Pescatori d'uomini vivi: un processo, un viaggio

12.06.2017

 

La formazione è fondamentale in un processo di crescita e di sviluppo di guide potenti. Con il termine “guida” intendo un individuo posto nel ministero come responsabile o coordinatore di un gruppo di persone, un discepolo con la prospettiva di entrare nel ministero. Come responsabili, spesso vorremmo dotare di un arnese coloro che ci seguono e dirgli: "Vieni a lavorare". Non investiamo però il tempo necessario per andare oltre le aspettative legate all’esigenza del momento. Pertanto possiamo restare delusi nel breve, e vivere nel timore di una delusione nel lungo termine solo per non averli preparati adeguatamente al loro ruolo. Credo sia arrivato il momento di cambiare e di avere chiare le idee per attuare ed accompagnare nel processo di crescita che necessitano gli aspiranti servitori, attuando una formazione scandita da precisi e fondamentali passaggi.
 
Quattro sono i passi che come preparatore cerco di far percorrere all’aspirante di turno.
1. Innanzitutto deve affidarsi e fidarsi mentre realizzo quello che intendo insegnargli a fare, guardando come lo faccio.
2. Lo facciamo insieme. Ci affianchiamo cosicché un po’ lo faccio io, un po’ lui.
3. Lo lascio fare mentre sto a guardare.
4. Mi ritiro lasciandolo fare da solo, per poi avere periodicamente un feedback con lui.
 
È evidente che un’attenta formazione non è tanto insegnata ma trasferita (appresa). Di solito ci sono due aspetti della formazione: l'insegnamento e l’apprendimento. Bisogna assicurarsi di attuarli entrambi. Chi forma deve anche tenere presente che sta insegnando loro cose specifiche che saranno rilevanti per il ministero che andranno ad espletare. Qualunque responsabilità verrà assegnata, occorre un lavoro preparatorio. Un esempio potrebbe essere chiarificatore: se stiamo preparando un credente ad assumere la cura di una classe di bambini, dobbiamo considerare cosa ciò comporti e cosa ci si attende, non lasciandolo alla personale inventiva. Probabilmente sarebbe più proficuo farlo entrare come osservatore, affiancandolo per una stagione ad un insegnante così che possa apprendere i rudimenti della tecnica. 
 
È importante insegnare loro come amministrare il ministero che stanno per guidare. Fornire una descrizione chiara del compito da svolgere; scrivere le specifiche dell’incarico; assicurarsi di essere presenti e coinvolti abbastanza per avere il senso di quel che fanno e di come lo fanno. Se coloro che devono apprendere avvertono questa fiducia, saranno al vostro fianco pronti a servire. Siamo consapevoli che preparare delle guide richiederà un po' di lavoro in più. Occorre, infatti, prevedere quali saranno le responsabilità e creare scenari di formazione. Un errore che non si deve commettere è lasciare una “guida” libera di agire, per soddisfare aspettative che non si sono definite pienamente. Il risultato sarà molta ambiguità e di sicuro delle frustrazioni, e come conseguenza una delle due parti resterà “bruciata”. Nel processo di formazione, dobbiamo impegnarci a insegnare loro quello che hanno bisogno di sapere concettualmente, e accompagnarli attraverso una serie di attività secondo i quattro punti precedentemente  indicati. In molti casi, non sarà il pastore senior a guidare questo processo, ma un pastore o servitore delegato al compito. 
 
Formare e discepolare sono sinonimi. Gesù disse: "Seguitemi, e vi farò pescatori di uomini" (Matteo 4:19). Questo passaggio racchiude due aspetti.
1. "Seguite me": c'è una connessione relazionale nel processo di formazione, un “maestro” che indica la via.
2. "Io ti farò un pescatore di uomini": c'è un'applicazione pratica di quella relazione personale.
Non vogliamo dare un pesce a nessuno, ma insegnare loro come pescare. Vogliamo formare le persone nel ministero di Cristo. Questo è il nostro vero obiettivo. Il dono della responsabilità e la formazione sono il miglior contesto per qualsiasi tipo di relazione tra discepoli. Non si possono fare discepoli in una classe o attraverso vuoti discorsi. In classe si possono trasferire nozioni, ma la vera formazione discepolare avviene nella vita reale, per strada. Siamo chiamati a relazionarci con il mondo reale.
 
Prima di lanciare nuovi “servi” nelle loro aree, assicuriamoci di essere stati chiari con loro riguardo alle nostre aspettative, che devono essere specificate prima di un incarico. Inoltre abbiamo la responsabilità di instillare nella mentalità e nell’agire di una guida il principio delle 3 E, ossia tre aspetti principali: EFFICACE, EFFICIENTE e ECCELLENTE.
 
Efficace. Per esserlo bisogna assicurarsi di cominciare avendo in mente il punto di arrivo. Qual è il risultato che si spera di produrre? Qualunque sia l’area di azione occorre avere chiaro il risultato da raggiungere. Se suona (canta, insegna, ecc.), ad esempio, perché lo fa? 
 
Efficiente. Assicurarsi che le nuove guide stiano raggiungendo gli obiettivi fissati usando sempre meno tempo, meno energia e meno denaro. Deve essere un percorso in crescendo di obiettivi e in calendo di risorse impiegate. Vogliamo vedere persone che servono a distanza di venti anni con maggior zelo di oggi ma con minor fatica. Per far ciò, dobbiamo continuare a moltiplicare le risorse umane e ripiantare dentro ognuno la passione, il desiderio, l'amore e la coerenza.
 
Eccellente.  Quello che si sta facendo lo si sta facendo con il più alto livello di eccellenza possibile? Il livello di eccellenza è importante per le persone e per Dio. Occorre dare il meglio, con gioia e senza “sacrificio” alcuno. Quando la Regina di Sceba visitò il re Salomone “rimase senza fiato” (1 Re 10:5). L’eccellenza del Regno di Israele ebbe un forte impatto sulla sua vita. 
 
Formazione e sviluppo prendono vita da pochi passi iniziali e si impiantano su tre valori fondamentali. Basterà attenersi a poche ed essenziali linee guida per poter intravedere nel giro di poco tempo guide forti e preparate, sane nell’insegnamento e potenti nell’azione.
 
 
Foto di Pierre Amerlynck, www.freeimages.com

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