Radici nell’Eterno

12.10.2019

 

Benedetto l’uomo che confida nell’Eterno e la cui fiducia è l’Eterno.

Geremia 17:7

 

Nel capitolo 17 di Geremia si distinguono due discorsi: quello dell’Eterno che il profeta comunicherà al popolo di Giuda nelle città di Gerusalemme, avvertendoli della prossima deportazione babilonese e il parlare del profeta con Dio che si intreccia con il primo discorso. Alcune parole di Geremia esprimono i sentimenti connessi al suo servizio, ne palesano l’umanità di persona chiamata ad un servizio santo. «Ecco, essi mi dicono: “Dov’è la parola dell’Eterno, si compia ora!”» (17:15). La difficoltà di quelli chiamati a parlare in nome di Dio è credere che quanto annunciato proceda dall’Alto e che si adempirà. Chi annuncia vorrebbe una dimostrazione di quanto rivelato in modo simultaneo. Quanti chiamati all’annuncio non devono lasciarsi condizionare dalle voci esterne o ricercarne il beneplacito, ma rimanere fedeli a Colui che li ha chiamati, avendo certezza che la Sua parola non cade mai a vuoto e sarà adempiuta al tempo opportuno. Il testo ammonisce appunto: «Maledetto l'uomo che confida nell’uomo e fa della carne il suo braccio, e il cui cuore si allontana dall'Eterno» (17:5). Quando si inizia a confidare nella creatura, e non più nel Creatore, si crea un dio a misura d’uomo, che ha le sembianze di un altro essere umano.

 

Proprio quando si manifestano situazioni che sembrano essere il contrario di quanto invece annunciato da Dio, siamo chiamati a continuare a confidare in Lui e non ciò che Egli fa, poiché è Egli stesso la nostra garanzia. Chi confida in Lui «sarà come un albero piantato presso l’acqua, che distende le sue radici lungo il fiume. Non si accorgerà quando viene il caldo e le sue foglie rimarranno verdi, nell’anno di siccità non avrà alcuna preoccupazione e non cesserà di portare frutto» (17:8). Un tale albero anche in momenti di siccità (crisi e avversità) non avrà alcuna preoccupazione. Il nemico vorrebbe renderci freddi e privi di desiderio a causa dei problemi, ma non è questo l’atteggiamento da tenere. «Quelli che si allontanano da me saranno scritti in terra» (16:13a). Tale brano richiama alla mente quando Gesù, nell’episodio della donna adultera, è chinato a terra intento a scrivere nella polvere. Potrebbe farci supporre cosa Gesù stesse scrivendo, a dire che facesse l’elenco dei buoni e dei cattivi, e tra i primi non comparivano certamente i nomi degli accusatori della donna. Quegli uomini pensavano di servire Dio, ma avevano riposto tutta la forza nel loro braccio, pronto ad alzarsi e lapidare quella donna che aveva commesso un peccato. La loro forza, la Legge, e la loro osservanza verso Dio era racchiusa in un braccio che si alzava per offendere. Le nostre braccia, invece, devono alzarsi solo per lodare Dio.

 

In maniera superficiale, potremmo essere indotti ad avallare un modo di dire e di fare che è lontano da quello che può essere il desiderio di “porre radici lungo il fiume di Dio”. Tanti fanno propria l’espressione “segui il tuo cuore” e non tengono conto che la Scrittura rammemora che «il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente malato» (17:9), poiché è la sede di tutte le nostre passioni ed emozioni carnali. Anche Paolo ricordava a Timoteo di fuggire dalle passioni giovanili. Il profeta chiede chi è in grado di conoscere il cuore, e Dio gli risponde: «Io, l’Eterno, investigo il cuore, metto alla prova la mente per rendere a ciascuno secondo le sue vie, secondo il frutto delle sue azioni» (Geremia17:10). Il Signore non prova le nostre emozioni ma i pensieri della nostra mente. L’apostolo Paolo, in una sua epistola, dirà che noi possiamo avere la mente di Cristo, nonostante i nostri pensieri non sono quelli di Dio. Dinanzi alla considerazione di ciò che siamo e dei nostri bisogni, c’è una certezza: «Guariscimi, o Eterno, e sarò guarito, salvami e sarò salvato, perché tu sei la mia lode» (Geremia 17:14).

 

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Devotional 42/2018

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16 ottobre       Isaia 47-49; 1 Tessalonicesi 4

17 ottobre       Isaia 50-52; 1 Tessalonicesi 5

18 ottobre       Isaia 53-55; 2 Tessalonicesi 1

19 ottobre       Isaia 56-58; 2 Tessalonicesi 2

20 ottobre       Isaia 59-61; 2 Tessalonicesi 3

 

 

Foto di Odan Jaeger, www.freeimages.com

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