Giudizi frettolosi

01.09.2018

 

Gesù rispose loro: “Pensate che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, perché hanno sofferto quelle cose? 

No, vi dico; ma se non vi ravvedete, perirete tutti allo stesso modo”.

Luca 13:2-3

 

 

Gesù è intento a indirizzare la folla al significato reale della Sua venuta. Stimola i suoi interlocutori con esempi tratti dall’agricoltura, a quel tempo l’occupazione più usuale. Ma coloro che lo ascoltavano, pur essendo bravi ad interpretare i segni atmosferici, stavano ora ignorando i segni dei tempi riguardo alla venuta del Regno di Dio. Ecco arrivare alcuni per richiamare l’attenzione del Maestro sullo spargimento di sangue dei Galilei da parte del Governatore romano. A costoro che gli chiedevano un giudizio sulla strage compiuta da Pilato, probabilmente per sedare una ribellione, Gesù cita la tragedia della torre di Siloe che aveva ucciso 18 gerosolomitani. Sembrerebbe che i farisei, contrari all’uso della violenza contro Roma, avrebbero ritenuto meritata la morte dei Galilei. Altrove gli Zeloti, che si opponevano al governo romano, avrebbero invece sostenuto che quelli che erano morti sotto l’acquedotto di Siloe meritavano tale fine per aver cooperato con i Romani. Ciascuno in un modo cercava nel “peccato” la causa del disastro. Gesù non offre alcuna soddisfazione nel sostenere alcuna delle tesi, anzi invita i suoi interlocutori a non cadere nel giudizio, ma a ravvedersi.

 

Passano gli anni, cambiano gli scenari ma gli esiti sempre tragicamente nefasti. Di fronte a morti innocenti si resta sgomenti non avendo colpe da addossare alle vittime. Siamo tendenzialmente sempre alla ricerca di un colpevole o quanto meno di una spiegazione plausibile. E quando non la troviamo, ecco allora che tiriamo in ballo Dio. Sciacalli, ignoranti e insensibili, quelli che osano parlare di giudizio divino, dimenticando che gli operatori di pace saranno chiamati "figli di Dio". Se i non credenti faticano ad andare oltre la vita terrena, chi ha creduto in Gesù è già proiettato nell’eternità. Il capitolo 13 di Luca prosegue, ci mostra come l’agire divino sia imprevedibile e incomprensibile. Il fico che non dava frutto e "meritava" di essere tagliato riceve invece un'offerta di cura particolare e ulteriore tempo. Una donna bloccata da 18 anni trova guarigione nella disapprovazione generale. In modo a noi sconosciuto il "regno di Dio" cresce e lievita, al di là della nostra comprensione della Legge e della pretestuosa capacità di intendere l’agire divino. Ancora una volta il Maestro ci mostra che il bisogno altrui viene prima delle regole legalistiche.

 

Per tutto questo ciascuno dovrebbe badare maggiormente a se stesso, e trattenere la lingua e le dita dal proferire o scrivere frettolosi giudizi. Forse dovremmo porci nella condizione di sterilità del fico e lasciarci sollecitare dalle amorevoli cure del vignaiolo a portare frutto nel futuro immediato. Lasciamoci esaminare dalle Scritture e prendiamo coscienza della nostra condizione. In totale sottomissione e con spirito contrito, ancora adesso voglio "ravvedermi" dal mio parlare frettoloso, dal giudicare senza conoscere, dall'accusare senza pietà. Possa, Signore, imparare a soffrire con chi soffre, offrendo la mia spalla e levando la mia umile preghiera per chi sta piangendo, in Italia, in Europa e nel mondo ... perché il dolore non conosce confini. Spero tu possa unirti alla mia preghiera.

 


Devotional 36/2018

Piano di lettura settimanale della Bibbia

03 settembre   Salmi 140-142; 1Corinti 14:1-20

04 settembre   Salmi 143-145; 1Corinti 14:21-40

05 settembre   Salmi 146-147; 1Corinti 15:1-28

06 settembre   Salmi 148-150; 1Corinti 15:29-58

07 settembre   Proverbi 1-2; 1Corinti 16

08 settembre   Proverbi 3-5; 2Corinti 1

09 settembre   Proverbi 6-7; 2Corinti 2

 

 

Foto di Dan Colcer, www.freeimages.com

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