Settimana 2/2016 - Riguardo per chi si affatica nel ministero

02.01.2016

«Fratelli, vi preghiamo di aver riguardo per coloro che faticano in mezzo a voi, che vi sono preposti nel Signore e vi istruiscono, e di tenerli in grande stima e di amarli a motivo della loro opera».

1 Tessalonicesi 5:12-13a

 

Credo sia doveroso iniziare l’anno volgendo un pensiero e, soprattutto, un ringraziamento a Dio per quelli che si affaticano per l’Evangelo. L’apostolo Paolo invitava i Tessalonicesi ad avere riguardo, rispetto, “considerazione” (versione Diodati) di coloro che si affaticano nel ministero, perché se rispettiamo coloro che lavorano per l’opera del Signore onoriamo e rispettiamo il Signore. Non occorre fare alcun distinguo. Se tutti siamo destinatari di tale invito, coloro che intendono servire, o stanno già servendo, il Signore ricordino che primaria preoccupazione deve essere piacere a Lui. Nel momento in cui lo sguardo si volge dal cielo alle cose terrene, verrà meno l’energia, il vigore, lo spirito e la volontà di servire la chiesa. Il servitore non deve conoscere compromessi, né girare come una banderuola al vento. I credenti avranno stima e considerazione, in modo particolare, di coloro che non accettano compromessi, che si adoperano e si sforzano di tagliare la parola di Dio in maniera diritta. Anche se “nessun profeta è accetto nella propria terra” (Luca 4:24), coloro che il Signore chiama non devono preoccuparsi di essere accettati e approvati dagli uomini. Come credente, prega per quanti il Signore ha preposto alla tua edificazione, sostienili con il tuo impegno.


Cosa devo fare?

Nel cammino del cristiano questo interrogativo torna spesso, al punto da diventare incessante o inquietante in alcuni frangenti. Ricorda del giovane ricco che si presentò al Maestro e restò deluso dalla risposta ricevuta. Ecco perché allora qualche volta resta sottaciuto. Tra i racconti dei padri del deserto ve n’è uno collegato a padre Antonio. Un giorno padre Pambone gli chiese: “Che debbo fare”. L’anziano padre rispose: “Non confidare nella tua giustizia, non darti cura di ciò che passa, e sii continente nella lingua e nel ventre”. Personalmente un giorno un credente mi ha chiesto: “Ho sempre dato il cento per cento, di recente alcuni avvenimenti mi stanno limitando. Come mi devo comportare?”. La mia risposta: “Chi stabilisce quando si sta dando il 100? È una misura relativa e piuttosto ideale per indicare il massimo. La Scrittura ci comanda di amare Dio (e quindi di servirLo) con tutto il cuore, l’anima e il maggior potere. Fai sempre quello che puoi! Quello che puoi non te lo può indicare nessuno. Sei tu a conoscere le tue possibilità e quindi a cercare di dare il massimo. È pur vero che quando pensiamo di dare il massimo, possiamo comunque fare qualcosa in più. Questo deve essere lo stimolo che ci deve accompagnare nel servizio, senza tener conto di opinioni o giudizi umani. Ti incoraggio a fare e continuare a dare il tuo massimo, che può variare di giorno in giorno, di settimana in settimana. Dio conosce il tuo cuore e vede nel segreto”.

 

Lettura della Bibbia

04 gennaio     Genesi 22-24; Matteo 22-24

05 gennaio     Genesi 25-27; Matteo 25-27

06 gennaio     Genesi 28-30; Matteo 28; Marco 1-2

07 gennaio     Genesi 31-33; Marco 3-5

08 gennaio     Genesi 34-36; Marco 6-8

09 gennaio     Genesi 37-39; Marco 9-11

10 gennaio     Genesi 40-42; Marco 12-14

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