Speranza nel dolore

25.01.2020

 

Io benedirò l’Eterno in ogni tempo; la sua lode sarà sempre sulla mia bocca. 

Salmo 34:1

 

In molti funerali si assiste a scene di pianto e esternazioni del dolore che rasentano la disperazione. Quando, invece, mi trovo a partecipare al funerale di un credente assisto a un commiato che ha tutto altro sapore. Pur con cuori mesti e occhi bagnati dalle lacrime, lo spirito dei credenti riesce sulla certezza della fede ad elevarsi sulla ali della vittoria sulla morte riportata da Gesù e donata ai suoi. L’aria è intrisa di una consolazione che trascende l’umana comprensione, come un velo avvolge tutti i presenti, credenti e non. Alcuni si sentono spiazzati nell’assistere a una cerimonia che piuttosto concentrarsi sulla vita del defunto, si sofferma sulla sua fede e ne esalta il capo e compitore Cristo Gesù. Il ricordo della fede vissuta e delle sofferenze affrontate e superate per mezzo della fede ravvivano l’immagine del caro dipartito e ne lasciano un’immagine a molti nota e altri sconosciuta.

 

Chiunque ha vissuto questi momenti sa che la tristezza non manca, un groppo alla gola strozza ogni possibile desiderio di dire qualcosa. Soccorrono le parole di un canto: “Io so che in ciel mi porterà Gesù …”, infondono la speranza e rincuorano l’afflitto. Le parole del canto diventano una dichiarazione personale, che rispecchia anche chi al momento ha lasciato il terrestre albergo e si è addormentato nel Signore. Chi non conosce le Scritture, pur percependo qualcosa di nuovo e diverso, fa fatica a credere, a volgere lo sguardo al trascendente. Ecco allora che la lettura di alcuni versi della Scrittura, come quelli sulla Nuova Gerusalemme vista da Giovanni o la valle dell’ombra della morte attraversata dall’orante dei salmi, rompono lo scetticismo del cuore freddo e di chi si sta sforzando di restare indifferente. Ti accorgi allora che nel momento in cui agli uomini mancano le parole, la parola di Dio echeggia e scuote le vite assopite, distratte dal vivere odierno, e al cospetto della morte qualcuno comincia a interrogarsi.

 

“Non ci sarà più la morte, né pianto, né dolore”, risuona dall'Apocalisse. Ma ogni giorno ci confrontiamo con essa, la affrontiamo senza indietreggiare per la forza che viene dalla fede nel Signore. Il saluto di chi si è addormentato nel Signore dice che quello è ciò che attende ognuno. Quanto è importante pensarci con la certezza della resurrezione. La vita del credente non può prescindere da quel giorno, anzi andrebbe vissuta nella proiezione dell’eternità con Dio e i redenti. Solo una tale attitudine può rendere comprensibili parole come “Non siate mesti”. Può donarci la forza di affrontare il dolore per una dipartita con la dignità di chi sa di aver combattuto il buon combattimento e che una corona di gloria lo attende. Accade di più, come dichiara il Salmo: “loderò l’Eterno in ogni tempo”. La tristezza svanisce, il groppo alla gola si scioglie, mentre le lacrime rigano il volto, le mani si alzano al cielo e dal cuore si eleva un canto di lode. Come buon seme nella terra muore per portare frutto, ogni volta il seme di una vita si tramuta in un qualcosa di glorioso: un lascito di testimonianza diventa evangelizzazione, annuncio della buona notizia che Gesù è morto, è risorto ed è il Signore della nostra vita.

 

 

Devotional 5/2020

Piano di lettura settimanale della Bibbia

27 gennaio     Esodo 16-18; Matteo 18:1-20

28 gennaio     Esodo 19-20; Matteo 18:21-35         

29 gennaio     Esodo 21-22; Matteo 19

30 gennaio     Esodo 23-24; Matteo 20:1-16

31 gennaio     Esodo 25-26; Matteo 20:17-34

01 febbraio     Esodo 27-28; Matteo 21:1-22

02 febbraio     Esodo 29-30; Matteo 21:23-46

 

Per non dimenticare

Il 27 gennaio 1945, le truppe sovietiche giunsero ad Auschwitz e liberarono i superstiti del principale campo di sterminio nazista. Durante il nazismo ogni ebreo era costretto a indossare una tetra toppa di panno cucita a forma di una stella di David in Germania così come in ogni paese conquistato dai tedeschi, così da rendere distinguibile l’ebreo. Dal 2008 il 27 gennaio è la Giornata della memoria, un momento di riflessione sulla Shoah, lo sterminio pianificato di milioni di ebrei in Europa da parte del regime nazista e dei regimi fascisti suoi alleati.

 

 

Foto di Manu Mohan, https://freeimages.com

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