Settimana 42/2017 - I poveri sempre con noi

14.10.2017

«Il ricco domina sul povero e chi riceve prestiti è schiavo del suo creditore»
Proverbi 22:7
 
Lunedì 17 ottobre è la Giornata Internazionale per lo Sradicamento della Povertà, un’occasione per indirizzare lo sguardo sulle tante diseguaglianze economiche nel mondo. Come non ricordare la risposta di Gesù a Giuda che criticava lo “spreco” del profumo: “I poveri li avrete sempre con voi”? Volgendoci al sermone sul monte possiamo notare tre realtà della nostra vita di relazione con Dio: l’elemosina, la preghiera e il digiuno. Il nostro rapportarci al Signore potrebbe essere paragonato ad un tavolo circolare dove l’elemosina (libera contribuzione), la preghiera (in tutte le sue forme) e il digiuno ne costituiscono le gambe. Tale testo lancia una doppia sfida. La prima è non essere ipocriti, ad agire solo per apparenza o per essere adulati. Gesù invitava a non esser tali sia nella preghiera, che nell’elemosina o nel digiuno, citando l’atteggiamento dei farisei, che rappresentavano le persone ipocrite in assoluto. Nessuno di quelli che hanno conosciuto Dio e hanno gustato il Suo dono può fare a meno di essere sincero. La seconda è riferita al Padre, che Gesù presenta come il “Padre vostro che è nei cieli”. Facilmente nasce l’erronea convinzione che Dio sia lontano. Dal vangelo, invece, si deduce che Egli è vicino: “il Signore che vede nel segreto”. Noi tendiamo a nascondere pensieri, sentimenti e tanto altro, cadendo in atteggiamenti ipocriti. La Scrittura ci spoglia perché nulla è nascosto a Dio, capace di vedere nel segreto, di conoscere a pieno le motivazioni che spingono a fare l’elemosina, a pregare o digiunare. Volgiamo il nostro sguardo a chi è nel bisogno.
 
Come dividere
Un anziano uomo aveva 3 figli e possedeva 17 cammelli. Sentendo avvicinarsi la sua morte, chiamò i figli e disse loro: “Vi lascio i 17 cammelli. Divideteli in questo modo: Hillel prenderà la metà del branco, Nathan un terzo e Itamar un nono”. Il padre morì e i tre fratelli fatto il funerale, volendosi dividere i cammelli si resero conto che 17 non è divisibile né per 2, né per 3 e né per 9. Non riuscendo a ripartire l’eredità cominciarono a litigare e picchiarsi senza vie d’uscita. Un giorno il profeta Elia, passando da quelle parti sul suo cammello, venne attirato dal tumulto delle liti dei tre. Chiese loro quale fosse il motivo e ascoltata la spiegazione, rispose loro: “Ritrovate la concordia! Vi offro il mio cammello; così con 18 cammelli la vostra divisione sarà buona. Tu, Hillel, hai diritto alla metà, quindi 18 diviso 2 fa 9 cammelli per te. Nathan, tu hai diritto a un terzo, quindi 18 diviso 3 fa 6 cammelli. Infine, Itamar, tu hai diritto a un nono, quindi 18 diviso 9 fa 2 cammelli per te. Ora siete riconciliati perché avete onorato la volontà di vostro padre: 9 per il primo, 6 per il secondo e 2 per l’ultimo, e la somma è 17. Io me ne riparto sul mio cammello”.
 
Lettura della Bibbia
16 ottobre       Geremia 27-28; Atti 14-15
17 ottobre       Geremia 29-30; Atti 16-17
18 ottobre       Geremia 31-32; Atti 18-19
19 ottobre       Geremia 33-34; Atti 20-21
20 ottobre       Geremia 35-36; Atti 22-23
21 ottobre       Geremia 37-38; Atti 24-25
22 ottobre       Geremia 39-40; Atti 26-27

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