Settimana 5/2016 - La durezza del cuore

23.01.2016

«Allora Gesù, guardatili tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza del loro cuore, disse all'uomo: “Stendi la mano!”. Egli la stese, e la sua mano tornò sana».

Marco 3:5

 

Marco nella narrazione del suo vangelo ci presenta ripetutamente un Gesù “dialogico”, ossia non uomo del monologo, ma aperto al contraddittorio e al dialogo con tutti i suoi interlocutori. L’atteggiamento di questi ultimi provoca in diverse circostanze una reazione di indignazione da parte del divin Maestro. Un elemento preciso infastidisce delle contestazioni che i "farisei" fanno a Gesù, e che noi leggiamo nelle nostre traduzioni come “durezza del cuore”. La durezza del cuore è indubbiamente un problema diffuso, e la Scrittura vi fa molte volte riferimento. Credo che chiunque di noi si sia trovato ad avere a che fare con persone inflessibili che non sentono ragioni, che a tutti i costi vogliono rigorosamente attenersi alle regole senza tener conto né delle circostanze, né delle persone coinvolte. Così si ponevano i farisei tra la Legge e Gesù, palesando tratti quasi disumani. Agire seguendo alla lettera le regole diventa pericoloso. Infatti “la parola uccide” (2 Corinti 3:6), come scriveva l’apostolo Paolo. La durezza del cuore non sente ragione, non ammette scuse, non comprende le eccezioni. E questo indigna e rattrista Gesù.

 

Sclerocardia

Nell'originale greco la "durezza di cuore" è "sclerocardia", letteralmente "sclerosi del cuore", o anche “paralisi dell'anima”. La medicina definisce la sclerosi con termini quasi incomprensibili per i profani, figurativamente può anche significare una perdita di capacità di adattamento ai mutamenti: mancanza di flessibilità o elasticità. Quindi "durezza di cuore" è insensibilità, asprezza, severità, incapacità ad essere comprensivi e compassionevoli, ostinazione, caparbietà, cattiveria. In altri termini tutto l’opposto della misericordia. Purtroppo la "sclerocardia" è molto frequente  e nessuno ne è immune. Ne soffriamo tutte le volte che siamo ingabbiati dal politicamente corretto. Il Signore ha promesso di dare un cuore nuovo a chi lo invoca (Ezechiele 18:31), di piegarlo alla sua Parola se ci si presenta a lui convinti della propria sclerocardia. “Piega il mio cuore ai tuoi precetti e non alla cupidigia” (Salmo 119:36).

 

Per non dimenticare

Il 27 gennaio 1945, le truppe sovietiche giunsero ad Auschwitz e liberarono i superstiti del principale campo di sterminio nazista. Durante il nazismo ogni ebreo era costretto a indossare una tetra toppa di panno cucita a forma di una stella di David in Germania così come in ogni paese conquistato dai tedeschi, così da rendere distinguibile l’ebreo. Dal 2008 il 27 gennaio è la Giornata della memoria, un momento di riflessione sulla Shoah, lo sterminio pianificato di milioni di ebrei in Europa da parte del regime nazista e dei regimi fascisti suoi alleati.

 

Il 25 gennaio 1948 si spegnava a Poschiavo (Svizzera) Giovanni Luzzi, nato a Tschlin l’8 marzo 1856, pastore protestante e teologo, noto soprattutto per la sua traduzione della bibbia.

 

Lettura della Bibbia

25 gennaio     Esodo 35-37; Giovanni 17-19

26 gennaio     Esodo 38-40; Giovanni 20-21; Atti 1

27 gennaio     Levitico 1-3; Atti 2-4

28 gennaio     Levitico 4-6; Atti 5-7

29 gennaio     Levitico 7-9; Atti 8-10

30 gennaio     Levitico 10-12; Atti 11-13

31 gennaio     Levitico 13-15; Atti 14-16

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