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Il seme incorruttibile

Immagine del redattore: Elpidio Pezzella
Elpidio Pezzella
2 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, cioè mediante la parola vivente e permanente di Dio.

1 Pietro 1:23



L’apostolo sta scrivendo a cristiani sparsi per le province dell’attuale Turchia, gente forestiera guardata con sospetto, che ha perso sicurezza e s’interroga sul valore della fede quando la vita è così fragile. Pietro ricorda loro che Dio li ha fatti rinascere a una speranza viva, grazie alla risurrezione di Gesù. Li chiama alla santità, a una vita diversa, e all’amore fraterno sincero. E proprio quando parla di quest’amore purificato, spiega che tutto è nato dalla rigenerazione. Pietro scrive “siete stati rigenerati”, è qualcosa che Dio ha già fatto, una volta per tutte, con un effetto che continua nel tempo, e usa un’immagine agricola, che tutti capivano: il seme. Esistono due tipi di seme. Il seme corruttibile è tutto ciò che l’uomo fa per dare un senso alla propria vita o per piacere a Dio: la buona educazione, la tradizione religiosa, la morale, l’impegno, persino l’appartenenza a una chiesa. Sono cose buone, ma sono corruttibili, ossia portano in sé il germe della morte. Con il tempo non resistono alla sofferenza, alla tentazione, e soprattutto alla morte. Un seme corruttibile può produrre una persona perbene, ma non un figlio di Dio. Poi c’è il seme incorruttibile, che non ha in sé la morte, non si guasta, non perde la sua potenza. Questo seme è la Parola di Dio: vivente e permanente.

 

La Parola è vivente perché non è una lettera morta, un ricordo del passato, ha in sé la vita di Dio. Quando viene predicata, non informa, produce vita dove prima c’era morte. Permanente vuol dire che resta, non passa. Pietro cita il profeta Isaia (v. 24). Noi, con la nostra forza, la nostra gloria, la nostra giovinezza, i nostri ministeri siamo come l’erba di montagna in estate, verdi al mattino e secchi alla sera. Noi passiamo, la Parola resta. “E questa è la parola che vi è stata annunziata” (v. 25), il messaggio semplice che quei credenti avevano ascoltato da un predicatore itinerante, forse in una casa o un cortile. Quel messaggio, apparentemente debole, era il seme incorruttibile che aveva rigenerato la loro esistenza. Se siamo nati da un seme incorruttibile, la nostra sicurezza non dipende da quanto siamo forti, ma da quanto è forte il seme che ci ha generato. Molti credenti vivono nell’ansia, Pietro allora ci riporta all’origine. Se fossi nato da te, avresti ragione di temere. E siccome sei nato dalla sua Parola, la stessa potenza che ti ha fatto nascere ti conserverà. L’eredità è incorruttibile (v. 4), e incorruttibile è anche il seme.

 

Noi che insegniamo, predichiamo, dobbiamo ricordare quale seme stiamo maneggiando. Non stiamo semplicemente trasmettendo valori o facendo educazione cristiana per rendere i bambini più buoni, stiamo seminando Parola vivente. Ogni versetto, ogni storia biblica è seme incorruttibile gettato in un cuore. Potrà sembrare poca cosa, che non porti frutto subito, ma quel seme non muore, a suo tempo germoglierà, anche molti anni dopo. Non cade a vuoto (Isaia 55:10-11). Per finire, sia chiaro che nessuno di noi può rigenerare un altro. Un genitore non può rigenerare un figlio, un pastore non può rigenerare un fedele, un monitore non può rigenerare un bambino. Possiamo solo piantare il seme. È la Parola che genera, non la nostra eloquenza, non le nostre strategie. Questo ci libera dalla pressione di dover produrre risultati e ci riporta alla fedeltà di seminare con semplicità il puro Vangelo, restando umili. In un mondo dove tutto passa, dove le mode cambiano, dove le chiese a volte inseguono ciò che è attraente, Pietro ci riporta all’essenziale: siamo stati generati da ciò che non passa. Perciò anche se siamo forestieri e di passaggio, abbiamo una speranza che non appassisce.


 

Piano di lettura settimanale

della Bibbia n. 46

09 novembre  Geremia 46-47; Ebrei 6

10 novembre  Geremia 48-49; Ebrei 7

11 novembre  Geremia 50; Ebrei 8

12 novembre  Geremia 51-52; Ebrei 9

13 novembre  Lamentazioni 1-2; Ebrei 10:1-18

14 novembre  Lamentazioni 3-5; Ebrei 10:19-39

15 novembre  Ezechiele 1-2; Ebrei 11:1-19

 

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Per rispondere all’aspirazione e al desiderio di tanti onesti credenti di trafficare i talenti ricevuti, mi sono impegnato a formare uomini e donne fedeli per “un servizio che serve”, seguendo l’invito di Gesù (Mt 20:26-27). Il materiale proposto vuole offrire occasioni di formazione e crescita personale non da paventare ad altri, ma una condivisione per crescere assieme, lontani da polemiche, accuse e ogni forma di giudizio volto a alimentare dissidi e contese inutili. Io ci provo! 

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