Lo Spirito santo paraclito

12.12.2018

 

Quando la fede pentecostale fa affermare: «Credo nello Spirito santo», non rimanda di certo ad una cosa o ad una entità astratta ed impersonale, ma ad una persona «che è Signore e dà la vita» come confessavano gli antichi cristiani. Credere nello Spirito santo vuol dire concentrare ogni propria fiducia nello Spirito, come già nel Padre e nel Figlio. Il rapporto che possiamo avere con lo Spirito è pertanto di relazione e non di possesso.

 

Talvolta si parla dello Spirito oggettivandolo: “avere lo Spirito” è un’espressione gergale che falsa il rapportarsi allo Spirito e con lo Spirito che, da parte sua, non si pone alla mercé degli uomini ma solo in relazione e comunione con essi quando sanno individuarLo ed accoglierLo. Lo Spirito è persona e nell’affermarlo occorre evitare di ancorarsi concettualmente al nostro orizzonte umano dove l’idea di persona è legata al doppio filo con quella di fisicità ed ai limiti correlati. L’essere-persona dello Spirito non interessa solo per ragioni teologiche, ma anche per l’ampia possibilità che offre quando ci privilegia di essere Suo tempio (1 Corinzi 6,19) in forza del quale Egli può essere presente attivamente come lo è stato con Gesù. Mediante il Verbo incarnato lo Spirito era presente nella nostra storia: può esserlo oggi incarnandosi per effusione spirituale in noi umani.

 

Per il pentecostale Dio non è solo Parola (Logos), ma anche Spirito (Pneuma); e nella forza dello Spirito crede che Dio si rivela insieme al Figlio: «noi verremo e dimoreremo presso di lui» (Giovanni 14,23). Alla luce della Pentecoste l’espressione di Paolo «Il Signore è lo Spirito» (2 Corinzi 3,17) si carica di significati importanti; non si tratta di identificare lo Spirito santo con la persona e le funzioni di Cristo. Si può dire che il fondamento biblico della fede pentecostale è conforme allo stesso insegnamento di Gesù e della testimonianza del Nuovo Testamento, cioè che lo Spirito santo rappresenta la forma attuale della presenza del Signore in mezzo agli uomini: «Non vi lascerò orfani, ma tornerò a voi» (Giovanni 14,18). Studiando le affermazioni relative allo Spirito nel vangelo di Giovanni, si vede come esse siano intimamente connesse con la persona di Gesù, non soltanto perché i brani, in maggioranza, sono posti in bocca al Maestro, ma soprattutto perché lo Spirito viene presentato in una relazione costante inscindibile con Gesù. Discorso sullo Spirito e discorso sul Cristo sono profondamente legati, reciprocamente dipendenti e inseparabili.   

 

Il Paraclito promesso è definito da Gesù molto chiaramente; si tratta dello «Spirito di verità» (Giovanni 14,17; 15,26; 16,13). Il termine greco paráklêtos offre diversi valori funzionali: difensore, aiuto, intercessore, consolatore, assistente, avvocato, consigliere, colui che esorta e lancia appelli insistenti. Nei ‘discorsi di addio’ giovannei vi sono cinque brani in cui si parla del Paraclito-Spirito santo: 14,15-17; 14,26; 15,26-27; 16,7-11; 16,13-15. Di seguito propongo una schematizzazione del rapporto del Paraclito (lo Spirito santo) con i discepoli e con il mondo.

Con i discepoli:

  • 14,16    → sarà donato loro dal Padre; sarà sempre con loro;

  • 14,17b → essi lo conoscono perché egli dimora con loro e sarà in loro;

  • 14,26  → egli insegnerà loro e ricorderà tutto ciò che ha detto Gesù;

  • 15,26; 16,17 → sarà loro inviato dal Padre;

  • 16,7 → verrà ad essi;

  • 16,13 → egli guiderà loro in tutta la verità; dirà tutto quanto ha udito da Gesù; annuncerà (svelerà) le cose che devono avvenire;

  • 16,14 → glorifica Gesù annunciando loro le parole del Maestro.

Con il mondo:

  • 14,17a → il mondo non lo vede e non lo conosce, per cui non può riceverlo;

  • 16,8 → convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio.

 

Da queste indicazioni bibliche si desume che come Gesù venne tra la sua gente (1,11 ed altrove), così lo Spirito viene ai discepoli; come Gesù non è stato conosciuto dal mondo (1,10), così il mondo non può conoscere il Paraclito; come Gesù non parla da se stesso e la sua dottrina non è sua ma di Dio (7,16; 12,49; 14,24), così anche il Paraclito (lo Spirito santo) non parla da sé; come Gesù è la verità (14,6), così il Paraclito insegna la verità e conduce nella verità. Lo Spirito santo compie, quindi, in larga parte le stesse funzioni esercitate da Gesù. Questa guida ad opera dello Spirito, tuttavia, non va intesa però come se si venisse condotti ad una nuova verità ed a nuovi contenuti. Piuttosto, lo Spirito introduce l’individuo a tutta la verità, sempre più profondamente.

 

 

Foto di Bogdan Rusu, www.freeimages.com

   

 

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