Bisogno di guide

19.10.2019

 

Quegli disse: «E come potrei, se nessuno mi fa da guida?». Poi pregò Filippo di salire e di sedersi accanto a lui. 

Atti 8:31

 

La domanda dell’eunuco, “funzionario di Candace, regina degli Etiopi, sovrintendente di tutti i suoi tesori” a Filippo evidenzia una necessita permanente, quello delle guide, persone caratterizzate da un profondo sentimento di amore che si prendono cura del gregge del Signore. Uomini e donne che attraverso la propria vita dimostrino la validità del messaggio di Gesù, che si preoccupino al pari dell’apostolo di non dare falsi riferimenti: “Io dunque corro, ma non in modo incerto; così combatto, ma non come battendo l’aria; anzi disciplino il mio corpo e lo riduco in servitù perché, dopo aver predicato agli altri, non sia io stesso riprovato” (1 Corinti 9:26-27). Siamo di fronte a un impegno costante, ad una disciplina che quotidianamente ci pieghi nella forma del Cristo, per essere a “Sua immagine”. Meriterebbe maggior approfondimento l’atteggiamento dell’eunuco, che reclama l’aiuto di Filippo e da lui lascia ammaestrarsi.

 

Purtroppo continuiamo ad assistere a servi che svestono il grembiule e indossano vesti regali, tralasciando le indicazioni del Maestro e piegano a proprio piacimento la Scrittura. Sin dal primo gruppo dei discepoli si è insinuato un orgoglio distruttivo e una forma di egocentrismo quasi compulsivo, si pensi ai figli di Zebedeo e ai discepoli che litigano alla mensa del Signore, trasformando l’umile servizio in una competizione al rialzo, ad una scalata alla maggior visibilità e al più consistente numero di “followers” (che non sono i fedeli credenti!), mutando alcune volte la questione della salvezza in un misero e squallido business religioso. Ed è così che a livello mondiale ci siamo quasi assuefatti a lotte di potere interno e divisioni, alimentate e/o amplificate da scandali finanziari e sessuali di qualche conduttore (nessun riferimento a fatti e/o persone specifiche).

 

Scorrendo la storia a ritroso, ben faceva George Whitefield a pregare nel diciottesimo secolo: “O Signore Gesù, che il tuo Spirito possa sradicare dai nostri cuori questa inclinazione a concentrarci sull’amor proprio e a fossilizzarci caparbiamente sulla nostra volontà”. Basta un po’ di onestà per ammettere quanto questa inclinazione sia in ognuno, ed è per questo che dobbiamo disciplinarci. Senza l’amore sarà impossibile servirsi a vicenda con uno spirito di sacrificio e umiltà, perdonarsi e trattarsi l’un l’altro come fratelli e sorelle. Questa è la Sua santa volontà. “Se dunque vi è qualche consolazione in Cristo, qualche conforto d'amore, qualche comunione di Spirito, qualche tenerezza e compassione, rendete perfetta la mia gioia, avendo uno stesso modo di pensare, uno stesso amore, un solo accordo e una sola mente non facendo nulla per rivalità o vanagloria, ma con umiltà, ciascuno di voi stimando gli altri più di se stesso. Non cerchi ciascuno unicamente il proprio interesse, ma anche quello degli altri” (Filippesi 2:1-4). 

 

 

Devotional 43/2019

Piano di lettura settimanale della Bibbia

21 ottobre       Isaia 62-64; 1 Timoteo 1

22 ottobre       Isaia 65-66; 1 Timoteo 2

23 ottobre       Geremia 1-2; 1 Timoteo 3

24 ottobre       Geremia 3-5; 1 Timoteo 4

25 ottobre       Geremia 6-8; 1 Timoteo 5

26 ottobre       Geremia 9-11; 1 Timoteo 6

27 ottobre       Geremia 12-14; 2 Timoteo 1

 

Memoria

Il 27 ottobre 1553 Michele Serveto finisce al rogo su volere di Giovanni Calvino. Il suo caso riecheggiò in tutta Europa, segnando l’inizio dell’idea moderna di tolleranza religiosa. Commentandone la morte, Sebastiano Castellione scrisse: “Uccidere un uomo non significa difendere una dottrina, ma solo uccidere un uomo”.

 

 

Foto di Svilen Milev, www.freeimages.com

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