Il paradigma "timore e tremore"

23.05.2018

 

L’apostolo Paolo scriveva ai Filippesi (2,12b): “Adoperatevi al compimento della vostra salvezza con timore e tremore”. In sintesi, “timore e tremore” per il credente è un paradigma, un modello esso stesso, quello del singolo davanti a Dio. Esso è una prerogativa della fede e non solo una condizione necessaria per essere in relazione e fare esperienza della presenza di Dio. Una consapevolezza da cui partire, una disposizione di mente e cuore che abilita a ricevere la potenza per il servizio a Cristo attraverso la presenza dello Spirito santo nella vita del credente. Questo perché, chi teme e trema davanti a Dio, non temerà e non tremerà davanti agli uomini. Ne sono prova tutti i movimenti che il Signore ha suscitato attraverso gli uomini che Egli ha guidato nella storia della salvezza, per preservare la testimonianza di Cristo sulla terra, in attesa del suo ritorno. Questi erano uomini semplici ma ‘forti’ di nient’altro che del timore e  tremore davanti a Dio e per Dio. Essi come nessun uomo, davanti alle più grandi minacce, sono rimasti testimoni fedeli, non piegandosi mai anche quando le loro stesse vite furono sottoposte a grandi rinunce e sofferenze; come lo è stata la Riforma protestante con i suoi protagonisti.

 

Protestare, nei luoghi dove nasce la Riforma del XVI sec., significò testimoniare, confessare e affermare la propria fede, secondo la propria coscienza. In realtà, i sostenitori della Riforma furono chiamati protestanti, perché si imposero contro l’imperatore Carlo V nel 16 aprile del 1521, nella dieta di Worms, contrastando il ‘decreto imperiale’, quando fu loro ordinato di ritrattare le proprie convinzioni di fede. Essi hanno detto ‘no’ all’imperatore, non hanno avuto timore di opporsi a una legge a un ordine iniquo, hanno fatto sentire la loro voce, rischiando le loro vite, senza temere e nemmeno tremare davanti alle minacce di morte. Essi non hanno tremato davanti all’imperatore come pure alla bolla di scomunica e di condanna del capo della loro chiesa. Questo fu possibile perché, più di tremare degli uomini e della morte, hanno avuto il timore di Dio. Lutero, tremando all’idea di dover tradire e rinnegare la rivelazione e la giustizia di Dio che aveva ricevuto attraverso il Cristo per opera dello Spirito santo, non tremò davanti ai potenti della terra e alle loro minacce. Allora la propria confessione di fede divenne una protesta coraggiosa, poggiata sulla fede e sulla potenza di Dio; da questo nacquero le chiese della Riforma protestante, testimoni di un movimento che continua a ‘confessare la propria fede’ e che si caratterizza per una duplice protesta; quella per Dio, contro ciò che lo deforma e lo maschera e una protesta a favore dell’uomo, contro ciò che lo sfigura o lo distrugge.

 

Come i nostri fratelli pentecostali, che negli anni trenta durante il periodo fascista subirono la famigerata circolare governativa “Buffarini-Guidi” del 1935. Perseguitati, non tremarono e non temerono le minacce e le violenze, perché essi erano quelli che tremavano (infatti, i pentecostali in quegli anni furono chiamati ‘tremolanti’, in modo derisorio da alcuni religiosi del tempo davanti alla presenza di Dio), quando durante i loro incontri, alcuni tra loro, erano effusi di Spirito santo. Come i riformatori del XVI sec., anche i pentecostali non furono disposti a rinnegare la loro fede, perché ebbero imparato a tremare davanti a Dio e a non tremare davanti agli uomini. Oggi noi possiamo essere ancora dei ‘veri protestanti’, principalmente mostrando, non certamente uno spirito polemico e sovversivo come quello di alcuni uomini, che fanno della fede solo un’occasione per imporre, anche con la forza, le loro ideologie; ma con una proposta che nasce ogni qual volta che abbiamo occasione di testimoniare il nostro essere in Cristo. Ancora ritorna il paradigma iniziale, il modello è sempre lo stesso in tutti i credenti; e cioè, quello di non rinunciare alla nostra fede e soprattutto al nostro essere in Cristo, continuando a temere Dio facendo ascoltare la nostra voce anche attraverso piccoli gesti, lì dove, gli uomini e le leggi vogliono fare in modo che la nostra fede e le nostre certezze vengano meno. Costoro vogliono farci indietreggiare spaventandoci con le mode e i pensieri di chi non teme e non trema davanti a Dio; ma la Chiesa, oggi come sempre, non ha paura di sentirsi ‘diversa’, consapevole che il timore di Dio la rende un’alternativa a chi teme gli uomini e il mondo rinunciando a Cristo. Ancora oggi, ringraziamo Dio per tutte le volte che abbiamo l’occasione di poter dimostrare di aver timore di Dio e di niente e nessun altro, perché avendo tremato alla sua presenza, non tremeremo davanti al male e al peccato.

 

 

Foto di Charlie Balch, www.freeimages.com

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