre       Geremia 31-32; Atti 18-19

14 ottobre       Geremia 33-34; Atti 20-21

15 ottobre       Geremia 35-36; Atti 22-23

16 ottobre       Geremia 37-38; Atti 24-25

17 ottobre       Geremia 39-40; Atti 26-27

18 ottobre       Geremia 41-42; Atti 28; Romani 1

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