La tela della vita

22.06.2019

 

Insegnaci dunque a contare bene i nostri giorni, per acquistare un cuore saggio.

Salmi 90:12

 

Il tempo che abbiamo il privilegio di vivere, e che fluisce come dono dalla grazia infinita di Dio, merita intensità e passione. Nessuno poteva conoscere il giorno della sua nascita e altrettanto non siamo in grado di sapere l’ora in cui i nostri giorni conosceranno la fine e l’esistenza ritornerà nella polvere. La nostra vita potrebbe infatti essere assimilata alla tela di un pittore che deve essere ancora dipinta. Perciò, è rilevante scegliere responsabilmente i colori, modulandoli secondo le aspettative e le prospettive esistenziali. La nostra tela (la vita o il tempo) che dobbiamo ancora decorare resta sì un dono elargito da Dio e necessita di riflettere il Creatore. Nello stesso tempo però il dipinto non deve riflettere esclusivamente la nostra immagine, altrimenti si tratterà di un autoritratto o di un “selfie”, espressione del sé che esclude l’altro. L’apostolo Paolo ci dice che conoscere e vivere nei propri limiti è sinonimo di saggezza: “Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia: ora conosco in parte; ma allora conoscerò appieno, come anche sono stato appieno conosciuto” (1 Corinti 13:12). Ecco che probabilmente la tua tela è stata rovinata, forse lacerata, arrotolata e buttata, e tu non volevi più saperne. Lui invece ti ha rimesso/a a nuovo e ha deciso di compiere in te "un’opera d'arte". Non fermarti a considerare le singole pennellate. Ci saranno tratti e sfumature non di tuo gradimento, ma non essere frettoloso/a: il pittore è Lui. Eventi e situazioni varie potrebbero d’improvviso oscurare o appesantire il disegno che stava venendo fuori. Non disperare, resta fiducioso/a perché Egli ha preso te per farne un Suo capolavoro e quando Egli comincia un’opera per certo la porta a compimento. Aspetta il Suo tempo, fidati dei suoi modi.

 

Potremmo guardare alla storia di Giobbe e restare senza parole nel tentativo di capire il suo quadro esistenziale e il modo in cui Dio l’ha pennellato. Inizialmente tinteggiature di amore, giustizia sociale, solidarietà, saggezza, autostima: un tempo senza rimpianti. Poi, all’improvviso, questo meraviglioso dipinto esistenziale, quieto e sereno, è stato imbrattato dalla morte dei figli, dalla distruzione dell’azienda e dalla malattia personale. Su questi tratti oscuri, i suoi amici hanno cercano di infondergli sensi di colpa. Giobbe, benché ignaro del motivo di tanta sofferenza, si dichiara innocente: “il cuore non mi rimprovera uno solo dei miei giorni” (27:6). In questo nebuloso affresco dalle tinte fosche e mendaci, contrassegnato dal silenzio di Dio, Giobbe prende le distanze dall’angoscia e dall’incapacità di afferrare quel che stava accadendo e in un atto di totale abbandono: “Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si leverà sulla terra. Dopo che questa mia pelle sarà distrutta, nella mia carne vedrò Dio. Lo vedrò io stesso; i miei occhi lo contempleranno, e non un altro. Il mio cuore si strugge dentro di me” (19:25-27). Non per tutti è garantito il lieto fine, ma certamente ci è promesso nella vita eterna. Per ora uniamoci al salmista e senza sospiri dichiariamo: Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo. Meravigliose sono le tue opere, e l'anima mia lo sa molto bene (Salmi 139:14).

 

 

Devotional 26/2018

Piano di lettura settimanale della Bibbia

24 giugno       Giobbe 1-2; Atti 7:22-43

25 giugno       Giobbe 3-4; Atti 7:44-60

26 giugno       Giobbe 5-7; Atti 8:1-25

27 giugno       Giobbe 8-10; Atti 8:26-40

28 giugno       Giobbe 11-13; Atti 9:1-21

29 giugno       Giobbe 14-16; Atti 9:22-43

30 giugno       Giobbe 17-19; Atti 10:1-23

 

 

Il 26 è la Giornata Mondiale di Solidarietà alle Vittime della Tortura e la Giornata internazionale della lotta contro l’uso indebito ed il traffico illecito di droghe. Preghiamo per coloro che sono avvolti in queste maglie e per chi lavora per tirarli fuori.

Il 28 giugno 1703 nasceva John Wesley, teologo inglese, fondatore del metodismo. In oltre sessant’anni di ministero scrisse oltre 40.000 sermoni. Il suo immenso lascito resta un’eredità da riscoprire e investire nel nostro tempo.

 

 

Foto di gökçe özaslan, www.freeimages.com

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