Nella valle di Baka

19.01.2020

 

Essi vanno di valore in valore, e infine compaiono davanti a Dio in Sion. 

Salmi 84:7

 

L’espressione del titolo è nota a molti per un antico canto che così recita: “Voglio andar di valore in valor, fino al fin seguire il Signore …”, ma non tutti la collocherebbero in un salmo. Il canto, profondamente legato al testo biblico, riesce a rappresentare al pari del salmo il cammino del credente verso la Gerusalemme celeste. Questo salmo, infatti, è un canto di pellegrinaggio, con cui l’orante accompagnava i suoi passi mentre si dirigeva al Tempio di Gerusalemme. Il contenuto nei secoli si è rivelato molto adatto ad accompagnare nella quotidianità la vita credente, a sostenere la fatica tipica di chi è in movimento. La vita cristiana non è una fiction televisiva, ma un’esperienza che risente della fatica e dello sforzo necessari per giungere degnamente al termine del suo corso. Il pellegrino, nonostante la strada in salita comincia a farsi sentire sotto i suoi piedi impolverati, trae forza dal desiderio di trascorrere del tempo nella casa del Signore, i cui cortili sono amabili e ove anche la più piccola delle creature trova accoglienza.

 

Ritengo sia un salmo che ci può aiutare nel camminare, finanche accompagnarci nella quotidianità. Il tema principale è sicuramente quello del cammino, ma non da meno è la destinazione di questo viaggio. Ed è proprio la meta verso la quale cammina a rendere piacevole il viaggio e sopportabile la fatica, anche quando la strada diventa pesante e la stanchezza potrebbe avere il sopravvento. “Beati quelli che ripongono la loro forza in te e che hanno in cuore le tue vie! Quando attraversano la valle di Baka, la trasformano in luogo di sorgenti, e la prima pioggia la ricopre di benedizioni” (vv. 5-6). Il sentiero ha un punto di passaggio obbligatorio nella valle di Baka. Non per tutti Baka è un luogo geografico ben identificabile, ed indica la valle del pianto, un luogo di una sconfitta, dal significato possibile del nome. Nella tradizione cristiana ha dato origine all’espressione ‘valle di lacrime’, per indicare il pellegrinaggio sulla terra. Potrebbe voler significare un posto dove si piange, ma anche l’immagine di un posto orrendo. In realtà potrebbe essere messo in relazione con il luogo arido dove crescono i “becaim”, degli alberi resinosi. Infatti, si tratterebbe proprio del modo di gocciolare della linfa di questi alberi ad evocare il gocciolare delle lacrime. Resta comunque un territorio ostile, che può descrive lo stato d’animo o rappresentare la condizione di alcuno.

 

I pellegrini nell’attraversare questa valle arida fanno l’esperienza di portare sorgenti e di trasformare quella situazione. Al pari del Signore che fa sorgere un giardino nel deserto (Isaia 51:3) recando consolazione, così dal seno dei credenti sgorgheranno fiumi d’acqua viva (Giovanni 7:38). L’immagine di Gerusalemme come città stabile sulla roccia è il contrario della tensione del vivere quotidiano, per questo offre speranza. Una volta giunto nelle sue mura, il pellegrino sta finalmente nella casa del Signore, ove non c’è più niente da cercare, da aspettare. Noi, in quanto pellegrini, stiamo percorrendo la via che mena al cielo, e seppur non l’abbiamo ancora visto, crediamo al Vangelo. Questo salmo è un prezioso compagno nei tempi dell’inquietudine. Una volta attraversata la valle dell’afflizione, del luogo arido, e anche dopo aver versato amare lacrime, che il pellegrino si riscopre più forte. Il passaggio di ogni difficoltà, il superamento dell’ennesima prova, alza la consapevolezza delle proprie possibilità in Dio, ed è così che si va di valore in valore. E questo li rende beati (vv. 4 e 5), ancor prima di vedere Dio faccia a faccia.

 

 

Devotional 4/2019

Piano di lettura settimanale della Bibbia

20 gennaio     Genesi 49-50; Matteo 13:31-58

21 gennaio     Esodo 1-3; Matteo 14:1-21   

22 gennaio     Esodo 4-6; Matteo 14:22-36

23 gennaio     Esodo 7-8; Matteo 15:1-20

24 gennaio     Esodo 9-11; Matteo 15:21-39

25 gennaio     Esodo 12-13; Matteo 16

26 gennaio     Esodo 14-15; Matteo 17

 

 

foto di Mariela Diaz, www.freeimages.com

 

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