Settimana 30/2016 - Argilla nelle Sue mani

16.07.2016

«Ecco, quel che l'argilla è in mano al vasaio, voi lo siete in mano mia, casa d'Israele!»

Geremia 18:6b

 

Geremia vide nella stanza del vasaio un lavoro fatto di delicatezza e cura dei particolari, ma anche soggetto a imprevisti. La missione affidatagli è ora prerogativa divina: sradicare, abbattere e distruggere; ma anche edificare e piantare. Ciascuna delle azione che Dio arroga a sé ha una caratteristica comune: sono le Sue amorevoli e paterne mani a portare a compimento il suo intento, seppur soggetto a modifiche nel corso dell'opera. Questa era anche la consapevolezza del profeta Isaia, che implorava l’intervento divino in tempi di totale dimenticanza e aridità spirituale. “Tuttavia, Signore, tu sei nostro padre; noi siamo l'argilla e tu colui che ci formi; noi siamo tutti opera delle tue mani” (Isaia 64:8). Riconoscere Dio nostro padre vuol dire avere piena fiducia nel Suo operato. Qualunque cosa Egli farà sarà sempre ed esclusivamente per il nostro bene. Quel che a noi potrà apparire come un divellere o distruggere nel tempo si rivelerà un piantare o edificare. Noi siamo l’argilla nelle sue mani: fragili ma plasmabili; deboli ma duri, una volta seccati. Rallegra profondamente il cuore il sapersi in qualunque momento nelle Sue mani, come l’argilla era in quelle del vasaio.

 

Un cuore “spaso”

Anna era una moglie desiderosa di diventare mamma e concedere al suo amato marito il frutto del suo grembo. Non riuscendoci si reca al tempio e dinanzi all’altare pregava senza proferire parole udibili. Il sacerdote Eli è pronto a giudicarla e ad accusarla di ubriachezza. «No, mio signore, io sono una donna tribolata nello spirito e non ho bevuto vino né bevanda alcolica, ma stavo solo aprendo il mio cuore davanti al Signore» (1 Samuele 1:15). Solo una donna tribolata, che non si è rifugiata nell’alcool. Purtroppo sempre più giovani e giovanissimi si accostano agli alcolici per “sballo”: solo illusione momentanea. Anna era una donna che sapeva quel che faceva. Aveva scelto la cosa migliore: andare a Dio e aprirgli il cuore. Anna ha un cuore “spaso” davanti a Dio. Questo termine richiama nel gergo napoletano l’azione dello stendere il bucato. Il cuore di Anna è come un fazzoletto steso, spaso, quindi senza pieghe e visibile avanti e indietro. Agli occhi di Dio niente era, è o sarà nascosto.

 

Lettura della Bibbia

18 luglio         Salmi 126-127; 1Timoteo 5-6

19 luglio         Salmi 128-129; 2 Timoteo 1-2

20 luglio         Salmi 130-131; 2 Timoteo 3-4

21 luglio         Salmi 132-133; Tito 1-2

22 luglio         Salmi 134-135; Tito 3; Filemone 1

23 luglio         Salmi 136-137; Ebrei 1-2

24 luglio         Salmi 138-139; Ebrei 3-4

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