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  • Immagine del redattoreElpidio Pezzella

CHE STA SUCCEDENDO?

Nella giornata della fiaccolata in memoria di Giulia (8 giugno 2023), uccisa a Senago, nelle strade di S. Antimo scorre altro sangue. Un grido si leva dai vicoli e scuote le coscienze più sensibili.

La cronaca riferisce che Luigi e Maria, cognati, sono stati freddati separatamente dal suocero. I due (29 anni lui e 24 lei), sposati con figlia e figlio dell'assassino, sarebbero stati rei di una relazione amorosa. La magistratura farà le dovute indagini per capire cosa ha armato un giovane suocero e nonno. Io mi chiedo altro.


COSA STA SUCCEDENDO NELLE FAMIGLIE?

Mariti, mogli, compagni, conviventi, sempre più disposti a relazioni multiple, illecite e scandalose, segrete e alla luce del sole. I soggetti coinvolti risultano incapaci di confrontarsi ed affrontare qualsiasi problematica tenendo lontana la violenza. Ogni discussione è seguita da toni accesi e alti. Il passaggio all'aggressione verbale o fisica non richiede molto. Quasi sempre è un attimo e poi... follia, pazzia. Come con Giulia, anche qui ora si conteranno le famiglie distrutte e le vittime di una follia disumana e senza senso.


COSA STIAMO INSEGNANDO?

Il nonno che uccide il papà dei suoi nipotini perché ha fatto uno sgarbo alla famiglia. Nonno, hai pensato prima di premere il grilletto? Quale onore valeva tanto? Nulla può giustificare tale barbarie. Siamo stanchi di tanta violenza a ripetizione e ovunque. Occorre riprendere velocemente le redini della formazione e investire sulla scuola e la cultura, perché stiamo nutrendo con la violenza le future generazioni. Con le nostre azioni e reazioni stiamo alimentando i nostri figli e nipoti di rabbia e di collera, insegnando loro che non esiste via di dialogo e di riappacificazione.

COSA FARE?

Da credente, posso solo pregare per le famiglie coinvolte. Qui ci sono anche dei bambini.

Dal mio pulpito continuo a predicare e insegnare la riconciliazione e il perdono.

Da genitore, mi sforzo di essere un esempio mite e pacifico per i miei figli.

Da marito, amo e rispetto colei che ho atteso all'altare.

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