Settimana 14/2016 - Bisogno di giustizia

27.03.2016

«Beati coloro che sono affamati ed assetati di giustizia, perché essi saranno saziati».

Matteo 5:6

 

Una fame e sete di giustizia segue gli ultimi fatti terroristici nel mondo che difficilmente potrà umanamente essere soddisfatta. Gesù ha affermato: «Io sono il pane della vita chi viene a me non avrà mai più fame» (Giovanni 6:35) e la Scrittura invita gli affamati di giustizia a rivolgere lo sguardo al cielo, perché da lì è disceso Colui che ha tolto tale fame dai nostri cuori. L’apostolo Paolo ci ricorda che la predicazione della croce è pazzia e che tale pazzia di Dio è più saggia della sapienza umana. La Sua pazzia sceglie le cose ignobili per svergognare quelle nobili, persone senza cultura per svergognare i sapienti. La Scrittura consiglia di confidare nella pazzia di Dio e invita anche a non ragionare come fanno gli uomini in generale. Solo chi ha accolto tali consigli riesce in questi giorni a vivere nella pace (shalom) divina. «Vivete in pace tra di voi» (1 Tessalonicesi 5:13b) anche a Pasqua potrebbe risultare utopico. La pace di Dio può dimorare nei nostri rapporti se combattiamo gli insegnamenti difformi alla Sua parola, confortiamo gli scoraggiati, sosteniamo i deboli e siamo pazienti verso tutti.  Gli incidenti, le difficoltà contribuiscono a far crescere la nostra pazienza e la nostra pace. Nella pace dobbiamo incoraggiarci, esortarci e confortare, e quando necessario perdonarci. Ciascuno possa sentirsi amato, apprezzato, stimato, considerato perché in lui dimora il Signore della pace, il Dio dell’amore, colui che ha cambiato il nostro modo di pensare e di essere.

 

Il veleno dentro

Un uomo andò dal padre e gli disse: "Non sopporto più mia moglie, voglio ucciderla, ma ho paura che venga scoperto. Puoi aiutarmi?" "Certo", rispose il padre, che aggiunse: "C'è un problema. Devi fare in modo che nessuno sospetti di te". "Come farò allora?", chiese il figlio. "Dovrai prenderti cura di lei, essere gentile, grato, paziente, amorevole, meno egoista, darle maggior ascolto e attenzione". Poi consegnandogli un flaconcino aggiunse: "Ogni giorno le darai un po' di questo veleno nel cibo. Così morirà lentamente". Dopo qualche giorno, l'uomo tornò sconvolto dal padre: "Non voglio più che mia moglie muoia. Mi sono reso conto che la amo. Come faccio ora dato che l'ho avvelenata?" "Non ti preoccupare, era solo polvere di riso. Non morirà. Il veleno era dentro di te, e tu stavi morendo". Quando si nutrono rancori si muore lentamente senza accorgersene. È ora di fare pace con noi stessi (e Dio); solo dopo saremo in grado di farla con gli altri. Il Vangelo è pieno di queste lezioni. Ci invita a trattare gli altri come vorremmo essere trattati noi, e a stimarli più di noi stessi. Prima di recarci a incontrare Dio ci manda a riappacificarci con il nostro fratello. Prima che sia troppo tardi prendiamo l'iniziativa di amare, di dare, di aiutare e soprattutto di gustare la gioia di perdonare.

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Il 29 marzo 1788, a circa ottantuno anni, si spegneva Charles Wesley, fondatore del movimento metodista.

 

Lettura della Bibbia

28 marzo        2 Samuele 4-6; 1 Giovanni 1-2

29 marzo        2 Samuele 7-9; 1 Giovanni 3-4

30 marzo        2 Samuele 10-12; 1 Giovanni 5; 2 Giovanni 1

31 marzo        2 Samuele 13-15; 3 Giovanni 1; Giuda 1

01 aprile         2 Samuele 16-18; Apocalisse 1-2

02 aprile         2 Samuele 19-21; Apocalisse 3-4

03 aprile         2 Samuele 22-24; Apocalisse 5-6

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