Il sospetto

17.11.2018

 

 Ma tu, uomo di Dio, fuggi queste cose.

1Timoteo 6:11

 

Parlare di “sospetto” dà adito a pensare qualcosa di ambiguo, di non pulito, che lede ogni rapporto di fiducia. Infatti, nel momento che si hanno dei sospetti verso qualcuno comincia a guardarlo in maniera diversa, a porre maggiore attenzione. Ma nessun sospetto scende dal cielo. Solitamente è sempre provocato da un’azione, anche se il più delle volte è insinuato da terzi. Ecco appunto “insinuare”. Sono poche le parole sottili quanto insinuare. L’origine del verbo è nel latino sinus, una parola che indica un incavo, una piega, un’insenatura appunto, tale da arrivare finanche all’animo. L’azione di insinuare è come lasciare il cavallo a Troia, introdurre un “pericolo” tra le pieghe più strette ed intime. Paolo ammoniva Timoteo a fare attenzione a quegli elementi che consideravano “la pietà come fonte di guadagno”, perché l’orgoglio di costoro avrebbe generato esclusivamente “invidia, contese, maldicenza, cattivi sospetti, acerbe discussioni”. Volendo attenerci alle indicazioni paoline, sforziamoci di stimare gli altri per i ruoli che ricoprono e nel caso di credenti fare tutto con il maggiore impegno. La pietà e non il dovere dovrebbe essere la fiamma ardente che anima le nostre relazioni. Tanto più chi riveste ruoli di responsabilità nell’insegnamento e nell’annunzio del vangelo deve attenersi “alle sane parole del Signore nostro Gesù Cristo e alla dottrina che è conforme alla pietà” (6:3), altrimenti “è un orgoglioso e non sa nulla” (6:4). Nessun altro interesse o motivazione può e deve animare il nostro operato, perché, come già asserito, ne nasceranno solo “invidia, contese, maldicenza, cattivi sospetti, acerbe discussioni”. Spero che tu non ti trova in situazioni simili o che stia spendendo le tue energie per affrontare qualche persona corrotta “di mente e prive della verità”. Lasciamo spazio alla pietà.

 

Ahimè, dietro ad apparenti argomentazioni intorno alla verità o alla difesa di qualche principio, il più delle volte si celano solo opportunismi e la ricerca di “una fonte di guadagno”. Possano echeggiare le parole di Paolo, e ciascuno di noi sostituirsi a Timoteo nel farle proprie: “la pietà, con animo contento del proprio stato, è un grande guadagno. Infatti non abbiamo portato nulla nel mondo, e neppure possiamo portarne via nulla; ma avendo di che nutrirci e di che coprirci, saremo di questo contenti. Invece quelli che vogliono arricchire cadono vittime di tentazioni, di inganni e di molti desideri insensati e funesti, che affondano gli uomini nella rovina e nella perdizione” (6:8-9). Basta poco affinché il gregge affidato alle cure pastorali si allontani: un minimo dubbio che si insinui, a poco a poco, solitamente lieve e silenzioso, tante volte in modo occulto e sibillino, alle volte rifuggendo la prudenza, e per carenza di discernimento esponendosi all’abilità e alla destrezza di alcuni. Così come il mare si insinua nella grotta, come la brezza leggera si insinua nelle maniche, il sospetto mina la relazione pastorale. Se invece colpisce non credenti, li rende immediatamente oppositori, perché il sospetto tagliente immediatamente suscita un’idea o un sentimento di avversione.

 

Chissà se quando il Maestro parlava di scandalo includeva quelle situazioni, anche non volute, che producono o alimentano sospetti? Sarà pur vero che alcuni vedono del marcio dappertutto, essendo per natura diffidenti. E se ai Corinti l’apostolo ricorda che l’amore crede ogni cosa, non intende che siano creduloni. Tutti dovremmo essere più propensi a ritenere sempre il bene, ed in ogni circostanza offrire la possibilità di rappresentare le proprie posizioni. Di certo la chiusa dell’apostolo che “l’amore del denaro è radice di ogni specie di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si sono procurati molti dolori”, ci tenga ben allerti dall’abbassare la guardia. Purtroppo quando sorgono problemi c’è di mezzo quasi sempre il vile denaro.

 

 

Devotional 47/2018

Piano di lettura settimanale della Bibbia

19 novembre  Ezechiele 11-13; Giacomo 1

20 novembre  Ezechiele 14-15; Giacomo 2

21 novembre  Ezechiele 16-17; Giacomo 3

22 novembre  Ezechiele 18-19; Giacomo 4

23 novembre  Ezechiele 20-21; Giacomo 5

24 novembre  Ezechiele 22-23; 1Pietro 1

25 novembre  Ezechiele 24-26; 1Pietro 2

 

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Il 25 novembre è la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro la Donna. La cronaca quotidiana ci impone non solo una riflessione a riguardo, ma una rielaborazione del pensare diffuso e un impegno a difesa di tutte le donne.

 

 

Foto di Ria Hills, www.freeimages.com

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