I panni del diavolo

04.03.2018

 

«Perché non comprendete il mio parlare? Perché non potete dare ascolto alla mia parola.

Voi siete figli del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro.

Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c'è verità in lui.

Quando dice il falso, parla di quel che è suo perché è bugiardo e padre della menzogna».

Giovanni 8:43-44

 

 

L’immagine medievale del diavolo con le corna e la coda, armato di forcone e vestito di rosso è ormai lontano ricordo che trova ospitalità solo nelle menti fuori dal tempo, abbindolate per una genuina creduloneria e oltremodo fiduciose di chi - a loro dire - incarna una religiosità referenziale. Siamo invece chiamati, da credenti che hanno lasciato il latte spirituale e sono passati al cibo solido, a discernere una presenza diabolica e infernale altrove, nonostante tutta la tristezza che si possa provare quando si palesa anche in chi indossa abiti religiosi. Non smetteremo mai di scandalizzarci è vero, perché al di là dei moniti biblici restiamo fiduciosi nei confronti dell’essere umano in generale, ed in quanto tali facciamo tremenda fatica a concepire la possibilità di certi comportamenti. Eppure dobbiamo mettere in conto la possibilità che alcuni finiscano “nel laccio del diavolo” (2 Timoteo 2:26). È accaduto con i discepoli per ben due volte, nei panni di Pietro e Giuda, perché mai non potrebbe succedere ancora? Basterebbe dedicare un po’ di tempo alla storia “cristiana” per ricredersi.

 

Sono indignato, deluso e mortificato in quanto credente, guida spirituale, genitore, cittadino per tutte le vicende recenti, che piuttosto allontanare dalla fede possono invece rafforzarla e accrescere il discernimento per concepire che il diavolo può intrufolarsi anche tra gli uomini religiosi. Spero di non essere frainteso e per questo preferisco evitare possibili dettagli. Mi limito a segnalare che ultimamente il diavolo e i suoi emissari (demoni vari, “le forze spirituali della malvagità” secondo Efesi 6:12) hanno rinnovato il guardaroba, adattandolo abilmente a paesi e circostanze. In questo modo si comprende come può vestire i panni del “religioso di turno”, che estorce sesso in nome di un esorcismo, offrendo la sua carne per liberare lo spirito oppresso oppure si presenta come un insoddisfatto represso pronto a tutto. Come non capire che Colui che libera non priva e non opprime? Altrove indossa gli abiti del conoscente fidato che improvvisamente si trasforma in carnefice. Per non parlare del dittatore atroce che non disdegna di bombardare inermi, colorando di sangue le strade. In ogni modo comunque palesa come egli sia “omicida fin dal principio” (Giovanni 8:44). Dove poi vi è inganno o tentativo di raggiro lui c’è sempre essendo “bugiardo e padre della menzogna”.

 

Davanti a questa facilità di cambiare abito e di riuscire ad essere dove non lo si concepisce, noto che molti chiedono di essere ciechi, per vergogna o convenienza, per paura o solo indifferenza. Reputo condizione peggiore quella di chi ha occhi per vedere e li chiude o si volta altrove. Chissà se il cieco Bartimeo chiederebbe ancora di recuperare la vista? Per colpa di qualcuno tanti stanno smarrendo la luce della fede, perdendo l’orientamento sicuro delle Scritture e divenendo mendicanti del senso dell’esistenza. A noi resta il monito della parabola del seminatore, affinché non dimentichiamo che “poi viene il diavolo e porta via la parola dal loro cuore, affinché non credano e non siano salvati” (Luca 8:12). Per questo anche dobbiamo intensificare la semina. Ai discepoli il Signore ha dato il potere di scacciare gli spiriti immondi e nell’inviarli ha loro raccomandato di non avere due tuniche (Matteo 10:10). Sia la nostra veste ben riconoscibile e soprattutto onorata, non indossata per convenienza o all’occorrenza, perché seppur l’abito non fa il “monaco” e da esso che lo si riconosce.

 

 

L’8 marzo

Nella Giornata internazionale della donna, rendiamo grazie a Dio per ogni donna, nonna, mamma o figlia; servente o credente; impegnata o meno nell’opera. Ognuna un fiore prezioso.

L’8 marzo del 1856 nasceva Giovanni Luzzi, pastore e teologo svizzero, noto per la sua traduzione della Bibbia.

 

 

Devotional 10

Piano di lettura settimanale della Bibbia

05 marzo        Numeri 32-34; Marco 9:30-50

06 marzo        Numeri 35-36; Marco 10:1-31

07 marzo        Deuteronomio 1-3; Marco 10:32-52

08 marzo        Deuteronomio 4-6; Marco 11:1-18

09 marzo        Deuteronomio 7-9; Marco 11:19-33

10 marzo        Deuteronomio 10-12; Marco 12:1-27

11 marzo        Deuteronomio 13-15; Marco 12:28-44

 

 

Foto di Julia Eisenberg, www.freeimages.com

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