Luci nella notte

15.12.2019

 

La lampada del corpo è l’occhio; se dunque il tuo occhio è sano, tutto il tuo corpo sarà illuminato; ma se il tuo occhio è malato, anche tutto il tuo corpo sarà pieno di tenebre.

Luca 11:34

 

Intorno a noi luci a illuminare la notte che presto cala la sua coperta in questo periodo dell’anno. Lucette intermittenti e multicolore rompono il cupo buio, fuori e dentro le case e si elevano a punti di riferimento. Quel che per le strade e nelle case si ripete in questi giorno è riflesso di quel che ogni essere umano porta nel cuore. Tutti, chi più e chi meno, abbiamo paura della vita che si spegne, della luce che improvvisamente svanisce. Chi nel buio ha già camminato, affrontando i giganti della malattia e del dolore in generale, mostri di precariato e carestia, i fantasmi della solitudine e dell’amarezza, ora che ne è venuto fuori sente il bisogno di lasciare tutto alle sue spalle. Così le luci diventano sinonimo di rinascita, perché non c'è persona che non abbia voglia di rialzarsi e ricominciare. C’è chi invece la valle del buio la sta ancora attraversando e non sa se e quando finirà. Per lui/lei il luccichio diventa un amorevole incoraggiamento a non mollare, perché non c'è notte che non passa e buio che non si dirada. Altri sono trascinati da false luci. Nessuna luce artificiale potrà però illuminare l’anima. Ecco che occorre allora che la luce di Cristo sia manifesta e posta in alto, affinché ogni stanza (cuore, vita) possa goderne gli effetti. “Or nessuno, quando ha acceso una lampada, la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio, ma sul candeliere, affinché coloro che entrano vedano la luce” (Luca 11:33).

 

Sono tanti i “ciechi” in cerca di chi apra loro gli occhi: cuori desiderosi di alimentarsi della Scrittura, gente alla ricerca dello Spirito e bisognosa di guide oneste e timorate di Dio. Per questo ho scelto di predicare il Vangelo, quella buona notizia che reca libertà al prigioniero, che dona la vista al cieco e nuovo vigore all'anima stanca. Ho allontanato i miei passi dal sentiero delle futili discussioni, delle dispute senza fine, perché il tempo è poco e ci sono "pecore smarrite" da riportare a casa. Desidero che tu insieme a me possa essere una lampada per altri, una di quelle lampade ardenti per i tanti viandanti di questo mondo. Luca indirizza il discorso sulla luce nella stanza su una prospettiva tutt’altro che alta. I nostri occhi sono la lampada della nostra vita. Dove stai dirigendo il tuo sguardo? Se il tuo sguardo è rivolto a Dio, i tuoi occhi daranno luce alla tua esistenza. Chiunque ti guarderà in volto riconoscerà una luce particolare. Il diavolo (lucifero) era un portatore di luce. Inizialmente era riflesso della luce divina, poi è diventata luce di inganno e falsità, menzogna e delirio. E quando il nostro occhio è volto altrove dal Vangelo, le tenebre prendono il sopravvento, lo sguardo scurisce e siamo lontani da Dio.

 

Un pericolo è presente dietro ogni porta, come allertava il profeta. “Guai a quelli che chiamano bene il male, e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro!” (Isaia 5:20). Quanta confusione su e intorno a Cristo. Possano questi giorni di festività riportarci, per mezzo della Scrittura, a guardare le cose che durano per sempre. Perciò prego affinché il tuo cuore possa scorgere quella luce divina che da oltre duemila anni è venuta a diradare le tenebre dell’esistenza e che ancora oggi fa fatica ad emergere. Lascia brillare Gesù su e dentro te.

 

 

Devotional 51/2019

Piano di lettura settimanale della Bibbia

16 dicembre   Amos 4-6; Apocalisse 7

17 dicembre   Amos 7-9; Apocalisse 8

18 dicembre   Abdia; Apocalisse 9

19 dicembre   Giona; Apocalisse 10

20 dicembre   Michea 1-3; Apocalisse 11

21 dicembre   Michea 4-5; Apocalisse 12

22 dicembre   Michea 6-7; Apocalisse 13

 

 

Il 18 dicembre 1707 nasceva Charles Wesley, fondatore del movimento metodista. Nella sua vita pubblicò oltre 5.500 inni.

 

 

Foto di Cop Richard, www.freeimages.com

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