Settimana 23/2016 - La custodia del Creato

28.05.2016

«Dio il Signore prese dunque l'uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo lavorasse e lo custodisse»

Genesi 2:15

 

Pensando alla Giornata Mondiale dell’Ambiente (domenica prossima, 5 giugno), e vivendo in quella che è ormai nota come la Terra dei Fuochi, non ho potuto zittire il grido del mio cuore per lo scempio che da anni si sta perpetrando nei confronti dell’ambiente. Il principio di questa lenta e inesorabile distruzione è indiscutibilmente l’avidità di individui (1 Timoteo 6:10) senza intelligenza, di corta veduta e di bassezza assoluta. Nelle primissime pagine bibliche leggiamo che la custodia del creato è il primo compito assegnato all’uomo dal Creatore. La terra che Dio ci ha affidato merita le nostre cure, non possiamo restare a guardare lo scempio che quotidianamente viene perpetrato nei suoi confronti a danno della salute di tutti. La mia fede mi spinge a implorare l’aiuto e la guida di Dio per fermare la mano assassina dell'ignoranza. Sì, perché mentre alcuni muovono fili infami, altri spinti dalle ristrettezze economiche continuano a rendersi artefici di azioni indegne: per sbarcare il lunario, inferiscono colpi mortali. Chiunque tema Dio è chiamato a reagire. Se vogliamo che qualcosa cambi, cominciamo a cambiare ognuno di noi.

 

Cosa possiamo fare?

Il primo intervento di natura politica è spostare questa manovalanza ad altri impegni. La ripresa del lavoro potrebbe certamente aiutare. Ma occorre innanzitutto lavorare per una presa di coscienza e un cambio di mentalità, se preferite “un rinnovamento della mente”. La battaglia intrapresa da quanti si sono caricati del dolore e della sofferenza della gente del territorio merita non solo il plauso distante seppur compiacente, ma un sostegno di preghiera a Dio, parole di incoraggiamento e una presenza che rafforza mani deboli e ginocchia vacillanti. Difendiamo il nostro presente per garantire un minimo di futuro per le generazione che verranno dopo di noi, a cominciare dai nostri figli. Siamo tutti contrari all'inquinamento, vogliamo tutti la salute nostra e dei nostri figli, bramiamo un mondo pulito e più ospitale, ma poi al momento di gridare, di scegliere continua a vincere il nome di Barabba, ossia il marcio, lo sporco, il corrotto. È ora di dire basta con i fatti.

 

Ricordi

Il 3 giugno del 1576 (440 quarant’anni fa) nasceva a Ginevra Giovanni Diodati. La sua fama è dovuta specialmente alla sua traduzione della Bibbia in italiano (1607) e in francese (1644), la prima ad essere letta da molti italiani.

 

Lettura della Bibbia

30 maggio      Giobbe 24-26; Atti 8-9

31 maggio      Giobbe 27-29; Atti 10-11

01 giugno       Giobbe 30-32; Atti 12-13

02 giugno       Giobbe 33-35; Atti 14-15

03 giugno       Giobbe 36-38; Atti 16-17

04 giugno       Giobbe 39-41; Atti 18-19

05 giugno       Giobbe 42; Salmi 1-2; Atti 20-21

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