Una comunità speranza e gioia degli apostoli

01.12.2019

 

Qual è infatti la nostra speranza, o gioia, o corona di gloria? Non siete proprio voi, davanti al Signor nostro Gesù Cristo alla sua venuta? Voi siete infatti la nostra gloria e gioia.

1Tessalonicesi 2:19-20

 

Se coloro che hanno ordinato i libri del Nuovo Testamento lo avessero fatto in ordine cronologico, secondo la data di composizione, la prima lettera ai Tessalonicesi si sarebbe trovata all’inizio. Si tratta, infatti, del primo scritto neotestamentario. Quindi è la prima lettera scritta da Paolo, probabilmente una perla trascurata tra le lettere dell’apostolo perché non solleva così tante questioni dottrinali. Considerata la sua brevità è perfetta per l’epoca odierna del “mordi e fuggi”, e chi volesse dedicargli del tempo scoprirà il cuore del ministero apostolico. Dal libro degli Atti (17:1-10) abbiamo notizia che la chiesa destinataria venne fondata durante il secondo viaggio missionario di Paolo (verso il 51 d.C.). L’apostolo in compagnia di Sila e Timoteo, come sua consuetudine, si era recato alla sinagoga, dove aveva cominciato a predicare il messaggio di Cristo. Parecchi accolsero il Vangelo e fra questi un buon numero di persone provenienti dal paganesimo. Ma l’opposizione da parte delle autorità della comunità ebraica indusse Paolo ad abbandonare la sinagoga e cercare un’altra sede. L’opposizione fu così veemente che furono costretti a lasciare la città, in direzione di Berea, ove Paolo lasciò Sila e Timoteo e prosegui da solo verso Atene. Era in ansia per i Tessalonicesi, così quando fu raggiunto dai due compagni, rimandò immediatamente indietro Timoteo per raccogliere notizie. Timoteo lo raggiunse a Corinto con buone notizie: stavano affrontando coraggiosamente la persecuzione. Queste notizie sollevarono lo spirito di Paolo, che sentì il bisogno di scrivere loro.

 

Colpisce l’affetto pastorale che trapela dallo scritto. Nonostante le difficoltà incontrate, agli apostoli non è mancato il coraggio, e le loro conversioni sono il risultato di tale tenacia. Ciò che gli uomini (o il diavolo) cercano di impedire, Dio porta a compimento. I tre servitori si erano presi cura dei giovani credenti tessalonicesi “come una nutrice che alleva teneramente i suoi bambini” (2:7). La loro gioia era comunicare il Vangelo, al punto che hanno fatto in modo di non essere di peso a nessuno. Il testo che meglio descrive il prezioso lavoro apostolico è: “come fa un padre verso i suoi figli, noi abbiamo esortato, consolato e scongiurato ciascuno di voi, a camminare in modo degno di Dio, che vi chiama al suo regno e gloria” (2:11-12). Un cura tenera nel nutrire la fede giovane da una parte e dall’altra l’esortazione e la consolazione paterna nel guidarli nel cammino cristiano in modo degno. In questi versi c’è la sintesi di quello che dovrebbe essere il servizio ministeriale, nulla di più, nulla di meno: cura e nutrimento, protezione e esortazione. La comunità di Tessalonica ha ricevuto un così meraviglioso esempio, che loro stessi sono divenuti un esempio nella fede a tutti i credenti della Macedonia e dell’Acaia (1:7), e non solo, ma fino alla pari delle chiese della Giudea.

 

Quando il credere è vita, l’esempio pratico è tale che non occorrono parole per predicare, ma il buon profumo si spande da solo. Ancora oggi sono tanti, forse troppi, quelli che quotidianamente rischiano la vita per Cristo, mentre noi ci perdiamo in frivole discussioni o argomentiamo ardite dispute teologiche. La predicazione apostolica è in mezzo alle prove, e coloro che credono fanno presto i conti con la stessa persecuzione. Al pari dei credenti giudei i tessalonicesi hanno sofferto a causa di Cristo. E tale condizione non è vergogna a nessuno se non ai persecutori, per i quali è riservata l’ira divina. Credo faccia un certo effetto considerare che sia chi predica sia chi ascolta non sia indenne dalle afflizioni e dalle sofferenze. Infatti, per Paolo e i compagni i credenti di Tessalonica sono “gloria e gioia”. Dio ci aiuti. Riflettiamo.

 

 

Devotional 49/2019

Piano di lettura settimanale della Bibbia

02 dicembre   Ezechiele 42-44; 1Giovanni 1

03 dicembre   Ezechiele 45-46; 1Giovanni 2

04 dicembre   Ezechiele 47-48; 1Giovanni 3

05 dicembre   Daniele 1-2; 1Giovanni 4

06 dicembre   Daniele 3-4; 1Giovanni 5

07 dicembre   Daniele 5-7; 2Giovanni

08 dicembre   Daniele 8-10; 3Giovanni

 

 

Foto di Valentina Jori, https://freeimages.com/

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