#solideogloria

La cronaca ci offre di tanto in tanto episodi di religiosità piegata al potere del malaffare con la statua del patrono di turno che viene inchinata fuori l’abitazione del boss locale durante la processione. Dalla prospettiva evangelica appare tutto distorto, in quanto nella Riforma Protestante non viene fatto nessun tipo di culto alle immagini, dipinti, statue o altro. Anzi, il secondo comandamento recita: “Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti” (Esodo 20:4-6; cfr. Deuteronomio 5:8-10). Come si spiegano allora queste manifestazioni?

 

La tradizione cattolica "depotenzia" questa prescrizione facendola diventare una delle specificazioni del primo comandamento ("Non avrai altro Dio all'infuori di me"). La storia della Chiesa ci dice che questo "depotenziamento" della seconda parola ha prodotto un moltiplicarsi di usi liturgici, di devozioni, di manifestazioni di fede "popolare" che finiscono con lo stridere pesantemente con il comandamento. Vero è che la teologia cattolica distingue tra diversi tipi di culto. I cristiani cattolici e ortodossi dicono che il culto vero e proprio (latria/adorazione) viene reso a Dio (Padre, Figlio, Spirito). Si adora legittimamente soltanto Dio. I cristiani riformati dicono Soli Deo Gloria, soltanto a Dio va resa la gloria, ossia l’adorazione. 

 

La teologia cattolica crede che la presenza reale del Cristo nell’Eucaristia perduri anche dopo la consacrazione, ovvero la recita delle parole usate da Gesù nella cena, sul pane e sul vino. Perciò il cristiano cattolico adora anche l’Eucaristia, perché in essa crede presente il Figlio. Alcuni (non tutti) cristiani riformati credono nella presenza reale, ma in forma di memoriale, di simbolo. Non conservano il pane e il vino della Santa Cena. Non esiste presenza reale che perdura né adorazione. Per i cristiani riformati, Soli Deo gloria quello significa e lì si finisce. Per i cattolici invece esistono altre forme di culto:

  • dulia (= venerazione, omaggio);

  • protodulia (= particolare venerazione; verso Giuseppe padre putativo di Gesù);

  • iperdulia (= speciale venerazione, verso Maria, Madre di Dio).

La dulia (dal greco doulia) è un termine teologico usato in ambito cristiano cattolico e ortodosso, che indica l’onore reso ad un santo (elevato all’altare), distinto dal culto di latria riservato a Dio. Si distingue poi tra dulia in senso assoluto (verso le persone, il santo in quanto persona fisica, con atti di venerazione e richieste di invocazione) e dulia in senso relativo verso le cose (le icone o le reliquie).
 

La teologia riformata in genere nega che si possano fare tutte queste distinzioni, ed in particolare tra adorazione/latria e venerazione/dulia, perché afferma che la pratica della venerazione distrae il cristiano dal vero oggetto di adorazione, Dio. Nel suo L'Istituzione della religione cristiana, Calvino scriveva che "la distinzione fra ciò che viene chiamata dulia e la latria fu inventata alla scopo di permettere di tributare onori divini agli angeli ed ai morti con apparente impunità". Calvino esagerava? Non direi. Pensate a quanti cattolici dicono che loro pregano solo San Francesco (povero Francesco d'Assisi, che fine fa il suo predicare il Vangelo, il Cristo, sine glossa, senza aggiunte?), o che se non ami Padre Pio non ami Gesù, o a quanti pregano solo la Madonna con quel titolo particolare venerato nel proprio paese, o in quel santuario... La preghiera va rivolta al Signore e soltanto a Lui (Padre, Figlio e Spirito), oltre all’Unico Dio non c'è altri da adorare o venerare. Amiamo Maria di Nazareth, ma come esempio altissimo di fede, prima fra tutti i credenti. Ci riteniamo salvati però da Dio, dal Figlio, dalla Sua morte e resurrezione, non da Maria o dalla sua mediazione. E preghiamo soltanto il Figlio. 

 

Tornando alla cronaca, la processione è portare a spalle una statua o altro, che nella cultura del mondo, pagana, non cristiana, viene vista come un qualcosa che manifesta potere, che rappresenta potere (o non saremmo pieni di statue di re, dittatori ecc...). L’inchino della statua al boss è un potere che si inchina a salutarne un altro. Il potere non ha nulla di cristiano. Il potere potrà pure scrivere che Dio è con lui o con noi sulle bandiere, potrà affermare che noi abbiamo fiducia in Dio sulle monete, ma il potere è un idolo, il principale di questo mondo. Il potere non ha nulla a che fare con la fede. Può solo strumentalizzarla, cercare di farne un instrumentum regni. Ma il potere è del mondo e del suo principe sconfitto, la fede è di Dio, e soltanto Sua. Il potere è un dono maligno del mondo. La fede è il dono benigno di Dio. La più grande delle tentazioni del demonio a Cristo è quella relativa al potere (Matteo 4:8-11). Allora, perché portare in processione un segno di potere, correndo il rischio che questo ne omaggi un altro, che un abisso chiami un altro abisso? Perché si sa, non c'è nulla che piaccia agli uomini quanto il potere.


Per un cristiano, quando accade che una statua si inchina a salutare un altro idolo, di denaro e potere, può solo sperare che entrambi si frantumino. E che resti soltanto quella Parola che dice che il potere malvagio di questo mondo, che quell’idolo umano, finirà nella pattumiera della storia che scrive Dio, assieme al pattume ed ai liquami tossici che proprio quella gente ha sepolto in abbondante quantità esattamente lì dove è accaduto l’episodio, uccidendo ed avvelenando chi colpevolmente rende loro omaggio. Schiavi e vittime del potere al tempo stesso.  Le statue, i crocifissi, i reliquari possono essere distrutti, come tutti gli idoli. La fede no. Il Cristo ha vinto. Questa è la nostra forza. Questa sia l’unica forza di fronte alla quale ci inchiniamo rendendo grazie. Mai inchinarsi al potere degli uomini. Per questo riteniamo che per evitare inchini nelle processioni basterebbe insegnare a inchinarsi solo a Dio, e possibilmente in chiesa, perché #solideogloria.

 

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