Familiarizzare con la correzione

06.02.2018

 

A chi piace essere corretto o minimamente criticato? Seppur apprezziamo chi ci segnala i nostri errori, le nostre leggerezze e le distrazioni non volute, restiamo comunque sempre infastiditi. Sarà per questo che fino ad oggi non ho ancora incontrato qualcuno che abbia piacere ad essere rimproverato. Infatti, la correzione colpisce il nostro nervo più duro, ossia l’orgoglio e provoca quasi sicuramente un’immediata reazione di difesa. Chi come me da tempo è impegnato come educatore e formatore ha dovuto imparare sulla propria pelle invece quanto sia salutare, e ora non può ignorare di tenerne conto nel proporla. Ragion per cui oso scrivere e insegnare che chi vuole crescere interiormente ed essere più efficace con gli altri non ha altra via che familiarizzare con la correzione, fino a sentirsi a proprio agio ogni volta che la incontra.

 

In mezzo a tremende sofferenze fisiche ed emotive, schiacciato dalle accuse e dai rimproveri degli amici, Giobbe riuscì a cogliere un barlume di verità nell'ascoltare con estrema fermezza: “Beato l’uomo che Dio corregge! Tu non disprezzare la lezione dell’Onnipotente perché egli fa la piaga, ma poi la fascia; egli ferisce, ma le sue mani guariscono” (Giobbe 5:17-18). Come ha potuto? Ciascuno di noi, da bambino, ha avuto grandi difficoltà a comprendere la riprensione, e da adulti al posto di Giobbe avremmo avuto immenso sgomento. Nel più piccolo problema facciamo fatica a scorgere un viatico salutare. Infatti, ogni volta siamo piuttosto pronti a recalcitrare o a gridare all’ingiustizia. Guardando per un attimo al passato, da fanciulli pensavamo che la correzione fosse più dolorosa di quello che poteva farci male e che eravamo esortati a evitare o a non ripetere. Se ora sei genitore, ti sarai reso conto che le cose non stanno così. Proprio come Dio con noi, fai altrettanto con tuo figlio, consapevole che quel che al presente può sembrare una ferita invece è una guarigione che scoprirà nel tempo. Se vestiamo panni di educatore – a qualsiasi livello – siamo più propensi a convivere con la disciplina per la semplice ragione che siamo noi a impartirla. Volendo essere onesti, continuiamo tutti a lottare quotidianamente con le correzioni e soprattutto con le critiche che ci vengono rivolte, anche con quelle proposte con uno spirito costruttivo. Nel contempo siamo consapevoli che la maggior parte delle persone che rivolge una critica non lo fa per amore, ma solamente per un desiderio inconscio di evidenziare all’altro un difetto, sottolineare una debolezza o una lacuna e quindi poterlo considerare alla propria stregua: per la serie “mal comune mezzo gaudio”. Se vuoi crescere, permettimi di offrirti un consiglio fraterno: ignora le critiche che procedono da persone motivate da un dolore nascosto, lasciale scorrere come pioggia sulla tua vita. Guarda altrove.

 

Dovremmo imparare a circondarci delle persone che ci amano veramente, quelle che nel momento che esercitano “il bastone e la verga” nei nostri confronti hanno lo scopo di aiutarci a crescere. Per questo la loro azione sarà consolatoria, ci darà sicurezza, nonostante nell’immediato potrebbe infastidire. La persona di cui posso fidarmi senza ombra di dubbio è mia moglie, la donna che mi ama più di chiunque altro su questo pianeta. Avendo trascorso con lei la maggior parte dei miei anni la conosco bene, e lei mi conosce più di chiunque altro, vede ciò che mi anima e per cui mi adopero, tocca ogni giorno i miei difetti. Ricordo che all’inizio ero convinto di non poter cambiare nessun aspetto di me, siccome ero fatto in un certo modo gli altri si dovevano adeguare a me. Nulla avrebbe potuto trasformarmi … perché non volevo. Credo fosse un modo ingenuo per chiudermi ad ogni segnalazione non gradita che potesse intaccare la mia idea di me stesso. Nel tempo però ho dovuto ricredermi – anche grazie a lei – e ho imparato a lasciarmi coprire dalla correzione in modo costruttivo, lasciando finire nel dimenticatoio la convinzione che non c’era nulla di sbagliato in me e che erano sempre gli altri ad essere nel torto. Ben poteva dire il sapiente che “chi tiene conto della correzione, segue il cammino della vita; ma chi non fa caso della riprensione, si smarrisce” (Proverbi 10:17). La stessa maturità è necessaria per ricevere la correzione da Dio e seguire così il cammino della vita senza smarrirsi.

 

Desidero condividere alcuni principi che potrebbero aiutarti in questo viaggio verso la maturità. Come nella mia storia, la nostra difesa deriva sempre da una convinzione, o da una ferita o da un torto che deve essere guarito. Come Giona sotto la ginestra discuti pure con Dio. Se non basta entra nella caverna come Elia. Continua fino a quando non scoprirai di dover affrontare la tendenza a tenere il pieno controllo della tua vita, ergendoti su una specie di trono dove nessuno è autorizzato a sedersi. Questo è il momento allora di scendere e consentire a Dio di prendere quel posto. Se sei pronto a fidarti di Lui, gli lascerai il timone, inizierai a vedere le persone che ti amano come alleati e non più come nemici o avversari con cui contendere. Sono interessate al tuo bene e non hanno intenzione di farti alcun male. A tutto il resto poi offri quanto più vicino allo zero della tua considerazione. Se sei animato da uno spirito cristiano pregherai per loro. Insieme a Giobbe spero che abbia scoperto quanto Dio ti ama, e che quando corregge lo fa solo per guarirti. Altrettanto vale per quelli di cui puoi fidarti. La tua crescita e quel poco di maturità raggiunta sono il risultato della guarigione dalla correzione. Desidero che tu sappia che questa riflessione non è frutto di una discussione, non è nata pensando a qualcuno in particolare, ma è diretta conseguenza di una vita che intende migliorarsi sulle indicazioni della Scrittura, perciò concludo con le parole dello scrittore agli Ebrei: “È vero che qualunque correzione sul momento non sembra recare gioia, ma tristezza; in seguito tuttavia produce un frutto di pace e di giustizia in coloro che sono stati addestrati per mezzo di essa” (12:11).

 

 

Foto di Andreas Bengter, www.freeimages.com

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