Settimana 6/2016 - La luce di Dio squarcia il buio della morte

30.01.2016

«In verità ti dico: oggi stesso sarai con me in paradiso».

Luca 23:43

 

Finanche nell’ora del dolore, sollevato da terra, inchiodato ad una croce, Gesù è in mezzo a due uomini da salvare. Uno Gli chiese di salvare sé stesso e loro, manifestando la Sua natura divina, quale ultima speranza per poter continuare a vivere. La sua invocazione è finalizzata unicamente alla vita terrena. Il secondo invece stupiva come il suo “collega” non avesse neanche in una situazione così estrema un minimo di timore di Dio. Questi aveva preso coscienza delle proprie colpe e si sente proiettato al giudizio divino colpevole e senza scampo. In quell’ora buia della morte una luce squarciò l’anima sua. La scintilla, che Dio ha posto in ogni individuo, gli permise di riguardare a Colui che era al suo fianco e dirgli «Signore, ricordati di me quando verrai nel tuo regno». L’amore di Dio si manifestò immediatamente: «oggi stesso sarai con me in paradiso», non con una promessa futura. La croce annuncia che Dio viene ad incontrare la nostra esistenza non secondo parametri umani o secondo la nostra giustizia che ha come criteri il premio per ogni azione buona e la pena per ogni azione negativa. Dio prospetta dinanzi a noi soltanto il Suo bene, sta a noi volerlo.

 

Perché uno solo?

Da un Dio di misericordia ci saremmo aspettato che avesse salvato entrambi i malfattori. Il Signore però non condiziona la volontà di alcuno. Colui che ha chiesto perdono lo ha ottenuto. Solo il secondo gli ha chiesto di essere portato nel Suo regno, riconoscendo così che Gesù è la sola via per accedervi. Dio è amore ed ama l’intera umanità, ma questo Suo amore si manifesta verso coloro che decidono di andarGli incontro. Basta ricordare la parabola del figliol prodigo o l’invito del profeta Isaia: “Venite, e discutiamo; anche se i vostri peccati fossero come scarlatto,
diventeranno bianchi come la neve; anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come la lana”
. In questo Egli è fedele e non ci imputa le nostre colpe, anzi se ne è fatto carico morendo per noi e non contestando le ingiuste accuse che Gli furono rivolte. Il profeta Isaia paragona il Suo atteggiamento a quello di una pecora che rimane muta davanti a colui che la tosa (Isaia 53:7).

 

Il 4 febbraio 1906 nasceva a Breslavia Dietrich Bonhoeffer, teologo luterano tedesco, protagonista della resistenza al Nazismo e apprezzato in ambito anche cattolico.

 

Lettura della Bibbia

1 febbraio       Levitico 16-18; Atti 17-19

2 febbraio       Levitico 19-21; Atti 20-22

3 febbraio       Levitico 22-24; Atti 23-25

4 febbraio       Levitico 25-27; Atti 26-28

5 febbraio       Numeri 1-3;  Romani 1-3

6 febbraio       Numeri 4-6; Romani 4-6

7 febbraio       Numeri 7-9; Romani 7-9

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