Settimana 45 - I legami della morte

31.10.2015

I legami della morte mi avevano circondato, mi aveva raggiunto la disgrazia e il dolore. Ma io invocai il nome del Signore: «Signore, libera l’anima mia!» 
(Salmo 116:3-4)

 

Il grido “Signore, libera l’anima mia!” nasce da una situazione di turbamento e angoscia a tutti noi familiare lungo il cammino di questa vita. Eppure si trova in un salmo di ringraziamento, in cui l’orante ringrazia il Signore perché la sua supplica è stata ascoltata. La certezza che ci spinge alla preghiera è che Dio ha l’orecchio teso al nostro ascolto. Egli non è sordo nei confronti di chi si rivolge a Lui. Per questo, qualunque sia la circostanza, anche quando la portata del dolore sembra sopraffarci, il cuore credente leva la sua voce: “Signore, liberami”. Il salmo ci rivela poi “Ho creduto perciò ho parlato” (116:10). La certezza dell’essere ascoltati ha le sue radici nella fede in un Dio misericordioso, pietoso e giusto, che non spegne il lucignolo fumante. La proposta del salmo è una fiaccola di speranza e di incoraggiamento per ogni credente che, in ogni tempo e in ogni luogo, si trovi a fare esperienza del male in ogni forma esso si presenti. Perché comunque e ovunque aggiungeremo: “Ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo” (1 Corinzi 15:57).

 
L’usanza di andare al cimitero

Ogn'anno, il due novembre, c'é l'usanza

per i defunti andare al Cimitero.

Ognuno ll'adda fà chesta crianza;

ognuno adda tené chistu penziero.

Questa la strofa iniziale della poesia A’ livella di Antonio De Curtis, in arte Totò, che richiama un dovere che il calendario e la tradizione le comanda. I morti e con essi il cimitero sono parte di ciascuno di noi, così come dell’immaginario collettivo. Intorno ad essi ruotano paure e sogni, racconti di famiglia e leggende fantasiose, speranze e disperazioni. Ecco allora che il 2 novembre e nei giorni precedenti puoi notare passando nei pressi di un cimitero un via via senza sosta. Quello che di solito è il luogo del pianto e del distacco sembra diventare per poco tempo una finestra sull’al di là. La cura dei loculi, l’abbellimento della tomba, l’accensione di luci e lampade di varie forme e dimensioni pare essere un modo per ridare vita a chi là dentro oramai ha lasciato solo il corpo (se ancora vi è). Ma se parli con le persone c’è chi crede che questo sia un modo per dare pace alle anime che vanno in giro, acquetare l’anima del parente a cui era stato fatto uno sgarbo: retaggio di una religiosità popolare senza alcun fondamento biblico. Adoperiamoci in vita a manifestare i nostri sentimenti per i cari che nella vita Dio ha posto intorno a noi, e se proprio vogliamo offrire un fiore in ricordo dei cari defunti facciamolo nel silenzio e non per cercare l’approvazione di qualcuno.


Lettura della Bibbia

02 novembre Ezechiele 14-15; 1 Corinti 14-15

03 novembre Ezechiele 16-17; 1 Corinti 16; 2 Corinti 1

04 novembre Ezechiele 18-19; 2 Corinti 2-3

05 novembre Ezechiele 20-21; 2 Corinti 4-5

06 novembre Ezechiele 22-23; 2 Corinti 6-7

07 novembre Ezechiele 24-25; 2 Corinti 8-9

08 novembre Ezechiele 26-27; 2 Corinti 10-11

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