Il fallibile Noè

10.11.2019

 

 

Noè fu uomo giusto e irreprensibile tra i suoi contemporanei. Noè camminò con DIO. 

Genesi 6:9

 

 

La fede di Noè è esemplare, al punto che lo scrittore agli Ebrei lo colloca tra gli eroi della fede, e gli attribuisce un’eredità di giustizia (Ebrei 11:7). In una società perversa e corrotta a tal punto da meritare lo sterminio, il figlio di Lamek è dichiarato “giusto e irreprensibile”. Era il miglior essere umano sulla faccia della terra, e lo dimostra il fatto che differentemente dai suoi contemporanei egli cammina con Dio. E lo fa al punto da non esitare a compiere esattamente alcuna delle cose che gli vengono comandate (Genesi 6:22). La sua totale arresa e fiducia in Dio, gli consente di procedere alla realizzazione di un’opera abnorme, dalla raccolta del materiale all’assemblaggio finale, all’accoglienza e alla custodia degli animali. E poi l’arrivo della pioggia e l’attesa … Quando le acque si ritirarono e il peggio era ormai passato, il suo comportamento è quello di chi ha il timore di Dio davanti agli occhi. Infatti, “allora Noè edificò un altare all’Eterno, e prese di ogni specie di animali puri e di ogni specie di uccelli puri e offrì olocausti sull'altare. E l’Eterno sentì un odore soave” (Genesi 8:20-21). Il suo primo pensiero è ringraziare Dio.

 

Con il racconto genealogico e delle discendenze che popolano la terra, si sarebbe potuto concludere la storia di questo uomo ammirabile, lasciandoci così un quadro impeccabile della sua vita. La Bibbia però non lo fa, e ci riserva un episodio finale. Non sappiamo quando tempo sia trascorso dall’uscita dall’arca, se Noè abbia continuato ad offrire sacrifici. La Scrittura ci informa giusto nel capitolo successivo che: “Noè, che era agricoltore, cominciò a piantare una vigna; e bevve del vino e si ubriacò, e si scoperse in mezzo alla sua tenda” (Genesi 9:20-21). Alla scelta di piantare uva, il testo sembra metterci in allerta, perché da quel frutto Noè produce del vino e lo beve. Normalità, diremmo. Perché lo avrebbe prodotto altrimenti? Ma al verbo “bere” segue immediatamente “ubriacarsi”. Il vecchio saggio, uomo di fede e timorato di Dio, si lascia andare a qualche bicchiere di troppo. Nel momento che è ubriaco, perde i freni inibitori e si denuda. Memo male che era in casa proprio, penserai. Comunque non è un gran vedere per l’uomo “giusto e irreprensibile”. Lo dimostra poi il comportamento del figlio Cam, che, pur sbagliando anche lui, deride il genitore.

 

Essere il meglio della sua gente, e colui sul quale si era posato l’occhio divino, non vuol dire essere indenne da debolezze e cadute. La straordinarietà delle Scritture sta anche in questo. Non abbiamo davanti a noi esempi impossibile da raggiungere, ma personaggi come e peggio di noi, in grado di compiere opere straordinarie per la mano e l’aiuto di Dio. Dovremmo ricordare alla fine quello che era stato l’inizio di tutto, ossia quando Dio decise di mandare il diluvio e distruggere il genere umano: “Noè trovò grazia agli occhi dell'Eterno” (Genesi 6:8). L’inizio della storia di questo uomo risiede nella grazia che Dio gli concede. Resto per noi il monito di far attenzione a non cadere nell’ozio, padre dei vizi, ispiratore di leggerezze. Basta poco per rovinare l’immagine di una vita e perdere la dignità.

 

 

Devotional 46/2019

Piano di lettura settimanale della Bibbia

11 novembre  Geremia 50; Ebrei 8

12 novembre  Geremia 51-52; Ebrei 9

13 novembre  Lamentazioni 1-2; Ebrei 10:1-18

14 novembre  Lamentazioni 3-5; Ebrei 10:19-39

15 novembre  Ezechiele 1-2; Ebrei 11:1-19

16 novembre  Ezechiele 3-4; Ebrei 11:20-40

17 novembre  Ezechiele 5-7; Ebrei 12

 

 

Foto di Michel Meynsbrughen, https://freeimages.com

 

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