Un grido dal cuore

29.06.2019

 

Questo libro della legge non si allontani mai dalla tua bocca, ma meditalo, giorno e notte; abbi cura di mettere in pratica tutto ciò che vi è scritto.

Giosuè 1:8

 

Meditare la Parola “giorno e notte” intende qualcosa di più profondo e intimo del leggerla o recitarla a memoria. Sempre più credenti alimentano la propria fede nella Rete, attraverso blog, tweet e aggiornamenti di stato, video e audio (senza conoscerne direttamente la fonte), mettendo lentamente da parte lo studio e la meditazione personale. Giosuè era ancora nel deserto quando ricevette tale indicazione, a sottolineare come nel posto in cui c’è solo silenzio (senza parole), Dio parla. Porsi in ascolto è quindi il punto di partenza della meditazione, che consente alla Scrittura di scendere nel cuore e alla bocca di dichiarare con fede. Sviluppare la capacità di fermare i pensieri, la disposizione a non lasciarsi distrarre o condizionare, aiuta la sensibilità della fede a percepire la voce di Dio, dolce e sommessa. Nel momento in cui, nel silenzio, giunge la risposta è necessario agire, senza esitazione e lontani dai mille dubbi che possono assalire la mente. Delle volte per agire secondo la fede dobbiamo fermare i nostri pensieri, questo perché i Suoi pensieri non sono i nostri pensieri. La fede deve essere sconsiderata e disavveduta, poiché essa è pazzia e non raziocinio. Se ami te stesso e vuoi conoscere il piano di Dio per la tua vita dedicherai del tempo alla lettura e meditazione della Sua Parola.

 

«Perciò, fedele cristiano, cerca la verità, ascolta la verità, apprendi la verità, ama la verità, di’ la verità, attieniti alla verità, difendi la verità fino alla morte: perché la verità ti farà libero dal peccato, dal demonio, dalla morte dell’anima e in ultimo dalla morte eterna». Queste le parole del teologo e riformatore boemo Jan Hus (Spiegazione della Confessione di fede, 1412), un secolo prima dell’inizio della Riforma. Ispirandosi all’inglese John Wycliffe (1330-1384), Hus promosse un movimento religioso che rifiutava l’investitura divina del papato, sosteneva la Comunione offerta sotto la forma sia del pane che del vino e lottava contro le indulgenze, i pellegrinaggi, il ricorso all’intercessione dei santi e la venerazione delle reliquie. Esortato ad abiurare nel Concilio di Costanza, Hus alzati gli occhi al cielo replicò: “Dio m’è testimone che mai insegnai le cose che mi sono falsamente attribuite e di cui falsi testimoni mi accusano. Egli sa che l’intenzione dominante della mia predicazione e di tutti i miei atti e dei miei scritti era solo tesa a strappare gli uomini dal peccato. E oggi sono pronto a morire lietamente”. Gli posero sulla testa una corona di carta tonda con tre diavoli dipinti e la scritta “Questi è un eresiarca” e lo condussero al rogo. Era il 6 luglio 1415. Le sue ceneri furono gettate poi nel fiume Reno.

 

La salvaguardia della fede dai venditori di illusioni e dai promotori dell’ultima novità passa esclusivamente per il testo biblico, cui occorre radicare la propria fede. Un messaggio biblicamente cristocentrico è dovere di ogni ministero, anche perché «la fede dunque viene dall’udire, e l’udire viene dalla parola di Dio» (Romani 10:17). Le parole rivolte a Giosuè provengono dal cuore di Dio, di colui che ci ama e ci raccomanda per il nostro bene. Gesù farà altrettanto con i discepoli, ammonendoli a dimorare nella Sua parola. Sia questo scritto anche un grido dal mio cuore: “Meditate la Parola giorno e notte”.

 

 

Devotional 27/2018

Piano di lettura settimanale della Bibbia

01 luglio         Giobbe 20-21; Atti 10:24-48

02 luglio         Giobbe 22-24; Atti 11

03 luglio         Giobbe 25-27; Atti 12

04 luglio         Giobbe 28-29; Atti 13:1-25

05 luglio         Giobbe 30-31; Atti 13:26-52

06 luglio         Giobbe 32-33; Atti 14

07 luglio         Giobbe 34-35; Atti 15:1-21

 

 

Foto di Charlie Balch, www.freeimages.com

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