Che cos’è la tua vita?

19.05.2018

 

Che cos'è infatti la vostra vita?

Siete un vapore che appare per un istante e poi svanisce.

Giacomo 4:14

 

 

Da piccoli si è solito chiedere: “Da dove vengo?”. Crescendo la domanda diventa: “Perché sono qui?”. E al di là se si è trovata una risposta, arrivano i giorni in cui si chiede: “Dove andrò?”. Questi interrogativi racchiudono il percorso dell’esistenza terrena di ognuno, con tutte le aspettative e gli sforzi per raggiungere dei traguardi. Ci lasciamo prendere nel pieno della nostra vita dal turbinio di impegni e faccende varie, proprio come scriveva Giacomo: «Oggi o domani andremo nella tale città, vi staremo un anno, trafficheremo e guadagneremo». Misurando i nostri sforzi ciascuno potrà valutare se sentirsi insoddisfatto o deluso di come li ha profusi. Eppure la soddisfazione del proprio stato è rarità, anche nella comunità cristiana dove prevalgono il confronto, la disputa e la contesa. Il “nutrirci e coprirci” raccomandato da Paolo (1Timoteo 6:8) difficilmente basta e solitamente non accontenta.

 

Nessuno potrà mai sapere quel che succederà domani! Inoltre, quando meno te lo aspetti, occorre fare i conti con un’esperienza densa e intensa anche dal punto di vista morale: la morte. Sono persuaso che rapportarsi ad essa, reputandola una compagna di viaggio, migliora la qualità della vita quotidiana, perché lo invita costantemente a discernere ciò che è essenziale. L’uomo è l’unico animale che ha coscienza della morte ed è il solo essere ad aver sviluppato la pratica della sepoltura dei morti. Se gli antichi reputavano  di poter giudicare un popolo dal modo in cui seppellisce i propri morti, oggi i comportamenti attorno alla morte (fine vita, eutanasia, testamento biologico, cremazione e dispersione ceneri) sono uno specchio della società. Intorno ai rituali della morte ruotano oltre agli aspetti religiosi, tante situazioni legate alle credenze popolari. Eppure durante la sua esistenza si adopera in vario modo per tenerla lontana, e con essa scaccia la verità che siamo “un vapore”. Ecco allora che prendono il sopravvento atteggiamenti e interessi egoistici, tutti fini a se stessi, che non recano beneficio a nessuno e che non avranno alcuna memoria.

 

L’apostolo Paolo scriveva ai Romani, ricordando loro, che “sia che viviamo o che moriamo, siamo del Signore” (Romani 14:8). Il vivere e il morire sono parte della stessa esistenza, proprio “perché sei polvere e in polvere ritornerai” (Genesi 3:19). L’uomo (in ebraico “adam”) è tratto dalla terra (“adamà”), a ricordare la sua caducità e/o miseria. Il credente, morto al peccato e redento dal Signore per mezzo del suo sacrifico, fa di Cristo il suo vivere, annunciando con la sua esistenza e nelle sue relazioni l’Evangelo della vita e della resurrezione. Solo quando giungiamo alla consapevolezza che si tratta solo di un viatico verso l’eternità, saremo ben disposti a spenderci per il bene altrui, affinché altri giungano a conoscere “Gesù, via, verità e vita”, perché nudi siamo venuti al mondo e nudi lo lasceremo. Vivi bene!

 

 

Devotional 21/2018

Piano di lettura settimanale della Bibbia

21 maggio      1Cronache 13-15; Giovanni 7:1-27

22 maggio      1Cronache 16-18; Giovanni 7:28-53

23 maggio      1Cronache 19-21; Giovanni 8:1-27

24 maggio      1Cronache 22-24; Giovanni 8:28-59

25 maggio      1Cronache 25-27; Giovanni 9:1-23

26 maggio      1Cronache 28-29; Giovanni 9:24-41

27 maggio      2Cronache 1-3; Giovanni 10:1-23

 

 

Foto di Dimitris Petridis, www.freeimages.com

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