Siate pazienti

18.07.2017

 

Comprendere pienamente quanto Dio sia pieno di misericordia e di compassioni è fondamentale per la nostra vita, e l’apostolo Giacomo non esita a ricordarcelo. Siamo avvolti dal Suo amore e ogni giorno si rinnova la Sua benignità verso di noi. Realizzarlo e non dimenticarlo aiuta ad essere canali che distribuiscono al prossimo quanto riceviamo da Lui. Per riuscire al meglio in questo, ci rivolge anche l’esortazione “Siate dunque pazienti” (Giacomo 5:7). Siamo invitati a mostrarci tali non solo verso determinate persone, colleghi, parenti o amici che siano, ma ad esserlo con tutti indistintamente e “fino alla venuta del Signore”, ovvero fino alla fine della nostra vita. Spesse volte siamo però travolti dalla rabbia e trasportati dall’irruenza, e solo avendo l’umiltà (o il buon senso) di riconoscere tale mancanza permettiamo a Dio di riversare su noi la Sua misericordia. Per questo, a nostra volta, siamo chiamati a dispensarla soprattutto nei confronti di coloro che ce l’hanno sottratta.

 

La pazienza è richiesta altresì nell’attesa del frutto della nostra fatica, il qual altro non è che il prodotto della paziente e fiduciosa dell’agire di Dio. “Osservate come l’agricoltore aspetta il frutto prezioso della terra pazientando” (Giacomo 5:7b). Il profeta Abacuc ci esorta a rallentare: “Se tarda, aspettala” (2:3b). Per farlo è necessaria appunto la calma. A nessuno piace l’attesa, di qualunque tipo essa sia. Attendere con fede non può e non deve essere snervante, perché quando si finisce per diventare irrequieti allora scema la confidanza in Dio. Crediamo che se Egli permette uno stallo è solo per manifestare la Sua gloria. La nostra fede manifestata in tali circostanze per assurdo la rende piacevole da vivere. Ciò scaturisce da una fondata certezza, quella che quando Egli opererà sarà il tempo giusto. Siamo tutti così abituati invece a rincorrere il tempo, e per questo necessitiamo di calma affinché comprendiamo che il tempo non può essere trattenuto. Ci scorre addosso, ci sfugge, ma noi dovremmo goderne ogni attimo nella misericordia e nelle compassioni di Dio, soprattutto imparando a mettere da parte le cose che bramiamo vedere realizzate e che ancora non lo sono. Il contadino, invece, fiducioso inizia la semina e sa che il tempo è ciclico, che ci sono le stagioni, un tempo per la pioggia uno per l’arsura. È lui che dovremmo considerare e da cui prendere esempio.

 

Siate pazienti anche voi” (Giacomo 5:8a) insiste l’apostolo, a ricordarci che il Signore, dal canto Suo, ha infinita pazienza con noi. La perse solo quando mandò sulla terra i diluvio, ma dopo promise che mai più si sarebbe ripetuto sulla terra inverso l’umanità un qualcosa di simile (Genesi 8:21). Infatti, sollecitato da Giona cambiò strategia e i Niniviti si ravvidero. Egli è il nostro modello e il Suo invito giunge a noi perché la pazienza è la virtù dei forti, e noi lo siamo in Cristo, e siamo incoraggiati: “Fortificate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina” (5:8b). Delle volte pensiamo di avere a disposizione tanti giorni, di poter gestire e programmare il nostro tempo in piena padronanza, quando invece la vita è come un filo d’erba, un vapore di fumo che improvvisamente sparisce. I giorni di ciascuno finiranno in fretta e mestamente scopriremo quanto la venuta del Signore è vicina! Anche nell’attesa di quell’evento è opportuno essere pazienti, per far fronte alla tentazione di evadere dall’ansietà di questa esistenza. Quando il Signore tornerà, inizierà “il tempo senza tempo”, e vivremo nuovi cieli e nuova terra con il Signore, nella vita eterna. Allora pazienza, perché quel giorno si avvicina! Nel frattempo sopportiamo e resistiamo ricordando che Dio è pieno di misericordia e compassioni. Anzi, se ci stiamo ritrovando come Giosafat nel bel mezzo di una crisi, individuale o di gruppo, e abbiamo scoperto il «non sappiamo che cosa fare», non ci resta che elevare con fiducia la sua preghiera «i nostri occhi sono rivolti a Te, o Signore!» (2 Cronache 20:12). Un caro e stimato servitore mi ha ricordato che i tempi di crisi sono tempi nevralgici di benedizione e di salvezza se si sanno affrontare con intelligenza e con fede. Desidero con molta opportunità fare mia la preghiera di Salomone (e spero ciascuno la faccia sua): «Concedi un cuore capace di ascoltare perché sappia distinguere il bene dal male» (1Re 3:9).


Un messaggio audio sul tema: Siate pazienti (Giacomo 5:7-11)

 

Foto
Mirko Delcaldo, www.freeimages.com


 

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