Il sentiero dell'attesa

24.01.2019

 

Il vangelo di Luca narra di Simeone, uomo giusto e pio, cui lo Spirito aveva rivelato che non sarebbe morto senza prima vedere la consolazione del suo popolo, ovvero il Messia (2:25-32). Non è possibile sapere come lo Spirito riveli certe cose. Il giorno della presentazione di Gesù, Simeone si recò al tempio ed ebbe modo di vedere adempiuta la promessa. La sua attesa non era legata a delle necessità personali, egli attendeva di vedere Colui che era la risposta ai bisogni di un popolo, fino ad essere disposto a rinunciare alla sua vita. Infatti, gli era stato rivelato che dopo aver visto il Messia sarebbe potuto morire. Non so quanti di noi sarebbero disposti ad accettare un tale svelamento. Cosa ci aspettiamo da Dio? E Lui da noi?

 

Siamo soliti pensare che quelli che attendono siamo noi, ma se guardiamo l’attesa come un sentiero, come fa Henry Nouwen in un suo scritto, possiamo notare come lungo esso vi siano persone che vanno e persone che vengono. La nostra è un’attesa che Dio venga, ma spesso è Dio ad aspettare noi. Di conseguenza siamo noi a dover andare. Sul sentiero dell’attesa vi sono situazioni in cui dobbiamo stare fermi e ve ne sono altre in cui siamo spinti a muoverci. Attendere non significa star fermi ed immobili. Nel mondo spirituale si attende partendo da una promessa. L’attesa spirituale deve essere riferita a qualcosa di spirituale, come l’opera dello Spirito, la Sua gloria nella chiesa, la crescita e l’avanzamento del regno di Dio. È l’attesa di ciò che, purtroppo, sta venendo meno nella chiesa! Ciò che chiediamo a Dio è rivolto al soddisfacimento di bisogni materiali. Gesù, però, ci ha detto di cercare prima il regno di Dio e la Sua giustizia. Spesso ci perdiamo a chiederGli: “Dove sei?”, “Perché non mi rispondi?”, mentre Lui, probabilmente, è venuto incontro per portarci tutt’altro. Noi, però, siamo rimasti fermi, indifferenti, ostinati nei nostri bisogni. Le promesse che Dio ci ha dato sono un punto di partenza. Se abbiamo fede in Lui, crediamo ed aspettiamo l’adempimento; altre volte ci muoveremo verso l’adempimento di Dio con fede. Così fece Abramo, chiamato ad uscire da Ur de Caldei, a rinunciare alla sua identità, non sapeva dove il suo sentiero o il suo Dio lo avrebbe condotto, eppure attese fiducioso lungo questo sentiero ove ricevette la promessa: sarebbe stato padre di moltitudini. Non aveva figli ma, nonostante ciò, rimase fermo nella promessa e quando superò i novanta anni questa divenne realtà.

 

La nostra fede è chiamata al movimento. Se la lasciamo stagnare ci condurrà alla morte. Questo perché, quando non vediamo adempierla, cominciamo a dubitare prima della promessa, poi dell’esistenza di Dio. A questo punto la nostra fede non c’è più: “Senza fede è impossibile piacere a Dio” (Ebrei 11:6). Non trascuriamo di aspettare ciò che Dio ha promesso, perché Egli mantiene fede alla sua parola. Se vi è una promessa specifica per cui preghi ed attendi, quella è un seme: il seme dell’attesa. Mentre attendi fiducioso, quel seme germoglia e cresce senza che tu faccia nulla. Se quello è un seme nelle promesse di Dio lo vedrai crescere, si adempirà nel Suo tempo. Il tempo di Dio è quello giusto ed opportuno per la nostra vita. Esso non è legato allo scorrere della vita di tutti i giorni, in cui subiamo l’articolarsi degli eventi e delle attese. Il Signore lo stabilisce. La Bibbia ci dice che quando Lui apre nessuno chiude, quando Lui chiude nessuno apre. Il Signore ci ricorda di aspettarlo se tarda e noi, come dice un canto, Lo aspettiamo in silenzio. Lo facciamo perché: 1) non sappiamo cosa dire; 2) probabilmente ci sentiamo in difetto nei Suoi confronti; 3) avendo capito che qualunque cosa diciamo sbagliamo, rimaniamo zitti. Nouwen scriveva: «Attesa attiva significa essere pienamente presenti nel momento, nella convinzione che qualcosa stia accadendo dove sei tu e che vuoi essere presente a quel momento». Un’attesa di fede significa essere presenti al momento in cui Dio decide di fare qualcosa. Quel momento, se tu credi, può essere anche questo. Attesa di fede è credere che quando il Signore stabilirà il quando tu ci sarai. Uno spot pubblicitario di un caffè diceva “ogni momento è quello giusto”. Con Dio il momento giusto è quando non ce l’aspettiamo. Egli arriva inaspettatamente per dimostrarci che non siamo noi a decidere, ma è Lui a farlo!

 

L’attesa è legata anche a ragioni psicologiche: aspettare allontana da noi delle paure. Nel percorso della vita si parte con progetti che via vanno scemando, poiché non riusciamo a realizzarli. Proprio per questo si tramutano in paure che ci accompagnano. Allora per nasconderle le trasformiamo in desideri: abbiamo paura di rimanere senza lavoro ed allora per nasconderla desideriamo un lavoro migliore. Temiamo la rottura del matrimonio ed allora si fanno progetti sul coniuge. “Dio non ci ha donato uno spirito di paura ma uno spirito di forza e coraggio”, quel coraggio di affrontare le paure quotidiane sapendo che, secondo una Sua promessa: “se Dio è con noi chi sarà contro di noi?” (Romani 8:31). Va sottobraccio con l’attesa la pazienza: “Ma se speriamo ciò che non vediamo l’aspettiamo con pazienza” (Romani 8:25). L’attesa richiede tanta pazienza, mentre noi siamo sempre impazienti. Coscienti della labilità del nostro futuro, chiediamo perché mai dobbiamo aspettare così a lungo. Vorremmo tutto e subito. Ecco che si svela quanto sia piccola la nostra fede, più piccola di un granel di senape. Ai tempi di Gesù, una donna sofferente da dieci anni pensò che se solo gli avesse toccato la veste sarebbe guarita. Grande fu la rivelazione dello Spirito e grande fu la sua fede. Quando aspettiamo nella fede il Signore opera.

 

Un’altra attesa è quella di Dio che attende un nostro andare verso Lui: Abramo fu chiamato da Dio a recarsi sul monte Moria, affinchè gli offrisse il suo unico figlio Isacco. L’Eterno era lì sul monte che lo attendeva. Tale attesa di Dio è per coloro che chiama al Suo servizio, questo perché Egli dovrà provare coloro che ha chiamato per testare se sono disposti a rinunciare a tutto pur di seguirLo. Infine, vi un’attesa è quella che riguarda tutti noi: l’attesa del padre del figliol prodigo. Quel padre che dietro le finestre di casa aspettava il mio ed il tuo ritorno. Quando il figlio è tornato a casa il padre uscì fuori e corse verso di lui. Mentre questi gli correva incontro il figlio, nel vederlo e per paura di essere duramente ripreso, si paralizzò. Il padre, però, raggiuntolo lo circondò con il suo abbraccio e lo baciò al collo. Se sei in attesa di Dio, che tu Lo possa veder correre verso la tua vita e credere che ci sono due braccia pronte a circondarti, un padre pronto a baciarti poiché Lui ti ama!

 

 

Foto di Dani Simmonds, www.freeimages.com

 

Please reload