Le sollecitudini della vita

16.03.2019

 

Poi disse ai suoi discepoli: «Perciò vi dico: non siate in ansia per la vita vostra, di quel che mangerete, né per il corpo, di che vi vestirete; poiché la vita è più del nutrimento e il corpo più del vestito.

Luca 12:22-23

 

«Il cristiano», ha scritto il cardinale Newman, «è colui che attende il Cristo». Certo, nei tempi del «tutto e subito», dell’efficacia e della produttività, in cui anche i cristiani appaiono spesso segnati da attivismo, parlare di «attesa» può rischiare l’impopolarità e l’incomprensione totale: a molti infatti «attesa» appare sinonimo di inerzia, di evasione e rifiuto delle responsabilità. Tutto intorno a noi ci spinge a raggiungere obiettivi, comprare e possedere. In realtà il cristiano, che non si lascia definire semplicemente da quel che fa, ma dalla sua relazione con il Cristo, sa che il Cristo che egli ama e in cui pone la fiducia è il Cristo che è venuto, che viene nell’oggi e che verrà nella gloria, suo presente e futuro. Davanti a Lui tutto il resto dovrebbe scivolare in secondo piano, perché il credente ha una speranza certa. Potremmo dire che l’attesa è un’azione, però un’azione non chiusa nell’oggi, ma che opera sul futuro. L’apostolo Pietro esprime questa dimensione affermando che i cristiani affrettano, con la loro attesa, la venuta del giorno del Signore. Ecco allora che l’attesa paziente diviene segno di forza e di solidità, di stabilità e di convinzione, non di debolezza. E soprattutto è l’attitudine che rivela un profondo amore, per il Signore e per gli altri uomini: «L’amore è paziente» (1Corinti 13:4). L’attesa del Signore porta a disciplinare il proprio desiderio, a passare da un atteggiamento di consumo a uno di condivisione e di comunione. Dio dice: Aspetta i miei tempi, rispetta i miei modi. Il nostro vivere dovrebbe risentire di tutto ciò.

 

Ho ricevuto da uno di voi un poema sulla fretta del brasiliano Mario de Andrade (San Paolo 1893-1945) e ritengo posso esserci di grande ispirazione, per dare nuovi ritmi al nostro quotidiano vivere e ribellarci all’inutile correre e rincorrere senza mete durature. Lo stesso Maestro ci invitava a non lasciarsi sedurre da ansie e sollecitazioni che nulla potranno aggiungere al nostro essere, tanto meno al nostro credere.

 

LA MIA ANIMA HA FRETTA

Ho contato i miei anni e ho scoperto

che ho meno tempo per vivere da qui in poi

rispetto a quello che ho vissuto fino ad ora.

Mi sento come quel bambino che ha vinto un pacchetto di dolci:

i primi li ha mangiati con piacere,

ma quando ha compreso che ne erano rimasti pochi

ha cominciato a gustarli intensamente.

Non ho più tempo per riunioni interminabili

dove vengono discussi statuti, regole, procedure e regolamenti interni,

sapendo che nulla sarà raggiunto.

Non ho più tempo per sostenere le persone assurde che,

nonostante la loro età cronologica, non sono cresciute.

Il mio tempo è troppo breve: voglio l’essenza, la mia anima ha fretta.

Non ho più molti dolci nel pacchetto.

Voglio vivere accanto a persone umane, molto umane,

che sappiano ridere dei propri errori

e che non siano gonfiate dai propri trionfi

e che si assumano le proprie responsabilità.

Così si difende la dignità umana e si va verso della verità e onestà

È l’essenziale che fa valer la pena di vivere.

Voglio circondarmi da persone che sanno come toccare i cuori,

di persone a cui i duri colpi della vita

hanno insegnato a crescere con tocchi soavi dell’anima.

Sì, sono di fretta, ho fretta di vivere con l’intensità

che solo la maturità sa dare.

Non intendo sprecare nessuno dei dolci rimasti.

Sono sicuro che saranno squisiti, molto più di quelli mangiati finora.

Il mio obiettivo è quello di raggiungere la fine soddisfatto

e in pace con i miei cari e la mia coscienza.

Abbiamo due vite e la seconda inizia

quando ti rendi conto che ne hai solo una.

 

(Puoi ascoltarla anche in questo mio video https://youtu.be/0rshZpLU6jQ)

 

 

Devotional 12/2019

Piano di lettura settimanale della Bibbia

18 marzo        Deuteronomio 32-34; Marco 15:26-47

19 marzo        Giosuè 1-3; Marco 16

20 marzo        Giosuè 4-6; Luca 1:1-20

21 marzo        Giosuè 7-9; Luca 1:21-38

22 marzo        Giosuè 10-12; Luca 1:39-56

23 marzo        Giosuè 13-15; Luca 1:57-80

24 marzo        Giosuè 16-18; Luca 2:1-24

 

 

foto di fa snail, www.freeimages.com

 

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