Settimana 2/2017 - La Parola nel cuore

08.01.2017

«Ho conservato la tua parola nel mio cuore per non peccare contro di te».

Salmo 119:11

 

Le festività natalizie spandono un’aria di buonismo e di buona volontà che al ritorno alla quotidianità nella maggior parte vengono spazzate via in un baleno. Lasciano così il posto ad ira, gelosie, rancori, sete di vendetta. Nei casi migliori si ritrovano le amarezze e le delusioni accantonate, ma non deposte definitivamente. Atteggiamenti e condizioni di animo che negano la fede nell’Eterno, lento all’ira e di gran benignità. Ritengo, in accordo con il salmista, che la terapia contro il malessere e i mali che colpiscono l’animo sia conservare la Sua parola nel cuore. Come un tesoro accantonato per i momenti di povertà, la dispensa riempita per la carestia, nell’ora della prova o della difficoltà la Sua parola sarà in grado di dare ristoro all’anima assetata. Rivolgersi alle Scritture è il primo segno del timore dell’Eterno, da cui si generano anche benefici salutari. “Non ti stimare saggio da te stesso; temi il SIGNORE e allontanati dal male; questo sarà la salute del tuo corpo e un refrigerio alle tue ossa” (Proverbi 3:7-8).

 

La lettura della Legge

Dopo la ricostruzione avviata da Neemia, riappare sulla scena il sacerdote Esdra con il testo della Legge (Neemia 8). Il popolo si raduna come un solo uomo sulla piazza per ascoltare la lettura. All’apertura del libro tutto il popolo prima si alza in piedi, poi si inginocchia e si prostra con la faccia a terra dinanzi al Signore. La reazione del popolo è improntata a una forte commozione, al punto che Neemia, Esdra, e i leviti dicono alla gente di non fare lutto e di non piangere. La Scrittura è capace di mettere a nudo la nostra condizione, e il suo ascolto compunge gli animi. Così come Neemia esorterà i presenti a non rattristarsi, perché la gioia del Signore è la loro forza, così noi gioiamo perché “il suo bastone e la sua verga ci consolano”, come direbbe il Salmista. In tempi in cui si dà facilmente ascolto a chiunque, ritorniamo al testo biblico, perché “solo la Scrittura ha l’autorità finale per dirci cosa credere ed è quindi giusto trascorrere del tempo a mettere a fuoco l’insegnamento delle Scritture stesse” (W. Grudem).

 

Lettura della Bibbia

09 gennaio     Genesi 22-24; Matteo 22-24

10 gennaio     Genesi 25-27; Matteo 25-27

11 gennaio     Genesi 28-30; Matteo 28; Marco 1-2

12 gennaio     Genesi 31-33; Marco 3-5

13 gennaio     Genesi 34-36; Marco 6-8

14 gennaio     Genesi 37-39; Marco 9-11

15 gennaio     Genesi 40-42; Marco 12-14

 

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