Il ringraziamento come stile di vita

29.11.2017

 

Ringraziare non sempre risulta facile, o almeno atteggiamento diffuso. Purtroppo tendiamo a pretendere, cadendo nella prevaricazione e mancando di considerazione verso chi si adopera per noi. Se guardiamo alla Scrittura, il ringraziamento è presente dalle prime pagine, a partire dai sacrifici di ringraziamento di Abramo, Isacco e Giacobbe, per continuare nelle vicende del popolo di Israele e negli insegnamenti dei profeti. Nel Vangelo, vediamo Gesù rivolgersi al Padre con ringraziamento: “Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli” (Matteo 11:25). Prima di moltiplicare i pani e i pesci per sfamare cinquemila persone li alza al cielo e ringrazia il Padre (Giovanni 6:11). L’attitudine lo ha accompagnato fino alla fine, nella sera dell’ultima cena (Luca 22:14-20). Questi momenti potrebbero suggerirci profonde verità, quali l’apprezzamento delle cose minime, la condivisione che precede la moltiplicazione e la capacità di donarsi per gli altri.

 

Ringraziare in greco è “eukaristèin”, da cui deriva eucaristia, termine utilizzato per indicare il sacrificio simbolico dell’ultima cena e che oggi nelle cerimonie cattoliche è accompagnato da diverse preghiere di ringraziamento. Ritengo che ogni credente dovrebbe vivere in un clima di ringraziamento. Ogni sua azione dovrebbe orientarsi verso questo stile di vita: un atteggiamento gioioso di riconoscenza e gratitudine, che esprime la piena fiducia nel Signore in qualunque situazione. A volte fatichiamo a soffermarci sui tanti motivi di gratitudine che avremmo e ci lasciamo sopraffare da una forma di egoismo mai pago. Se anche siamo nella difficoltà, sforziamoci di ringraziare il Signore per l’opportunità di dipendere da Lui.

 

I Salmi ci invitano a ringraziare il nostro Dio, e addirittura a recarci a Lui con ringraziamenti (Salmo 100). Il Salmo 95 è un invito diretto che spiega perché dovremmo ringraziare e include le descrizioni di come venire davanti a Dio con ringraziamento. “Venite, cantiamo con gioia al Signore, acclamiamo alla rocca della nostra salvezza! Presentiamoci a lui con lodi, celebriamolo con salmi! Poiché il Signore è un Dio grande, un gran Re sopra tutti gli dèi” (Salmo 95:1-3). Il Salmo 34 ci offre una descrizione di lode piena di gratitudine che scaturisce da un "povero uomo" deciso a esaltare il Signore in ogni momento, fiducioso della assicurazione che Dio lo libererà da tutte le sue afflizioni. Il salmo continua a descrivere chi è Dio e cosa ha fatto e farà per il suo popolo. Queste sono incredibili verità su cui meditare e da esse lasciare ispirare le lodi che Dio merita.

 

Se ci riferiamo a cristiani, nessuno ha una scusa per tacere, ma del continuo dovremmo ringraziare e lodare l’Eterno. Nessuna scusa dovrebbe trattenere le nostre lodi e il nostro ringraziamento. Il Salmo 34 ci sfida e incoraggia nello stesso tempo ad avere lodi nel cuore e nella bocca, ad offrire continui ringraziamenti al Signore nelle circostanze piacevoli e in quelle difficili. Nel momento che dimentichiamo la fedeltà che Dio ha manifestato nel tempo nei nostri confronti diventiamo ingrati. Ma quando richiamiamo alla mente i problemi superati, le trascorse sofferenze, non possiamo negare la fedeltà e la vicinanza di Dio. Come il salmista, ogni volta che Lo abbiamo cercato e abbiamo gridato a Lui, Egli ha risposto e ci ha liberato da tutte. Ognuno di noi avrebbe da scrivere lunghe pagine per raccontare i momenti in cui ho assaporato la bontà del Signore, ricevuto le Sue liberazioni.

 

Se credo nella Parola di Dio, questa promessa da sola mi sosterrà e ispirerà gratitudine e lodi a Dio del continuo: “Molte sono le afflizioni del giusto; ma il Signore lo libera da tutte” (Salmo 34:19). Nel momento che volgo a Lui lo sguardo il mio volto diventa radioso, le paure si dissolvono, le ansie si diradano. Se anche sono nella vergogna della disobbedienza, e potrei reputare opportuno quel che sto attraversando, anche allora Egli non ritirerà il Suo sguardo. Vedrò così il mio essere riflesso nella Sua pupilla e ricorderò chi sono, e Lo contemplerò  per quello che è e per quello che ha fatto per me. Quando corro a Lui in cerca di rifugio non sarò nemmeno condannato. “Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù” (Romani 8:1) dichiara l’apostolo Paolo. Quando medito sulle meravigliose opere del mio Buon Pastore, quando considero che sono parte del Suo popolo, che sono sotto le Sue amorevoli cure, come posso rifiutarmi di ringraziare Colui che ne è degno?

 

Devo anche considerare che nel momento in cui ringrazio Dio per il Suo beneficio, semino del bene in chiunque ascolti. Infatti, facendo risuonare le mie lodi, elevando la mia voce con riconoscenza al Signore, coloro, che sono afflitti e ascoltano, saranno incoraggiati ad avere fiducia in Lui. In quel frangente sto loro offrendo l’opportunità di gioire con me della bontà duratura di Dio, il che alimenterà anche la loro fede. Sono certo che molti hanno fatto l’esperienza di sentirsi sollevati dal pavimento, dalla cenere della disperazione, quando hanno cominciato a lodare e ringraziare il Signore o se solo hanno ascoltato qualcuno lodare e ringraziarLo. Allora rialziamoci come Davide per esaltarLo in ogni momento. Avremo sempre un motivo per ringraziare. Non lasciamoci intrappolare nei travagli di questo mondo. Facciamo appello al Signore nelle nostre sofferenze, riversando i nostri cuori su di Lui.

 

Anima mia, trova riposo in Dio solo, poiché da lui proviene la mia speranza.
Egli solo è la mia rocca e la mia salvezza; egli è il mio rifugio; io non potrò vacillare.
Dio è la mia salvezza e la mia gloria; la mia forte rocca e il mio rifugio sono in Dio.
Confida in lui in ogni tempo, o popolo; apri il tuo cuore in sua presenza;
Dio è il nostro rifugio.

Salmo 62:5-8

 

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Foto di Dominik Gwarek, www.freeimages.com

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